< Un po’ d’odio di  Salvatore Gelsi Roberto Rossetti (IlRio)

Qui di seguito le recensioni di UnPoDOdio raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

* * *

 

Poliziesco a quattro mani che ha il grande pregio di immergere il lettore nelle atmosfere sospese e nebulose della campagne lungo il Po di fine anni 50. Dal fiume affiorano rancori, segreti e i molti vizi della borghesia di provincia, mescolati in questa storia a veri fatti di cronaca. Trama coinvolgente, ma forse il protagonista avrebbe avuto bisogno di una caratterizzazione più marcata per attirarci a lui come un gorgo tra le acque.

Eleonora Pinca

* * *

 

sinceramente deludente mi sono annoiato.romanzo poliziesco che poteva avere una struttura interessante invece e’
manieristico e per niente coinvolgente.
non c’e’ storia con il Primo.

Stefano Gabrielli

* * *

 

Non presenta una trama definita ma presenta il periodo descritto in modo gradevole e non nostalgico.

Domenico Straini
P.S. Mi piacerebbe sapere

* * *

 

Bella l’ambientazione: la provincia viene descritta bene sia dal punto di vista paesaggistico (la nebbia,  i fossi, la campagna) sia dal punto di vista umano. I paesini delle province nebbiose  della Pianura Padana ben raccontati.
Il romanzo sceglie di narrare eventi di paese sullo sfondo dell’Italia del dopoguerra, in cui avvengono attentati separatisti, nostalgici del fasciscmo, tentati rapimenti, contrabbando fino a piccoli furti
Non particolarmente avvincente, mi è piaciuta più la parte descrittiva

Anna Maria Gambardella

* * *

 

Lettura di svago e poco impegnativa. I personaggi sono solo abbozzati ma credibili.
Ho apprezzato i simpatici proverbi in dialetto e le brevi ricostruzioni di Mantova e Bologna degli anni ’60. E’ un romanzo poliziesco senza suspence ma gradevole, il focus non è mai sull’assassino (praticamente inesistente nel racconto) ma sul contesto esterno.

Flavia Coronetti

* * *

 

La storia ci regala un protagonista un po’ ingenuo che però si trova sempre nel posto giusto al momento giusto (o forse nel posto sbagliato al momento sbagliato) e delinea storie di una provincia solo superficialmente “annoiata” in cui succedono fatti legati a avvenimenti piu grandi.

Marzia Romano

* * *

 

Un Po d’odio di S.Gelsi e R.Rossetti
Questo libro non è riuscito a catturarmi: mentre procedevo nella lettura mi attendevo un “guizzo”…che non è mai arrivato. Troppa carne al fuoco, e alla fine bruciata rapidamente. La trama, poco definita, si disperde in troppi rivoli, e anche la mescolanza tra finzione narrativa e fatti di cronaca è intessuta forzatamente. Manca uno stile, il racconto è banale, anche l’uso dei tempi verbali è spesso improprio (presente e passato si alternano in maniera incongrua). Aspetti interessanti: il ritratto dei vizi di una piccola borghesia di provincia e la descrizione del persistere radicato del sistema fascista all’interno delle istituzioni del dopoguerra.

Brunetta Partisotti