< Solo di  Riccardo Nencini (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di Solo raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Riccardo Nencini
2021, Mondadori
598 pagine effettive su 624
Copre gli anni che vanno dal 1914 al 1924

Il delitto Matteotti è una di quelle storie brutte che provocano disagio, anche se l’hai studiata a scuola, anche se hai visto documentari e programmi in tv, anche se la conosci bene. Il disagio ritorna, chiude lo stomaco, fa sentire soli e di nuovo inermi per la follia fuori controllo, l’avidità, la cattiveria feroce e l’odio incredibilmente furioso, la vendetta come fine.
Matteotti è rimasto solo perchè era troppo, troppo integro, troppo idealista, troppo coraggioso ed è rimasto solo perchè è stato abbandonato, troppo pericoloso, troppo scomodo, troppi valori.
Contro di lui, Mussolini si muove in una realtà parallela in cui tutto è lecito pur di vincere, pur di manifestare la propria unica grandezza, indipendentemente dai mezzi, indipendentemente dalla sanguinosità.
Per Mussolini, Matteotti diventa un problema e lo risolve a modo suo, complici l’ignoranza e la miopia della politica che volutamente non vede, non sente e non capisce.
L’amore per Velia è un racconto a parte.

Categoria: Romanzo storico (tecnicamente) fatto molto bene.

EV

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Una biografia che diventa romanzo storico. Riccardo Nencini ci consegna un’immagine molto realistica di Matteotti grazie all’uso della prima persona nella narrazione e al linguaggio, in particolare all’uso di forme dialettali. Lo stile dell’autore è incisivo e scorrevole in grado di trasmettere la profondità del pensiero e quindi della personalità di Matteotti.
Nel romanzo, soprattutto nella prima parte, è resa benissimo la descrizione dell’ambiente sociale del Polesine, un luogo povero e segnato da lotte agrarie.
Emerge chiaramente la lungimiranza di Matteotti nel comprendere quanto il fascismo fosse un fenomeno nuovo e pericoloso e quanto questa sua capacità di cogliere la realtà che lo circondava lo rendesse alla fine solo nel contrastarla.
Ciò che ho apprezzato particolarmente è stata la capacità di Nencini di farci entrare nella vita non solo pubblica, ma anche privata, intima di Matteotti, restituendoci il volto del politico e dell’uomo, non privo di contraddizioni.
Una storia umana che è un tutt’uno con gli avvenimenti di un decennio turbolento, dal 1914 al 1924.
Il libro restituisce al lettore una figura tridimensionale di Matteotti, tra idee politiche, amori e amicizie ma allo stesso tempo il ritratto di un periodo storico intenso, cruciale e drammatico della nostra storia.

Mariangela Cofone

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Partenza molto lenta, riprende un po’ nel racconto della vita del protagonista ma non incalza granché. Interessante ma lungo..

Graziana Serafini

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Solo è un libro che racconta con ritmo incalzante la figura di Matteotti, è puntuale e molto interessante. A mio parere è un libro scritto molto bene che sa incuriosire e sa fare da approfondimento alla storia.

Francesca Vecchio

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Un romanzo "intimo" che mi ha ricordato fin da subito "Lessico Famigliare" di Natalia Ginzburg, non solo per i modi di dire ma anche per la descrizione della famiglia e dei suoi componenti. Inoltre i riferimenti a Torino hanno marcato maggiormente il ricordo.
Scorrevole e piacevole da leggere. Il glossario finale è poi una perla, ho apprezzato molto!

Marta Tiffany Lombardo

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Una ricostruzione precisa della vita di Matteotti scritta molto bene che però non mi ha convinto per niente dal punto di vista strutturale. Ho fatto molta fatica a leggerlo e a tratti l’ho trovato noioso. Non è riuscito a farmi fare quel viaggio nel tempo che mi aspettavo. Il cambio del punto di vista narrativo (in prima e terza persona) che solitamente amo nei romanzi, mi sconcertava perché non seguiva uno schema fisso.

Piera Vivolo

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L’autore apre un mondo diverso di fronte allo scenario che si è sempre avuto di Matteotti: si entra nella persona che è stata, nel figlio, nel consorte, nel padre, nell’uomo che è stato.
Si rivive facilmente quel dolore che si provava in quegli anni, si rivive la delusione che prova ogni essere umano voglioso di giustizia. Matteotti fece del suo lavoro una lotta morale, aperto al mondo come mondo di tutti allo stesso modo. Particolarmente legato alla vita censurata della testata
giornalistica "Avanti!" sembra esserne la versione vivente.

Marika Campanella