< Nina sull’argine di  Veronica Galletta (MinimumFax)

Qui di seguito le recensioni di NinaSullArgine raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

* * *

 

Questo romanzo, con un tema altrettanto forte come il precedente, mi ha convinta meno per il tipo di scrittura che a tratti ho trovato poco fluida, soprattutto nei primissimi capitoli del romanzo.

Elena Ruffato

* * *

 

L’ho trovato molto piatto e lento. Il romanzo in sé è scritto bene ma non è riuscito a trasmettermi nessuna emozione.

Isabella Spagnuolo

* * *

 

***
Grandi lettori
***
Cogli, nel racconto, elementi di sincerità, di autenticità. La competenza dell’autrice nella gestione di un cantiere diventa a tratti un appesantimento ( anche se garantisce su ciò che accade), nonostante le notazioni tecniche siano intervallate dalla parte più intima del racconto.
La storia stenta a decollare, per molta parte della lettura ti chiedi quando cominci davvero: poi capisci che è …tutto lì, ma che ha un senso.
Forse si potrebbero fare considerazioni sul modo “femminile” di svolgere un lavoro quasi sempre maschile, ma non credo che fosse l’intenzione dell’autrice essere didascalica o politicamente corretta.

Zeila Biondi

* * *

 

Romanzo infarcito di tecnicismi, specialmente nelle prime (50!) pagine, il che lo rende davvero di difficile fruizione, specialmente al "largo pubblico", se è quello che l’autrice vuole raggiungere.
Si fatica a proseguire la lettura, proprio per la pesantezza di questi dettagli tecnici che permeano la scrittura e che risultano davvero pesanti, al limite del manualistico.
Forse non ho compreso io le intenzioni dell’autrice, ma credo che se, dopo quasi metà libro non si sia catturata l’attenzione del lettore o che non si sia nemmeno creato un minimo di empatia con il personaggio principale, l’impresa sia abbastanza fallimentare.
Abbandonato a metà.

Chiara Morandi

* * *

 

Il lavoro raramente appare come protagonista nei libri che mi sono capitati di leggere ultimamente, il più
delle volte concentrati su vicende personali, traumi, difficili relazioni familiari.
Invece di Nina sull’argine colpisce il realismo, la solidità nella quale Caterina è immersa ma dalla quale riesce comunque a emergere.

Claudia Bellante