< Stradario aggiornato di tutti i miei baci di  Daniela Ranieri (PonteAlleGrazie)

Qui di seguito le recensioni di StradarioAggiornatoDiTuttiIMieiBaci raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Non sono riuscita a trovare un filo conduttore che unisca i capitoli di questo libro. È vero che è un racconto a cuore aperto delle paure di chi si racconta, ma si perde enormemente in dettagli superflui che portano spesso persino a distrarsi.
Molto apprezzati gli spunti di cultura generale, che spaziano dalla medicina alla filosofia

Federica Ianniccheri

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Vicenza “Sentieri di lettura”
coordinato da Marianna Repele
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Per un romanzo del genere 100 pagine sarebbero state più che sufficienti! Ma poi....di cosa parla il libro? Qual’è il messaggio che  l’ autrice vuol fare arrivare al lettore? Difficile rispondere ....io mi sono persa tra le (troppe) pagine; tra le frasi ingarbugliate, i pensieri contorti, il  lessico pomposo e le riflessioni filosofiche.
Mi sono arresa a pagina 315.

Romina Vicentin

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Visto il titolo del libro, mi aspettavo di leggere il racconto degli amori vissuti dall’autrice e magari qualche riflessione su ciò che questi amori le hanno dato e speravo di imparare qualcosa di nuovo su questo sentimento. Purtroppo, non ho trovato quello che mi aspettavo ma piuttosto mi è sembrato di leggere il racconto delle paranoie e delle ansie dell’autrice riguardo alle sue relazioni con le altre persone e con il mondo in generale. Anche quando l’autrice, a suo modo, racconta delle storie che ha avuto, sembra che più che narrarle, le stia vivisezionando: analizza ogni aspetto della relazione in questione fissandolo, drammatizzandolo e assolutizzandolo e in questo modo, a mio parere, lo priva della sua vitalità. Molto spazio, inoltre, viene dedicato all’amore/ossessione che l’autrice nutre verso i profumi e che esprime attraverso accurate e dettagliatissime descrizioni.
Lo stile di scrittura della Ranieri mi è sembrato barocco e la lettura mi è risultata lenta, pesante e difficile.
Lo stile sicuramente dimostra la cultura profondissima e le abilità della scrittrice, ma io non l’ho apprezzato particolarmente perché mi ha reso difficile immedesimarmi in quello che stavo leggendo.

Francesca Faedo

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Dalla filosofia, alla politica, alla società, al rapporto con gli uomini, il sentimentalismo e i baci, questi famosi baci che diventano come uno stradario, una sorta di fermate
attraverso le quali, l’autrice prende spunto per allargare i suoi orizzonti e raccontarci le sue visioni. Il romanzo pullula di citazioni, da Kafka a Ovidio, che servono a descrivere una vita piena di caos, rumore e velocità.
E poi ci sono i baci, questi famosi baci citati nel titolo che si trasformano all’interno del
testo in esperienze con uomini molto diversi tra loro. Un bacio, un’uscita, un
chiacchiericcio, una battuta che puntualmente portano alla disillusione e all’evidente
classificazione del maschio tirchio, cialtrone, bugiardo e così via, fino alla fine. Non
aspettatevi quindi un racconto banale sugli uomini, sul loro modo di baciare e sulla lista di esperienze alquanto denigranti della protagonista. No, qui non abbiamo nessuna
copertina che inneggi al femminismo, e nemmeno un linguaggio che tenta in tutti i modi di esorcizzare gli uomini in quanto deplorevoli casi umani, casi da recupero. Non ci sono lagne né speranze di cambiare nulla. Gli uomini incontrati sono quello che sono, così come il linguaggio usato, pieno e ricco di termini, preciso, mai petulante che mostra tutto nella sua sacra verità.

Silvia Galiotto

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“Stradario aggiornato di tutti i miei baci” di Daniela Ranieri più che un vero e proprio libro, a mio parere, risulta essere un insieme di riflessioni, considerazioni e sentimenti della protagonista che non portano ad un obiettivo chiaro. Il lettore si sente perso nel mezzo di tante paranoie, ossessioni, amori che lo stordiscono e quasi infastidiscono.
Sicuramente molto originale e interessante è il filo conduttore che dal titolo all’interno del testo si manifesta attraverso i baci, le conversazioni, le battute e le uscite che la
protagonista fa con uomini diversi fra loro. Attraverso il flusso di pensieri, quasi fosse un diario, l’autrice utilizza citazioni di personaggi cardine del passato, come Ovidio, Kafka e Nietzsche, per spiegare i grandi parallelismi tra l’oggi e ciò che è stato. Quest’opera mostra quindi una forte originalità e diversità, colte sia nello stile sia nei contenuti, che risultano però essere quasi eccessive.
Non sono riuscita a cogliere appieno l’opera, che mi è parsa troppo retorica, pesante e
difficile da leggere. Nonostante lo stile sia molto semplice, in quanto l’autrice riesce a
spiegare e a ripercorrere fatti storici con estrema naturalezza, il continuo flusso di
riflessioni su ipocondrie, nervosismi e quant’altro rendono l’opera difficile da concludere.

Silvia Ferin