< S’io fossi foco di  Lodovica San Guedoro (FelixKrull)

Qui di seguito le recensioni di SIoFossiFoco raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Purtroppo il file ricevuto era compromesso.

Maurizio Naddeo

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Se io fossi foco è un libro complesso, dalla scrittura vivace e interessante che tuttavia, spesso, si avviluppa su se stessa portando il lettore a perdersi fra le parole. Ho apprezzato l’idea di utilizzare una figura femminile non umana, la picciona Gennarina, per denunciare comportamenti stereotipati. Tuttavia, accanto a Gennarina si alternano e inseguono una pletora di personaggi e racconti che rendono il libro caotico e nel complesso poco interessante… less is more!

Manuela Santarosa

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L’opera è una sorta di diario dell’autrice in cui annota le sue riflessioni su alcuni argomenti scottanti, che si alternano alle vicende surreali di personaggi molto pittoreschi. La fitta corrispondenza con il suo cugino ritrovato dopo molti anni, riportata in lingua francese, allontana invece il lettore dal filo conduttore.
Lo scopo sembra essere quello di denunciare a tutti le brutture di cui è pregno questo mondo. Lo fa urlando la sua indignazione, così come ci lascia intuire il titolo del libro. La scrittrice si mostra particolarmente adirata con il genere umano, tanto che il personaggio più gentile e rispettoso che si incontra è un marziano verde bitorzoluto.
Rimprovera il genere femminile, ancora relegato al ruolo di “madre e/o puttana”, per l’utilizzo che fa del suo corpo e per la costante sottomissione al volere degli uomini. Lo ribadisce attraverso la narrazione visionaria delle vicende di Gennarina, piccione donna vanitosa, completamente concentrata sul suo corpo, che svende e mette di continuo in bella mostra. Se la prende con la società di guardoni che applaude o fischia dalla platea di internet, con la Commissione del Premio Strega (nei riguardi della quale credo debba togliersi qualche sassolino dalla scarpa), con gli uomini, con il grande ego dei professori, con la gestione del Coronavirus da parte delle autorità.
E’ quindi una denuncia gridata, infuocata e amara, intrisa di pessimismo cosmico, che però ho trovato un po’ confusionaria, probabilmente perché vuole toccare troppi argomenti contemporaneamente. Le metafore utilizzate non sono sempre molto intuitive e la lunga corrispondenza in francese rallenta la lettura.

Elena Leone

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Romanzo femminista che vuole dare la responsabilità della dominanza maschile alle donne che troppo spesso supine al patriarcato. Troppi personaggi, noioso e confuso Un panphlet

Matteo Maurizio Mauro

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Il libro non mi è piaciuto, ho faticato ad entrare nel meccanismo e francamente non mi ha coinvolto particolarmente.

Vanessa Burella

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Leggendo questo romanzo, sicuramente mi ha lasciato senza parole, ha trattato delle tematiche molto importanti. In particolare ha affrontato il ruolo della donna in un modo del tutto diverso da quello che siamo di solito abituati.
Con ironia, si scaglia contro il personaggio femminile, che incarna il prototipo femminile, esasperando anche alcuni suoi comportamenti.
Tuttavia, lei non è sola, perchè c’è un continuo susseguirsi di personaggi, che fanno lo loro comparsa e poi vanno via lasciando spazio ad altri personaggi e cosi via dicendo. Quasi a ricordare come le nostre vite si intrecciano con quelli degli altri per brevi peridi e poi veniamo sostituiti da altri.

Anna Saccotelli