< Tulipani a colazione di  Alessandra Villasco Damiani (Sperling)

Qui di seguito le recensioni di TulipaniAColazione raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Lento ripetitivo. Trama scontata. Colmo di luoghi comuni e frasi fatte. Dialoghi da fotoromanzo. Si salva la prima parte. Il resto invece troppo elementare, a tratti stucchevole.

Annalisa Marello

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Tulipani a colazione, Alessandra Villasco Damiani, 2021, ed. Sperling & Kupfer

“Il primo amore non si scorda mai”. Questa frase potrebbe riassumere tutta la trama del libro che racconta una storia d’amore mai veramente iniziata ma che ha accompagnato i due protagonisti nelle loro vite.
Le vicende che si susseguono in questo romanzo sono raccontate dal punto di vista di Beatrice, che inizia raccontando del periodo della sua adolescenza, profondamente segnata dal lutto del padre e addolcita dal primo amore. Quando sembra che la storia stia per iniziare i due si perdono di vista per poi incontrarsi molti anni dopo. Anche questa volta, la storia che sta per iniziare, si arresta bruscamente e i due protagonisti non si incontreranno per moltissimi anni. La svolta avviene quando il destino decide di intromettersi facendo trovare a beatrice il diario di una sconosciuta.
La scrittura semplice e a tratti banale non rende giustizia ad una storia romantica che viene descritta con uno stile molto povero e a tratti ripetitivo. Le descrizioni risultano banali e gli aggettivi e le similitudini stereotipate. I dialoghi tra i personaggi sono banali e improbabili.

Tiziana Mogavero

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Circolo dei lettori
di Catanzaro “Palomar”
coordinato da Umberto Mancino
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I fiori del libro forse volevano trovare esiti letterari e di vendita paragonabili a libri bestseller (Perrin). Banale e scontato. Un buon romanzo Harmony.

Umberto Mancino

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Circolo dei lettori
di Ponte Buggianese “Rivista Vitamine Vaganti”
coordinato da Laura Candiani
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Beatrice a dodici anni perde il padre in un tragico incidente. Dopo un anno la madre, senza spiegarle la ragione,  e impone il trasferimento a Roma facendole perdere così gli amici e il primo, adolescenziale e combattuto, amore. Il romanzo segue poi la vita di Beatrice che si intreccia con quella di Federica, l’autrice di un diario che  Beatrice trova casualmente in aereo (modernizzazione di un escamotage classico, basti ricordare I promessi sposi  di Manzoni o  il Diario di un seduttore di Kierkegaard), la cui lettura si rivelerà decisiva per lo svolgersi e per lo scioglimento finale della trama.
Nell’insieme non ho apprezzato questo libro: i personaggi  non crescono, non maturano (non è certo un romanzo di formazione nonostante segua i protagonisti per decenni); non si scava nei sentimenti; le descrizioni sono ridondanti e piuttosto banali. I caratteri dei personaggi vengono tratteggiati (Alessandro è affascinante, irritante e immaturo; Beatrice insicura etc) ma non ne vengono analizzati a fondo i sentimenti. La scrittura è corretta –quasi sempre- ma elementare ed affettata, le scelte lessicali artificiose.
Di interessante ci sono qua e là alcuni momenti: per esempio è emozionante il momento in cui Beatrice, dopo la morte del padre, ritrova confidenza con la madre e piange – finalmente!- con lei; o la capacità di far intuire, all’inizio del diario, quale sarà l’escamotage finale, facendolo dimenticare subito dopo, proseguendo così con l’intreccio.

Angela Scozzafava

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Una bellissima storia d’amore e di speranza, di riscatto e di seconde occasioni. Una narrativa poetica e sognante che riesce a portarci contemporaneamente in un altro spazio, grazie a quel senso di energia universale che ci sovrasta e in un altro tempo, precisamente indietro nel tempo, ai nostri primi innamoramenti e amori preadolescenziali e adolescenziali e ai sentimenti che provavamo con la capacità di farci rivivere quanto erano importanti per noi quelle storie d’amore. Assolutamente da leggere!

Gianmaria Di Silvestro