< Ulisse in giro per Roma di  Piero Bevilacqua (Castelvecchi)

Qui di seguito le recensioni di UlisseInGiroPerRoma raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Mi è piaciuto sin dall’inizio, nonostante non sia molto a favore della contaminazione di linguaggi anche se si tratta di una scelta dovuta, in questo caso. Amo Roma in ogni sua forma e il racconto che Bevilacqua fa, attraverso l’essere di Arturo, di questa terra porosa e a volte in rovina, è precisa e puntuale. La ricerca del senso e del senso dei luoghi appartiene ad ognuno di noi, non solo all’Ulisse di Bevilacqua

Silvia Savini

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La lettura di Ulisse in giro per Roma è fluida, la scrittura molto curata e precisa ma non per questo noiosa. Qui il contesto è delineato in modo molto diverso rispetto a Gli invernali: siamo sempre a Roma, ma lo spazio che viene dato alla città è decisamente maggiore. Roma non è solo lo scenario in cui si svolge l’azione, ha completamente un altro ruolo rispetto al primo libro tanto che, più che essere considerata semplicemente come contesto, è piuttosto la seconda protagonista. La descrizione della città – il rumore, i monumenti, i parchi, i mercati, le strade, hanno tridimensionalità, sono raccontate principalmente con gli occhi di Ulisse ma non mancano gli arricchimenti di altri personaggi (il nipote e Cesarino, ad esempio) e sono innegabilmente più dettagliate. Inoltre il dialetto romano, nonostante nel primo capitolo mi abbia dato l’impressione di essere un po’ meccanico, man mano che si procede con la lettura appare sempre più spontaneo e naturale.
Tuttavia, l’incontro di Ulisse con Geliana mi è apparso poco realistico: un uomo che non è mai stato con una donna, descritto fin dall’inizio come sperso nel vuoto, che si mostra timoroso e imbarazzato solo i primi minuti di questo incontro, e che addirittura successivamente prende così confidenza che l’autore definisce il protagonista e la donna appena conosciuta “amanti per forza”, mi è sembrato eccessivo. Una vita passata a lavorare, gli stessi ritmi e lo sesso ambiente, la paura del mondo esterno e la creazione della bolla per sentirsi protetto: la donna fa integralmente parte di quel mondo esterno sconosciuto a Ulisse e dal quale egli cercava di mantenere le distanze, e quando la distanza per un motivo o per un altro viene annullata, la bolla scoppia ed Ulisse si sente spaesato e sconsolato: questo non succede con Geliana, con la quale sembra che si senta (fin troppo) presto a suo agio. La conclusione dell’episodio è tuttavia credibile e rispecchia l’ingenuità e l’imbranataggine di Ulisse.
Come ne Gli invernali, anche in Ulisse in giro per Roma è presente una sorta di sconsolatezza di fondo ma mentre nel primo libro questa emozione non trova un epilogo soddisfacente, qui la conclusione porta coerentemente a termine le riflessioni di Ulisse in merito alla sua città: la Roma di oggi non può guarire dalla malattia che l’ha infettata, ma la Roma del passato continuerà a conservare la sua grandezza e il suo splendore, a prescindere da quanto c’è di brutto nel suo alter-ego moderno

Camilla Ferrari

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L’ho trovato piuttosto noioso e prolisso, senza novità apprezzabili. Personaggi che non mi hanno coinvolto

Cinzia Manuzzi

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SantaCarogna incarognita, vive, si strugge, dipinge e restaura a Roma. Si definisce stronza ma non egoista verso le persone a lei più care. Vive una vita che all’esterno e nelle relazioni è turbolenta e incasinata e placa i suoi stravizi nella musica rock e in quotidiane autoconsolazioni. A un certo punto, la vita interiore, malcelatamente piena di insoddisfazione le chiederà il conto e le proporrà una via d’uscita.

Raffaele Mandarano

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Per me che non sono romana il libro ha una narrazione non facile da seguire perché scritto tutto in dialetto, no solo i dialoghi, visto che è una trasposizione scritta dei pensieri del protagonista.

Serena Salomè