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 < Vita mortale e immortale della bambina di Milano di  Domenico Starnone (Einaudi)

Qui di seguito le recensioni di VitaMortaleEImmortaleDellaBambinaDiMilano raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Vita mortale e immortale della bambina di Milano (D. Starnone)
Cosa sanno i bambini dell’amore e della morte? Ci prova Starnone con questo breve romanzo psicologico ed imperniato nella dialettica semplice della sua terra, che costituisce forse l’elemento accompagnatore alla crescita di questo bambino. Starnone riprende sempre il suo scrivere psicologico ma in questo suo breve libro tralascia il finale e lo liquida con pochi pensieri. Ho letto uno Starnone stiracchiato e non mi è piaciuto rispetto ai precedenti romanzi

Beatrice Rurini

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È un libro ben scritto, che mi ha colpito per la capacità di "entrare" nella mente di un bambino, per come ha raccontato il rapporto con la nonna e, da grande, con la propria memoria. A mio avviso si è dilungato un poco troppo sul discorso del dialetto/lingua napoletana.

Alessandra Ferrante

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L’ho trovato inutilmente lezioso, una storia-non-storia. La prima parte sull’infanzia era sproporzionatamente lunga e ripetitiva rispetto alla seconda parte sulla vita più adulta. Delusione totale per Starnone che apprezzavo molto, prima.
I romanzi che hanno bambini come narratori hanno ormai fatto il loro tempo.

Giulia Montanari

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"Vita mortale e Immortale della bambina di Milano" è un racconto ben scritto e ben strutturato anche se a tratti divaga un po’ troppo, fornendo al lettore informazioni poco utili ai fine della storia. E’ un romanzo dal contenuto dolce-amaro, che affida la sua forza alla descrizione sapiente dei personaggi, mescolando, con il giusto equilibrio, ingenuità, consapevolezza, devozione e amore. E’ la storia di due generazioni diverse, lontane sotto ogni aspetto, eppure vicinissime, che trovano il loro dolcissimo modo per coesistere. E’ la meravigliosa e a tratti tormentata storia d’amore tra una nonna e suo nipote, una storia di cui si capisce la forza solo alla fine, perché solo alla fine l’autore ne diventa consapevole.

Simona Marzocchi

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La forza del ricordo è potente, il viaggio temporale si compie e abbraccia il lettore. Decidiamo dove andare, quale via percorrere, perché le strade sembrano tutte conosciute.

M.C.