< Un tè a Chaverton House di  Alessia Gazzola (Garzanti)

Qui di seguito le recensioni di UnTeAChavertonHouse raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Libro scorrevole e leggero anche se a tratti un po’ noioso e scontato. Apprezzo l’autrice che seguo dall’inizio avendo letto la serie " L’allieva", che sicuramente preferisco.

Daniela Marucci

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Questo testo dall’apparente titolo da romanzo rosa nasconde in sé un incredibile e raffinato insieme di spunti di riflessione e porta il lettore dentro un viaggio di ricerca e di scoperta di sé.
Il linguaggio è semplice ma al contempo ricercato, moderno e raffinato, rappresenta pienamente l’intreccio e la trama della storia nel suo susseguirsi. Si legge tutto d’un fiato, si desidera scoprire insieme alla protagonista dove gli eventi della sua vita, gli incontri, gli errori la porteranno.
In un tempo sospeso, una parentesi per la protagonista come forse il lockdown per la scrittrice (il testo è esito di racconti nati durante il periodo di chiusura) c’è la possibilità di scoprire e di scoprirsi di ritrovare la propria strada da percorrere aldilà dei condizionamenti imposti dalla famiglia e dal contesto sociale.

Tiziana Gottuso

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Angelica ha una vita precaria, sia emotivamente, (è stata da poco lasciata dal suo compagno), sia lavorativamente, è precaria nella scuola come insegnante di lingua inglese, ma lavora anche in un forno, perché ama fare i dolci. Una prozia a lei cara le mette una pulce nell’orecchio su una bizzarra vicenda familiare e, da questo momento si dipana una storia originale.
Una lettura piacevole, scorrevole. Si può leggere in breve tempo perché non stanca e perché c’è il giallo che ti spinge ad andare avanti velocemente. C’è la storia d’amore, forse un po’ scontata, ma che comunque si apprezza sempre e fa pensare che un film o un breve serie televisiva avrebbero il loro perché.

Marta Scazzola

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Romanzo scritto bene, stile pulito ma giornalistico perchè, pur essendo un romanzo rosa, manca una partecipazione emotiva. Tutto sommato buono.

M. F.

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Veramente gradevole, l’ho letto in tutta velocità, una bella storia ben raccontata e ben ambientata.

Massimo Lanciotti

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Inizialmente ho pensato potesse essere una storia leggera, magari leggerissima, un libro "ponte" da inserire tra altre letture più complesse. Ma in effetti, andando avanti nella lettura, ho avuto solamente una sensazione di banalità totale. Non è una storia per adolescenti perché i protagonisti hanno 27 e 40 anni. Non è una fiaba ma ci sono le incursioni di 3 fatine dispensatrici dei doni. Non c’è alcun mistero familiare o almeno nulla che metta un’ombra di curiosità quando viene svelato. Non è una storia d’amore perché sembra tutto così asettico. E l’accenno al "bullismo" subìto messo sullo stesso piano vittimistico "sfigatello" dello studente mi ha provocato così tanta tristezza. Direi che non è sufficiente ambientare parte della storia nel Dorset per essere paragonata alla scrittura elevata di Jane Austen o Emily Brontë.

Fabrizia Testatonda