< Quest’ora sommersa di  Emiliano Poddi (Feltrinelli)

Qui di seguito le recensioni di QuestOraSommersa raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Questo libro mi ha avvinto di più rispetto al Principe del mondo per lo stile narrativo che alterna impennate vivaci di contemporaneità a momenti di profonda riflessione che riportano al dato storico: il nazismo e la vita nei campi di concentramento. Felice la scelta del filo conduttore, Martha, la biologa marina che riesce a ritrovare Lena, la regista che filmò i momenti salienti dell’ascesa di Adolf Hitler, la stessa che prese in giro un gruppo di bambini room "ospiti" dei lager, fra cui la madre stessa, che vennero "scritturati" per parlare della vita in campagna. Martha avrebbe l’opportunità di sbarazzarsi di Lena, ormai centenaria, non prestandole soccorso durante una immersione nelle trasparenti acque di un atollo del pacifico. Dopo un intensa riflessione interiore decide di aiutarla, ricordando le parole della madre che l’aveva chiamata Marta ma con la h, Martha, per fare la differenza con chi si nutre di cattive azioni. La vendetta di Martha è consumata. Lena, che ha saputo ammaliare un mondo intero, sottraendosi anche alle sue responsabilità davanti ai Giudici di Norimberga muore lontano dai riflettori davanti ai quali si era mossa sempre con estrema disinvoltura: si spegne nel suo letto.

Gabriella Tiralongo, nata ad Avola, (Siracusa)

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Non sono riuscita ad entrare in sintonia con la protagonista. Mi sono piaciuti alcuni dei passaggi tra i vari capitoli dove si elencano fatti, cose e personaggi legati alla storia ma nel complesso ho trovato il romanzo pesante e ho faticato a finirlo.

Elena Fumanelli

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Il rancore può farti soffocare, più del male che lo ha provocato. Due donne si incontrano, si studiano, si sfidano: una non ha niente da perdere. In fondo al mare ci si può inabissare per sempre o risalire e respirare e così avviene nell’animo umano. Nella sfida tra il predatore e la preda ci sarà sempre una via di fuga, ma non è detto che la si trovi. La mente non dimentica chi ci ha fatto del male e ci tiene ostaggio del nostro stesso tormento.

Simona Cosentino

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Trattare di un argomento come l’Olocausto non è mai semplice, soprattutto quando si includono persone che hanno contribuito a portare avanti questo crimine. Emiliano Poddi è riuscito, però, a scrivere un’opera profonda, a portare a galla il punto di vista moderno, tramite il personaggio di Martha, e a contrapporlo a quello di Leni Riefenstahl. La forza e la sensibilità delle due donne permette al lettore di compiere una riflessione interiore, di comprendere i due vista, le diverse scelte operate e di giungere a una conclusione e a una crescita personale.

Paola Pavarani

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Sapevo già della storia di Leni, visto sue riprese, ma questo racconto, piacevole e interessante, anche nei suoi dettagli biologici, mi ha trascinato e tenuto nel blu, nella trasparenza di queste acque incredibili, in passato ne ho praticate di simili altrove, in attesa della decisione finale, sofferta, ma attesa, perché gli zingari hanno un cuore, i nazisti no.

Ugo Calzolari

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Quante personalità possono essere racchiuse in un solo individuo? Nel corso del libro mi sono spesso immedesimata in Martha, la protagonista de libro, che cerca di trovare un senso ad un atteggiamento crudele? Indifferente? Che Leni ha avuto nei confronti di sua madre.

Giulia Cominato

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Questo libro è indaga l’animo umano, ci riporta indietro nel periodo più buio che l’umanità abbia conosciuto la seconda guerra mondiale. Esplorare la storia di Leni Riefenthal, la regista di Hitler è stato utile per capire meglio un periodo di totalitarismo come quello tedesco. Nel complesso è stata una lettura difficile.

Carlotta Guerra