< Osso. Anche i cani sognano di  Michele Serra (Feltrinelli)

Qui di seguito le recensioni di Osso raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Libro leggero e scorrevole, allo stesso tempo profondo.
Adatto per grandi e piccini, tratta il rapporto tra un uomo anziano, che vive lontano dallo stress cittadino, ai confini con la natura, ed un cane solo ed affamato che un giorno decide di presentarsi davanti la sua casa ma rimanendo pur sempre a distanza dall’uomo.
L’intero libro è un susseguirsi di emozioni, tra cui prevalgono la compassione e la speranza. La speranza che l’animale cessi di aver paura dell’anziano, che si risolve col più semplice dei gesti: una carezza.

Matteo Massara

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Osso è un breve romanzo per ragazzi, una favola moderna, ambientata tra il bosco e la città, commovente e poetica, che ha per protagonisti un randagio, un vecchio e la sua nipotina, ma che risale alla notte dei tempi e sfiora l’inizio del rapporto tra uomo e cane.

Deepa Minasi

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Una favola elastica, delicata e moderna insieme, che prende spunto da leggende che rivitalizza attraverso una narrazione fluida e distensiva. Certamente un prodotto junior ma anche una raccolta di immagini interiori che manifestano un legame fra l’uomo e l’animale a livello trasversale e compensativo. Gli omini e gli animali sognano, gli uomini e gli animali avvertono prioritariamente il pericolo anche se l’uomo, definitivamente addomesticato, riesce a dormire anche di fronte all’estraneo, al pericolo sostituisce la fiducia incondizionata.
La famigliola allargata di nonno, nipote e roba con Osso è la parte più tenera ed intima della normalità ritrovata insieme all’equilibrio latentemente ricercato.

Grazia Maria Scardaci

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Questo libro parla del rapporto tra esseri umani e animali. Soggetto dibattuto sicuramente altre mille volte ma che qui viene affrontato in modo così delicato e poetico che da banale diventa quasi magico. Sì perché questa storia mescola con grande maestria sentimento, sogno e speranza. C’è condivisione tra il mondo umano, animale e vegetale, una sorte di unione cosmica in cui la foresta diventa un rifugio per Osso ma anche una specie di utero protettivo: avvolge la casa del nonno e la protegge dalla vicina città e dai suoi ritmi frenetici. Tematiche come la scoperta e l’accettazione dell’altro, l’empatia e la tolleranza fanno da cornice a questo meraviglioso racconto. Le illustrazioni poi sono sublime, delicate e forti insieme. Leggete questo libro e capirete come, in ogni belva, è presente un amico dell’uomo che vi farà sentire parte della Vita, quella con la "V" maiuscola.

Deborah Di Maso

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Michele Serra si è cimentato in un libro per ragazzi, che non può essere definita una favola e nemmeno un romanzo. È una storia, o meglio sono tante storie, che possono essere lette da bambini ed adulti. Emerge il tema della natura, l’importanza di rispettarla, l’incontro tra un cane e un vecchio che vive ai bordi del bosco. Un rapporto profondo che si concretizzerà solo grazie alla fiducia.Un po’ come Il piccolo principe, L’uomo che piantava gli alberi, Il gabbiano Jonathan Livingstone o il recente Il bambino, la talpa, la volpe e il cavallo. C’è il rapporto millenario tra uomo e lupo, le storie di difesa e rispetto reciproco, fino alla licantropia. Il nonno trasmette il sapere antico a Lucilla, la nipotina, così come avviene ancora oggi in tanti paesini di montagna. È un libro bellissimo, riflessivo ed attuale, un rapporto tra natura in ogni sua forma e l’uomo, l’animale che dominandola deve rispettarla o rischia di deteriorarla e rendere la sua vita peggiore.

Enzo cimino

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Una favola sull’attesa e l’aspettarsi, sul rapporto tra l’uomo e il cane.
Si legge in un soffio con la sensazione di essere
seduti lì accanto all’anziano protagonista cercando Osso con lo sguardo.
Bellissime le illustrazioni.

Rosa

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Un delicato racconto per ragazzi, ma molto indicato anche per i più grandi, che riguarda il rapporto tra gli esseri umani e le bestie e quindi, come dice l’autore, “tra gli esseri umani e la natura, che è la madre del mondo”. Mi ha ricordato, pur nelle diversità, “Abbaiare stanca”, la prova di Daniel Pennac nella letteratura per l’infanzia.
E’ la storia del rapporto che si viene costruendo lentamente tra un anziano e un cane randagio, col contributo della nipotina: un bel racconto allegorico che in più punti fa riflettere sul modo di vivere dell’uomo contemporaneo e sulle sue aberrazioni.

Mara Tamburini

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Ci sono i migliori ingredienti per rendere una storia ricca di speranza e di fiducia nella vita attraverso una vicenda semplice e alla portata di ciascuno. Poiché il destinatario è un pubblico giovane il registro linguistico si conforma in modo adeguato ai piccoli lettori. Si narra della fiducia conquistata tra un anziano che vive nella periferia della città ai margini del bosco e un cane randagio che cerca qualcosa da mangiare. Un modo per farci capire che la nostra vita è fatta anche di piccole emozioni che possono darne il senso. La scelta di un vecchio come protagonista è già un segnale della scala di valori che Serra vuol costruire attraverso questo breve racconto. Un vecchio è fuori da tutto ciò che normalmente si ritiene nevralgico nella vita: il lavoro attivo, la performance atletica, il sesso, la considerazione sociale. Eppure è un racconto d’amore, non solo con il cane ma anche con la nipotina Lucilla. È con lei che si instaura una complicità coinvolgente. Il nome da assegnare al cane, la ricerca nel bosco e la comunicazione emotiva. Sullo sfondo rimane il tema del rapporto città e campagna. Quasi a dire che solo riallacciando una serena convivenza con la natura saremo in grado di affrontare la vita con entusiasmo coinvolgente.

Giulio Pavanini