< Omicidio a regola d’arte di  Letizia Triches (NewtonCompton)

Qui di seguito le recensioni di OmicidioARegolaDArte raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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48 Morto Che Parla si rivolge al lettore, è un’anima in stato confusionale: sa di essere morto, ma non conosce il suo nome, non sa chi era da vivo. È attirato da due cadaveri con i quali pensa di avere una certa affinità: entrambi pittori, morti a quattro giorni di distanza a Napoli. I loro nomi sono Giovanni Aiello e Michele Mosti. Partecipa ai loro funerali, né spia le vedove e quanti sono intervenuti e nell’attesa che quest’anima, questo Morto Che Parla si chiarisca le idee l’autrice racconta attraverso le due donne il commissario Chantal Chiusano e la dottoressa Sara Steno tutti quei fatti salienti, quelle emozioni, che le hanno rese vedove. Il mondo dell’arte napoletano è il palcoscenico dove tutto si svolge: tecniche pittoriche, colori all’arsenico, galleristi, professori universitari, pittori affermati e studenti dell’accademia di belle arti in un romanzo che pur essendo un giallo al lettore non vengono risparmiati anche gli altri colori. La storia che l’autrice ha raccontato sarebbe stata più avvincente se avesse scelto il romanzo breve e per questo, nonostante la storia sia interessante il mio voto va all’altro libro.

Lucia Gandolfi

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Il romanzo di Triches è avvincente e la scrittura restituisce la complessità di personaggi e ambienti. Il ritratto di Napoli si fonde a quello di personaggi tridimensionali nei quali è possibile identificarsi mentre la trama si sviluppa su più piani che si intrecciano. Una lettura davvero piacevole che consiglierei a chi volesse intrattenersi senza troppo impegno.

Allegra Tagliani

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Susseguirsi degli eventi un po’ monotoni, i personaggi potrebbero essere più accattivanti anche se la trama a volte si manifesta ?intrigante’ in alcuni suoi passaggi. Alcune considerazioni tecniche nel mondo artistico sono esageratamente ’pressapochiste’ e talvolta le considerazioni sono superficiali legate forse a retaggi del mondo artistico del passato.

Alessandra Vione

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Non amando questo tipo di lettura non sono riuscita ad essere accanto ai personaggi.
Ho rivisto la mia amata Napoli ma il resto sfocato.

Marianna Cesta

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Non sono riuscita a finirlo. Non è il mio genere. Questo è un mio limite. Buona l’idea.

Rosendipity