< Next di  Enzo De Somma (Sperling)

Qui di seguito le recensioni di Next raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Next di Enzo De Somma è una raccolta di racconti brevi sulle vicende di una varietà di personaggi che vivono, in maniera più o meno drammatica, la fine di una storia e colgono, con intelligenza, l’opportunità di un cambiamento in positivo e , quindi, di un nuovo inizio.

Paola Perna

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Il romanzo, con una scrittura scorrevole, presenta al lettore una serie di storie il cui sviluppo è piuttosto prevedibile e ripetitivo. Adatto, a mio avviso, ad un pubblico giovane non offre sufficienti stimoli di riflessione e crescita intellettuale.

Anna Lupo

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Mi spiace dover dire che il libro non mi è piaciuto. I personaggi sono solo abbozzati e le trame pressoché inconsistenti. Il libro sembrerebbe pensato per farci confidare nel potere della vita di riservarci sempre nuove occasioni, ma trovo che non riesca affatto in questo intento e che anzi manchi della profondità necessaria a trattare un tema quale quello dei nuovi inizi. Banale e fin troppo superficiale, peccato.

Barbara Loro

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Castano Primo “Biblioteca comunale”
coordinato da Paola Lauritano e Maria Rosa Gambacorta
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Tante storie che parlano di delusioni, sensi di colpa, tradimenti, sogni, incontri e nuovi inizi.
Quando la sofferenza è così forte che ti sembra di stare per impazzire, una nuova opportunità si presenta, la vita regala sempre un’occasione, sta a noi non aver paura e avere il coraggio di ricominciare.
Un libro per chi ha bisogno di una dose di fiducia, di speranza; le emozioni fanno paura, causano dolore, ma senza di esse la vita non avrebbe senso.

Angela Furci

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Ci si può riprendere da una delusione d’amore? Si può riconquistare la fiducia in se stessi dopo un fallimento e dare una svolta alla nostra esistenza quotidiana?
L’autore ne è convinto e attraverso le scelte di vita delle giovani donne e dei giovani uomini dei suoi racconti, suggerisce di rileggere il passato con occhi nuovi, di cambiare il punto di vista e di aprirsi al futuro.
Senza dubbio offre interessanti spunti di riflessione, supportati da citazioni e aforismi di scrittori e poeti, ma nell’insieme traspare ingenuità ed individualismo.
Non mancano gli ideali, ma si riferiscono solo alla sfera personale. Questi giovani adulti sembrano interessati solo al loro presente, al loro star bene con se stessi.
Sono comunque apprezzabili lo sforzo di non lasciarsi andare alle delusioni, la voglia di ricominciare e il desiderio di aprirsi a nuove sfide, ma manca una coscienza collettiva, mancano impegni condivisi per dare una svolta al futuro e affrontare le sfide e le problematiche che riserva.

Luigia Sala

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Next è un romanzo a episodi, scorrevole nella lettura, briosa, moderna, ci fa riflettere sulla vita sentimentale e di relazione dei nostri tempi. Partendo dal colpo di fulmine che colpisce Alessio, un ragazzo visto in metropolitana, passa alla vicenda del medico Stefano, uomo di mezza età demotivato, che si accorge un bel giorno della giovane vicina di casa.
Ci fa conoscere poi altre storie: amori improvvisi, divorzi e tradimenti, filo comune la delusione. Prosegue raccontando di persone che non hanno mai trovato lavori soddisfacenti e altre che non si sentono all’altezza della situazione. Alla fine l’autore ci esorta a guardare in noi stessi, a scrutare le possibilità che abbiamo, al fine di cambiare il nostro punto di vista e capire che “il vero obiettivo è diventare noi l’incontro che altri si aspettano”. È doloroso dire che l’amore è bello finché dura e che la vita è una delusione. Ma fattene una ragione. Quindi? NEXT.

Maria Grazia Arpisella

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Pur non avendo molto apprezzato fino in fondo nessuno dei due libri, mi trovo comunque a preferire "Next". Si tratta di un libro con storie brevi un po’ "sfilacciate", con pretesa di approfondimento di argomenti che in realtà vengono lasciati a un livello molto "basic" sia nel linguaggio che per contenuti. Trovo che le storie siano piuttosto prevedibili e senza spessore, con personaggi sì attuali, ma piuttosto banali.

Anna Ciammaricone