< Succede sempre qualcosa di meraviglioso di  Gianluca Gotto (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di SuccedeSempreQualcosaDiMeraviglioso raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Inizio subito la mia recensione di “Succede sempre qualcosa di meraviglioso” di Gotto, con tre aggettivi che, a mio avviso, lo descrivono appieno: coinvolgente, profondo e “taglia unica” (sì esatto non è un refuso)! Detto così sembra quasi un aspetto negativo, ma non lo è affatto. Dico “taglia unica” perché racconta una storia che credo sia molto vicina alla vita di ciascuno di noi, ai pensieri, al caos di ciascuno di noi o almeno noi occidentali.
Chi non ha mai vissuto un momento di depressione? Chi non si è mai sentito stanco, scoraggiato, schiacciato dagli eventi pronto ad alzare bandiera bianca? Penso chiunque, anche se non tutti, aimè, hanno il coraggio di ammetterlo.
La vita è così: frenetica, caotica, a volte ingiusta, a volte dolorosa ma è pur sempre vita. E va vissuta, qui e ora. Senza perderci, senza pensare, con un po’ più di coraggio e meno ignoranza.
Ed è questo che l’autore vuole ricordarci in questo libro.
Libro che altro non rappresenta che un viaggio (In Vietnam per la precisione) che Davide, un semplice ragazzo di venticinque anni, intraprende con stupore e coraggio mosso dalla voglia di dare una scossa alla sua vita, che negli ultimi tempi gli aveva regalato solo delusioni e amarezze. Ma soprattutto, un viaggio che parte alla ricerca di qualcosa che nemmeno Davide conosce, un mistero lasciatogli in eredità dal nonno paterno al quale era molto legato, e che si traduce in una aspettata missione alla ricerca non solo di se stesso ma anche della capacità di meravigliarsi, della forza di tornare ad osservare, invece che solo vedere, le meraviglie del mondo e delle persone che ci circondano.

Alessia Mariotti

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Sospeso a metà tra un ‘Mangia Prega Ama’ all’italiana e un Tiziano Terzani on the road in Vietnam, sembrerebbe il solito viaggio di formazione che il lettore con la puzza sotto il naso annusa in libreria e, poi, scansa con un gesto di sufficienza, promettendo al suo ‘io intellettuale’ che mai e, poi, mai gli farà leggere quella roba…
Ma, poi, pagina dopo pagina succede l’incredibile, l’io banale manda l’io intellettuale a riposare, ‘fatti un bel sonno, ti vedo stanco’, si appropria del volume e non riesce più a interrompere la lettura.
Secondo un antico proverbio zen infatti “Non dire mai: ‘Quest’acqua non la berrò’. La vita è lunga e potrebbe venirti sete’’.
Ed è quella che è venuta a me, sete appunto. Sete di un viaggio tutto da scoprire, altrimenti che viaggio è? Voglia di muovermi, di abbandonarmi al flusso della vita. Perché a stare fermi si diventa come pietre.
Ora però ho fretta, vi saluto, ah, non ve l’ho detto? Domani parto per il Vietnam!

Monia Giannetti

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Mi è piaciuta la freschezza di "Succede sempre qualcosa di meraviglioso". Molto scorrevole, lo leggi "in un sorso" anche per la sua costruzione. Quando ti aspetti che inizi a sviluppare il racconto, ti sorprende sempre con un altro piccolo colpo di scena, come un giallo. Ritratto di una realtà giovanile, usa un linguaggio semplice e immediato e nella sua costruzione incuriosisce il lettore che mantiene la voglia di continuare a leggere per scoprire cosa succede.

Laura Morello

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Gianluca Gotto arriva sempre a toccare corde profonde. Riesce a farti credere che la vita che immagini sia possibile.

Sara D.

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Un libro che ha delle potenzialità ma che alla fine risulta essere troppo saturo di retorica zen e aforismi filosofico-esistenziali mancando alla fine dei conti di originalità.

Marta Fogliata

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Il protagonista è Davide,un giovane architetto che dopo vicende negative(perdita del lavoro,lasciato dalla sua ragazza e la morte del nonno)parte per il Vietnam alla ricerca di un caro amico del nonno,(Guglielmo Trevi)di cui nessuno in famiglia ne era a conoscenza.Il tutto viene scoperto da un lascito testamentario del nonno che in una busta, consegnata al notaio,lascia 3.000 euro al nipote pe r andare in Vietnam e consegnare una cassettina con le sue ceneri da dare all’amico Inizia cosi uno splendido viaggio in tutto il Vietnam.Con Guilly(Guglielmo) conoscerà la natura,i luoghi gli usi e il dei vietnamiti e dove forse incontrerà anche l’amore.Il romanzo è una Bibbia per la vita perchè grazie ad una scrittura forte ma tenera riesce,grazie al coprotagonista,a dare sempre i suggerimenti e consigli giusti per affrontare la vita.Inoltre lo scrittore ha uno stile accattivante e pittorico nel descrivere le bellezze naturali del Vietnam.Il lettore resta affascinato dal romanzo tanto che,a mio parere,dovrebbe tenerlo sempre sul comodino per rileggere alcune pagine con i consigli di Guilly per poter trovare così la soluzione giusta per i problemi che la vita ci presenta

Francesco Genovesi

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I tuoni richiede a volte di rileggere alcuni passi perché rievoca spesso figurazioni di rara bellezza. La scrittura è originale, a tratti sembra un documentario quasi, che intreccia - in prima persona ma da tre voci differenti - aneddoti, vissuti e stralci di ricordo a mo’ di testimonianze, con cui tocchiamo con mano realtà che, sebbene vicine, restano ancora troppo ai margini. Margini circoscritti in cui sono pochi quelli che entrano spontaneamente, mentre chi invece è dentro fatica a trovare una voce, e forse anche una concretezza.

Michela Trombetta

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Succede sempre qualcosa di meraviglioso è una storia di formazione, un viaggio interiore.
Il giovane protagonista, Davide, si trova in un momento molto difficile, in poco tempo ha perso ogni certezza: è stato licenziato, abbandonato dalla fidanzata ma soprattutto perde improvvisamente il nonno, l’unica persona da cui si sentiva realmente capito.
Cade così in una profonda depressione, in preda all’angoscia, al dolore, alla paura che lo rende immobile.
Si isola dal mondo, dal quale non si sente compreso oltre a non comprendere.
Poi accade qualcosa, legato alla figura del nonno defunto: spunta Una lettera misteriosa scritta dal nonno prima di morire con un incarico “strano” e un lungo viaggio.
Pur non convinto Davide accetta quello che si rivelerà un viaggio interiore, intimo e risolutivo.
I principi e gli insegnamenti orientali non sono sicuramente nuovi al lettore, ma devo dire che la narrazione e la descrizione del Vietnam, unitamente alla sua filosofia, super il rischio della banalità.
Anche lessicalmente il libro si presenta molto scorrevole, favorendo l’immersione del lettore in questi luoghi di pace interiore.
Una attenta lettura porta infatti Davide e il lettore ad una riflessione che potrebbe sembrare scontata ma non lo è: cercare di trasformare le difficoltà in occasioni di crescita.
La mia preferenza va a questo libro.

Sonia Consolo Giaccotto

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SCRITTURA SCORREVOLE ARGOMENTO AFFASCINANTE E ANCHE ORIGINALE VICINO ALLA MIA VISIONE DELLA VITA

DARIO GENOVESI

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Circolo dei lettori
di Roma 6 "Barbara Cosentino"
coordinato da Cecilia Gabrielli
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Davide è il protagonista di questo viaggio dell’anima, iniziato in un momento in cui tutte le sue certezze sono crollate, arrivando a perdere entusiasmo e voglia di vita.
La rinascita avviene grazie a un ragazzo di nome Guilly, incontrato in Vietnam, che gli insegna che esiste sempre una strada che porta alla felicità. Il racconto è dettagliato, anche troppo in certi punti, stimolante ma anche ridondante.
Si assiste al processo di crescita e scoperta del protagonista assaporando in ogni angolo la filosofia orientale che fa da guida a tutto il pensiero dell’autore.
L’idea è scontata e già ampiamente descritta nello  scenario  letterario mondiale. Trovo il libro poco originale e a tratti noioso, anche se ho apprezzato lo stile con cui è stato scritto e ho amato Guylli con le sue storie che "ti fanno sentire a casa".

Idamaria Marini