< Stile Alberto di  Michele Masneri (Quodlibet)

Qui di seguito le recensioni di StileAlberto raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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un libro che non mi ha entusiasmata, un libro che non rispecchia le mie scelte letterarie quindi non sarei in grado di essere obbietiva.

Marieta Milcoveanu

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Rapallo “Amici del libro”
coordinato da Mariabianca Barberis
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Non mi è piaciuto perché è una stucchevole apologia dello snobismo, non agito personalmente ma testimoniato da parte di Masneri come ammiratore acritico di Alberto Arbasino, il suo idolo, lo scrittore “elegantissimo che girava in Porche”.
Un libro breve pieno di foto, di testimonianze e racconti di aneddoti. Con tantissime lunghe citazioni dai libri del “maestro”. C’è ben poco scritto di prima mano dall’autore.
Giudizio complessivo: interessante per saperne di più su Arbasino, ma in alcuni punti noioso e insopportabile per l’esaltazione dello snobismo di Arbasino e della sua cerchia.

Giuliana Gabet

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È un diario di Masneri? È un saggio sociologico su omosessualità e snobismo? È una biografia di Arbasino? Un po’ di tutto ciò. Di sicuro non è un romanzo. Sembra più la testimonianza della venerazione dell’autore nei riguardi del suo idolo del quale però lascia trasparire (aldilà della genialità letteraria e dell’originalità del carattere) anche aspetti più meschini che divertenti, come il fatto di schernire le persone che non appartenevano alla sua ristretta élite. Trovo lo snobismo un atteggiamento superbo e non una qualità da ammirare ed esaltare

Alberto Foresta

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Un libro di pasoliniana memoria, tra tenzoni coitali e capricci snobbistici di nobili miliardari tra gli anni ’50 e ’60. Non si tratta di una biografia o di un saggio, ma di uno scampolo di vita di Arbasino e del suo entourage di gay catto-comunisti, perbenisti e aristocratici, scollati dal mondo reale della classe dei lavoratori, impegnati in viaggi, feste e nella ricerca di perfezione letteraria ma pure di uno stile di vita impeccabile. Il pregio del libro è di far sentire quel personaggio distante e scontroso, di far respirare l’aria che sibila tra i finestrini della Porsche e il profumo di cibi sofisticati serviti da camerieri in livrea.
Certo per assaporare appieno il libro, oltre a leggere le opere di Arbasino, bisogna conoscere i personaggi di quegli anni e quel mondo da fin de siècle ormai al tramonto.

Anna Ferranti

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Una via di mezzo tra saggio e romanzo in cui emerge la figura di Alberto Arbasino vista attraverso gli occhi ammirati dell’autore e il suo rapporto di amicizia. Ne risulta un personaggio poliedrico, un intellettuale dalla vastissima cultura e produzione, critico musicale, politico disincantato, analista e interprete puntuale del mondo che lo circonda.
Attraverso i ricordi di Masneri, la visione si amplia a dipingere l’affresco di una classe sociale medio- alta e molto snob della Roma dagli anni ‘90 fino al 2020, ovvero alla morte di Arbasino. C’è una continua nostalgia del passato, soprattutto per il mondo del giornalismo, dell’editoria e della cultura di quell’epoca: un mondo oggi scomparso. Tutti i personaggi citati sono membri dell’élite intellettuale internazionale, estremamente colta, di cui ha fatto parte Arbasino e di cui anche l’autore si sente partecipe. Un testo impegnativo per chi non abbia una profonda cultura letteraria che gli permetta di comprendere le continue allusioni e citazioni di scrittori e personaggi celebri, da Gadda a Pannunzio, da Petronio a Benjamin, a Musil, Cocteau, Céline, Truman Capote, Pier Paolo Pasolini, Luchino Visconti, Gianni Agnelli ....

Anna Signori