< Prometto che ti darò il mondo di  Giulia Lamarca (DeAgostini)

Qui di seguito le recensioni di PromettoCheTiDaroIlMondo raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Un libro di memorie e di avventure, nel segno della forza e della sfida. Uno sguardo profondo e molto individuale sulla propria disabilità ha portato una ragazza ad impadronirsi di un altro sè, riconoscendolo ed amandolo. Energia e voglia di essere, aldilà di sofferenza e barriere.
Un editing più accurato avrebbe reso questo libro più coinvolgente.

Rosanna Piscitelli

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Mi è piaciuto molto il tono semplice, leggero e spontaneo con cui viene raccontata tutta la storia. Il fatto che il libro sia scritto in prima persona ti fa sentire più vicina all’autrice, rende quasi spontaneo immedesimarsi nelle sue sensazioni e nei suoi sentimenti.
Si legge tutto d’un fiato e si vive passo a passo la storia della protagonista.

Elisabetta Trombetta

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È un libro che trasmette forza, speranza per il futuro. insegna a non mollare mai.
un libro vero, scritto da una ragazza che è riuscita ,anche grazie ad uno splendido compagno ad andare oltre…

lombardi donatella spoleto

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Giulia Lamarca racconta la sua storia in questo libro che assomiglia più ad un diario di bordo. Vero, intenso, commovente, a volte comico. L’autrice attraverso i suoi racconti di viaggio ci esorta ad uscire dalla nostra zona di comfort e a prenderci la vita che vogliamo.

Laura Gori

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L’opera, a cavallo tra un vademecum per disabili coraggiosi, motivanti e fortunati( vedi la love story) e una guida turistica, ha i caratteri della prevedibilità e della ottimistica ripetivita’. Interessante l’uso delle frasi riassuntive in neretto

Anna

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‘Prometto che ti darò il mondo’ di Giulia Lamarca è una storia di viaggi e di riscatto. A partire da un incidente che ha come esito una situazione di ‘ragazza in sedia a rotelle’ Giulia trasformerà la sua debolezza in forza e grazie all’amore di Andrea (fisioterapista metà italiano e metà cinese) scoprirà il mondo e troverà la vera se stessa negli angoli più remoti della terra. Scritto con leggerezza, ironia e dai tratti giornalistici – con incisi di frasi che danno molto da pensare (da ‘Non bisogna credere all’impossibile’ a ‘Saper attendere significa imparare a gestire i propri desideri’) – questo libro, a metà tra il romanzo-verità e il reportage, permette di seguire l’evoluzione di una ragazza infaticabile in giro per il pianeta, che sa trovare soluzioni pratiche alla sua disabilità trasformando la sua vita nella realtà più normale possibile. Dal primo viaggio a Parigi fino alle remote palafitte in Indonesia – passando per Australia, Cina, India, Perù, Giappone, Canada e Singapore – Giulia ci insegna che le cose possono succedere e che ognuno deve essere libero di trovare il proprio modo di vivere la felicità, senza arrendersi mai. Nel leggerlo viene voglia di lottare con Giulia per i suoi diritti e sostituire la compassione per la sua disabilità con la consapevolezza che i confini possono essere oltrepassati.

Luisella Acquati

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Ho apprezzato la sensazione del "non esistono limiti se ci credi abbastanza". Mi ha ricordato quando mia madre, per darmi coraggio, in un periodo in cui non sapevo come fare per finire l’università senza impazzire, mi regalò una cartolina con scritto sopra che sognare e lottare per realizzare i propri desideri è l’essenza di chi crede in sé stesso. Ecco, è tutto più bello se a questa essenza aggiungi qualcuno che è disposto a dividere con te il peso delle difficoltà che la vita di mette davanti.

Alessandra Fontana

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Un libro semplice, sincero che mi ha incuriosito e attratto fin dalle prime pagine per l’immediatezza e onestà con cui Giulia racconta la sua storia.
Sono arrivata in fondo senza provare pietà o compassione, non ho mai visto Giulia come una “poverina”, un giudizio sui disabili che Giulia giustamente condanna.

Neicla Campi

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Tema molto importante che andrebbe trattato e diffuso in misura maggiore.
La narrazione si sofferma in superficie e non scandaglia in profondità. La scrittura non è abbastanza coinvolgente, non tanto da smuovere emozioni e sentimenti e a indignare a sufficienza.

Nunzia Baresi