< Nudo maschile in arancione e giallo di  Alessandro Fullin (Manni)

Qui di seguito le recensioni di NudoMaschileInArancioneEGiallo raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Inizio a leggere il 24 febbraio, di pomeriggio, giorno dell’attacco della Russia ai danni dell’Ucraina.Mi rifugio in un libro e mi imbatto nella protagonista di questo racconto, Vanessa Borowski nata in una Varsavia occupata dai Russi (sempre loro). Quanta realtà. “Vanessa detesta lo zar. Non possiamo darle torto. Nicola II è bellissimo e contemporaneamente un idiota: è incredibile come i russi abbiano la capacità di affidarsi sempre a uomini che sembrano tanto rassicuranti e che invece sono degli autentici criminali". “Il primo quadro di Vanessa Borowski è Bicchiere, peperoni e clementina, a cui seguono Vaso cinese e pompelmi e Sette limoni...”.Ho amato vari incipit nella mia vita, da quelli storici come Manzoni a quelli più moderni come Camus, in questo libro tuttavia non ho colto subito l’intento dello scrittore, il quale sembra fin dall’inizio concentrato a sottoporre al lettore un semplice articolo giornalistico, senza ahimè arrivare al suo cuore. Il materiale, la storia difficile, intima e particolare di Vanessa(tra matrimonio improvviso, vedovanza, ricchezza e amicizie varie) potrebbe aiutarlo nell’intento ma lo scrittore decide un’altra via,una sottile vena ironica che dopo alcune pagine, finalmente e abilmente, porta il lettore a sorridere sornione per quello che viene narrato, anche se si sta parlando di una morte, di una catastrofe, di un guaio. E così dopo tante pagine si intuisce che la protagonista è una rivoluzionaria senza rivoluzione, che prima ama raffigurare ortaggi e nel farlo utilizza anche ortaggi sconosciuti in quel di Praga ma prettamente mediterranei come ravanelli fave o peperoncini, per poi alzare il tiro e ritrarre non più ortaggi ma nudo di uomo. Il primo modello che sceglie, un Marcantonio che lavora al mercato, che riesce a liberarsi rapidamente dall’imbarazzo di spogliarsi dinnanzi ad una lady perché Vanessa lo guarda come se fosse un carciofo. Da qui, dal primo quadro che realizza, il titolo del libro Nudo maschile in arancione e giallo. Un ostacolo si frappone ovvero il suo agente, che non intende aiutarla nell’esporre quadri così realistici: ironica la scena in cui propone di nascondere il nudo con un vaso, replica la fedele e sovversiva contessa Aleksandra che,difendendo la sua prediletta, aggiunge"Non credo che molte spose vorrebbero trovarsi la prima notte di nozze di fronte ad un portaombrello”. Consiglio per il lettore: non abbandonare il libro nelle prime pagine un po’ nebulose ,perché il bello deve ancora arrivare.

ANTONELLA SCICCHITANO

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In Polonia, e più precisamente a Wroclaw, negli anni che seguono la Grande Guerra e precedono la Seconda Guerra Mondiale vivono la contessa Zaskaja, una sorta di nobile mecenate bohémienne decaduta, Vanessa, una pittrice che passa dal dipingere quadri con un cestino di fave come protagonista a scandalose scene di nudo maschile, e una miriade di altri personaggi bizzarri ed esilaranti, che animano le pagine di ’Nudo Maschile in Arancione’, rendendolo un libro vivo e divertente.
I capitoli sono molto brevi, lil ritmo veloce e la scrittura è tagliente.
La caratterizzazione dei personaggi è spietata e alle volte l’autore ci regala qualche suo commento personale, il che contribuisce a creare un’atmosfera generale a tratti grottesca ma allo stesso tempo frizzante e coinvolgente.
Una bella lettura, che personalmente consiglierei a chiunque senta il bisogno di una boccata d’aria.

Beatrice Venturini

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E’ un romanzo veloce che scorre e prende forma tra personaggi bizzarri e storici, da un lato con una spensierata leggerezza ma dall’altro non manca di temi vivi come l’omosessualità, i nazionalismi, le persecuzioni e nondimeno l’arte.
La struttura narrativa è molto discorsiva e si lascia leggere ma manca di punti focali e centrali. L’insieme dei temi toccati è però dispersivo così come lo sono i protagonisti non ben svolti e compiuti.
Il ricorso ai tanti riferimenti storici e soprattutto alle innumerevoli opere d’arte nel racconto confonde l’attenzione del lettore senza dare un ulteriore chiarimento o connotazione alla vicenda raccontata o alla storia espressa.

Anna Lavinia

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Monia Di Silvestre