< Wonder Boy di  Daniele Musto (Arkadia)

Qui di seguito le recensioni di WonderBoy raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Wonder boy (Daniele Musto)
Una storia al limite del pulp padano, che corre sulla Via Emilia. Decisamente una storia geniale, dove i colpi di scena si rincorrono e si sorpassano. Non conosco lo scrittore, ma conosco i luoghi del romanzo, conosco gli anni in cui è ambientato e i parallelismi con le vite di chi quegli anni li ha vissuti. Un novello Tondelli che entra alla grande nel novero degli scrittori. Da leggere assolutamente

Beatrice Rurini

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L’ho trovato fastidioso e irritante, tanto da non aver voglia di finirlo (infatti ho lasciato verso pagina 50 e ho letto la fine). L’autore ha accumulato una serie di assurdità che non ho trovato né divertenti, né scandalose. Sembrava volesse colpire il lettore a tutti i costi, ma per me era forzato e falso. La punteggiatura aveva delle mancanze.

Alessandra Ferrante

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Mi è piaciuta la sperimentazione linguistica, tematica e formale di questo libro. Non ho grandi opinioni sulla storia in sé, ma ho trovato interessante la modalità di scrittura.

Giulia Montanari

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Ho apprezzato maggiormente il libro di Daniele Musto per lo “schizofrenico” ritmo incalzante di ricerca di una felicità effimera di Maniele. Il personaggio introverso, particolare e fragile non avendo modelli validi di riferimento, per trovare un suo spazio nella società, li cerca nell’apparire esterno delle cose futili della vita che solo con il denaro si possono raggiungere. Ma questo è solo uno stato momentaneo e mai appagante che lo porta a inventarsi e vivere passando da una situazione grottesca all’altra. Anche in questo caso è l’individualismo che tutto sovrasta e schiaccia che ne risulta il protagonista per cercare di vincere e così di sentirsi più vivi.

Mario Festa