< Nova di  Fabio Bacà (Adelphi)

Qui di seguito le recensioni di Nova raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Ciao, non mi è dispiaciuto. Ripropone d’impeto, una violenza che sembra non appartenerci, ma la attuale guerra in atto ce la fa vicina; ed anche un richiamo alla natura che sembra così lontana pur facendone parte.

Giuseppe magaletti

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Se dovessi sintetizzare il romanzo di Bacà in una frase sceglierei questa “Tutti abbiamo qualcosa dentro. Un Potere". C’è chi è consapevole di averlo, ed è capace di gestirlo, chi non sa di averlo e chi, pur sapendolo, non è in grado di gestirlo. Un romanzo che mette in discussione le concezioni stesse della psicoanalisi, il conflitto tra pulsione di vita e pulsione di morte, riportandolo nel quotidiano. Il protagonista è Davide, un affermato neurochirurgo, con una moglie, Barbara, che ama nonostante le sue idiosincrasie alimentari, cui faticosamente si è adattato nel tempo e un figlio adolescente, Tommaso, che tutto sommato, non sembra avergli procurato grandi preoccupazioni fino ad allora. Certo, il ragazzo è un po’ introverso, ma coltiva comunque delle amicizie e poi a scuola è un genio. Ça va sans dire. Davide ha qualche difficoltà col suo diretto superiore e non va d’accordo col suo vicino di casa, col quale è in causa da un po’ di tempo. Fin qui, nulla di straordinario nella vita di Davide, vero? Senonché, facendo parte di quella sfera di individui inconsapevoli del proprio Potere (si ritiene fondamentalmente un vigliacco), ha la bislacca abitudine al risveglio di pensare alla morte. Succede da tanti anni. Immagina la morte di tutti, familiari, amici, conoscenti, colleghi, divi dello spettacolo. Tutti. Davide sublima il suo Potere trasformandolo in pensieri di morte. Davide sublima, così, la sua pulsione aggressiva, ma ancora non sa di averne una. Un giorno, mentre Barbara e Tommaso attendono l’arrivo di Davide in un ristorante, sono importunati da un cliente ubriaco. Davide assiste alla scena inerme, nascondendosi, mentre uno sconosciuto (Diego) interviene per proteggere la sua famiglia. Diego sì che è consapevole di avere il Potere e sa anche come gestirlo. Per questo motivo, finirà per diventare una sorta di mentore per Davide. Diego lo istruisce e Davide cambia, a tal punto che inizia a riconoscere il Potere anche dentro di sé. Lo coltiva, lo allena, lo plasma e lo lascia defluire. Ma irrompe nella scena anche chi il Potere sa di averlo e non sa gestirlo, come una nova che esplode improvvisamente travolgendo tutto ciò che gli sta intorno... e, dunque, che fare? Quale pulsione avrà la meglio? Il romanzo l’ho gradito. La nota stonata, secondo me, è data dall’uso eccessivo di termini poco diffusi, anche perché Bacà stesso fa dire a Davide mentre parla con Diego "uso parole complicate perché sono su un livello socioculturale superiore al tuo".

Piera Vivolo

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Scelgo questo libro perché mi è piaciuta molto la storia di Davide. Una vita di successo e certezze che nel momento in cui è necessario esprimere "coraggio" per tutelare i propri cari, cadono completamente lasciando il protagonista allibito nella scoperta della sua vera natura.
Inizia così un percorso di cambiamento per Davide, che ho trovato molto coinvolgente nella lettura.
Mi è piaciuto anche il modo di scrivere dell’autore: linguaggio molto ricco, originale ed ironico.
Da una storia di per sé abbastanza ordinaria ne è scaturito un libro coinvolgente e molto piacevole da leggere.

Michela Paccagnella

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All’apparenza potrebbe sembrare la famiglia "del mulino bianco", ma leggendo ti tiene incollato tra la storia e i punti di vista di ogni persona della famiglia che sono diversi da come ti immagini.
Questa è la storia di un classico adolescente, di sua mamma troppo concentrata su delle cose che non contano poi tanto e di un padre che capisce che deve iniziare a cambiare qualcosa nella sua vita grazie all’incontro con Diego.
Il finale è stato sconvolgente, ha smontato tutte le ipotesi che mi ero fatta. Mi è piaciuto tantissimo.

Carmela Cipolletta

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La storia è molto bella, ci sono tantissimi spunti di riflessione ma il linguaggio è troppo complesso per i miei gusti, a tratti anche pretenzioso.

Martina Di Bella

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Una prosa elegante e curata - forse eccessivamente ricercata - ci accompagna attraverso un romanzo che, oltre la biologia, ci lascia una discreta quantità di informazioni interessanti sul nostro modo di relazionarci col mondo, oltre che con un’affascinante periferia toscana.

Alfredo Bruno

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scrittura ricercata..a tratti forse un po troppo..
Storia attuale..di vita quotidiana..normale..come tante..ma che proprio per questo porta ad immedesimarsi e a riflettere..a porsi domande, fare riflessioni sul proprio modo di essere..di pensare..Di reagire

Francesca Rambelli

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Premetto di averlo letto velocemente. Per le prime cento pagine ho aspettato che succedesse qualcosa, ho solo letto la descrizione della famiglia protagonista senza capire dove mi portasse. Poi eventi, incontri e cambiamenti occorsi al personaggio principale mi hanno portato indiscutibilmente a credere che bisogna affrontare le cose da cui fuggiamo e che nulla accade per caso.

ALESSANDRA STEFANELLI