< Rego Park di  Corrado Passi (Castelvecchi)

Qui di seguito le recensioni di RegoPark raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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L’autore scrive molto bene, le immagini che tratteggia con le parole sono vivide. Però ho letto tutto il libro con l’idea che poi sarebbe successo qualche cosa che gli avrebbe dato un senso. Sono arrivato all’ultima pagina, il libro è finito, e io quel senso non l’ho trovato. Peccato, perché soprattutto la storia di Ellie mi aveva intrigato molto. La sensazione è di una buona idea, che andava sviluppata meglio.

Pietro Pieroni

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Indubbiamente "Rego Park" presenta un livello stilisticamente parlando abbastanza elevato e questo può rappresentare il suo pregio. Dovendo scegliere uno dei due libri semplicemente mi sono chiesta quale delle due storie mi intrigasse di più, quale dei due libri sentissi la necessità di continuare a leggere. "Rego Park" non mi ha pienamente coinvolta, credo ciò sia legato al fatto che ho faticato a trovare empatia per la portagonista, che a mio avviso risulta a tratti abbastanza antipatica. Nel complesso è un libro che si legge, forse non troppo scorrevole.

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Circolo dei lettori
di Catanzaro “Palomar”
coordinato da Umberto Mancino
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Romanzo ben scritto, con due protagonisti intensi, in una storia di dolore e riscoperta di sé, in un inventarsi e diventare altro per ritrovarsi. Unico neo: l’ambientazione newyorkese. In ogni caso, una scrittura interessante.

Umberto Mancino

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Circolo dei lettori
di Ponte Buggianese “Rivista Vitamine Vaganti”
coordinato da Laura Candiani
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Romanzo  breve e intenso. Insegna la necessità di arrendersi alla vita, di accettare un compromesso con lei. Ci sono cose, fatti, ciò che Machiavelli chiama “fortuna”. che accadono, che ci sono dati, condizioni in cui siamo situate/i, che non possiamo scegliere, alle quali dobbiamo arrenderci, cercando un accomodamento in loro. È questo il compromesso al quale arriva, faticosamente e dolorosamente, Ellie – guidata da Liam.
Due reduci (da esperienze simili per certi versi, ma interiorizzate in modo molto differente) che hanno sopportato molto e che si incontrano per un tratto di strada, sostenendosi. Animata da una rabbiosa determinazione lei, decisa a vivere come prima dell’incidente, ad affermare sé stessa, a sfidare la morte, per sentirsi viva, appunto, trascina Liam in questo suo progetto. Ma sarà lui che si sottrae, si “sfila” dal correre degli eventi, lui, più dolorosamente devoto ai propri ricordi, a “costringerla” a liberarsi dai propri incubi.
Uno degli aspetti che mi è piaciuto di più è la descrizione, che attraversa tutto il romanzo, del modo in cui la protagonista – divenuta cieca – si rapporta la mondo esterno e impara a conoscerlo attraverso tutti i sensi: l’autore riesce a farci immedesimare nella situazione e il racconto è affettuoso e partecipe. Molto vivaci anche i personaggi “minori”.

Angela Scozzafava

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Una storia d’amore basata sui fantasmi del passato, sulla perdita e l’illusone che sa un tantino di già letto. Un bel racconto ma niente di più.

Gianmaria Di Silvestro