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A casa di Toni Morrison
Frassinelli

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson

di Roma 23 “I ragazzi del Liceo Benedetto Da Norcia”

coordinato da Patrizia Bruno:

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Questo libro mi ha colpito davvero molto soprattutto per il fatto che il protagonista prima decide di abbandonare il proprio luogo d’origine perché suscitava in lui troppa sofferenza ma poi ci ritorna per il bene di sua sorella. La cosa più affascinante del romanzo è come questa storia colpisca davvero, arrivando al cuore. Il protagonista soffre molto per tutto ciò che ha dovuto affrontare nella sua vita soprattutto nel periodo in cui è andato in guerra, infatti diventa quasi pazzo per tutta la sofferenza e il dolore che ha dovuto passare. È come se leggendo queste pagine mi fossi immedesimata nel protagonista ed è stato davvero difficile e triste perché più leggevo più mi rendevo conto che non è giusto che lui ha dovuto soffrire così tanto. La lettura di questo libro mi ha fatto capire l’importanza di casa e della famiglia che sono davvero le cose più preziose che un individuo possa desiderare.

Francesca Pesce

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Il libro è la rappresentazione dell’amore per la casa e la famiglia. Vedere come il protagonista soffre nell’abbandonare la propria casa, ma è costretto perché anche rimane suscita in lui Sofferenza. La storia colpisce nel profondo, ti turba l’anima suscitando emozioni nuove.

Ricordandoti l’importanza della famiglia.

Valentina Paloni

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Di questa storia mi ha colpito particolarmente il comportamento del protagonista che torna nella sua terra originaria per la sorella anche se quel luogo gli causava sofferenza e dolore e proprio per questa sofferenza e questo dolore, causati anche dal periodo in cui è stato in guerra, lui diventa “pazzo”. Mi sono immaginata quanto il protagonista ha vissuto una vita infelice, triste e secondo me l’autore del libro ha voluto far capire come la casa e la famiglia sono le cose più importanti per una persona e quanto la famiglia ha un ruolo determinante nella vita di un… individuo.

Margherita Posca

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Bella storia, soprattutto con delle belle tematiche, mi ha presa molto emotivamente.

Alessia Carotenuto

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“A casa” di Toni Morrison affronta un tema importante della storia americana, quello della guerra e delle discriminazioni, attraverso il personaggio di Frank Money e la sua famiglia in modo toccante e profondo.

Lorella Straccia

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“A casa” è un libro molto profondo che tratta argomenti davvero importanti. La storia di Frank mi ha davvero affascinata e coinvolta. Devo dire la verità, la prima parte non mi ha molto colpita, ma capitolo dopo capitolo, parola dopo parola, sono riuscita ad apprezzare, affezionarmi e a “voler bene” alla famiglia Money e alla sua emozionante e travolgente storia.

Elisa Fiorenza

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“A casa” è un libro che da una visione dall’interno di una parte della storia americana; all’inizio pensavo fosse un po’ noioso, poi però più avanti ho notato che non riuscivo a smettere di leggere.

Arianna Ardente

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Trovo che la trama del libro abbia un significato molto profondo.

Il tema della discriminazione razziale accompagna tutto il racconto, con una scrittura dai termini crudi e sinceri.

Non mi sono piaciuti però i continui salti temporali e da un personaggio all’altro, che hanno creato un po’ di confusione, facendomi talvolta perdere anche il filo del discorso.

Carola Alducci

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La scrittrice ha voluto narrare la vita tormentata di Frank, reduce della Guerra di Corea, che dopo quello che ha vissuto non riesce più a ritrovare la pace. D’aiuto nella ricerca di Frank sarà la lettera della sorella malata, nei cui confronti lui ha sempre nutrito un affetto profondo. Così, per stare accanto al capezzale della sua sorellina Cee, fa ritorno nella sua odiata terra d’origine, dove affronterà faccia a faccia i suoi demoni e riuscirà a restituire il senso perduto alla sua esistenza.

Elena Martini

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Anche se ho preferito l’altro libro, posso dire che “A casa” è toccante, ricco di aggettivi, con personaggi descritti molto bene e con una bella storia piena di speranza.

Francesco Maria Spila

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“A casa” è un libro molto profondo che tratta argomenti davvero importanti, mi ha davvero coinvolta la storia. È un libro ricco di informazioni sulla guerra e sulle discriminazioni. All’inizio pensavo non mi piacesse molto però poi andando avanti mi ha davvero affascinata, lo consiglio vivamente.

Susanna Rizza

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Una lettura che mi è piaciuta discretamente.

Molto profonda, anche se nella prima parte l’ho trovato poco coinvolgente per poi assortirmi completamente.

Il messaggio che mi trasmette il libro è che bisogna sempre credere in quel spiraglio di luce, di andare oltre l’apparenza e sperare.

Elisabetta Amorello

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Il libro “A Casa” è davvero interessante e tocca temi molto profondi come il razzismo. Il protagonista abbandona il suo luogo di nascita ma rimane sempre in lui quel senso di sofferenza e rimpianto di aver lasciato non solo il luogo di nascita ma anche la sua famiglia. Questo libro è descritto davvero bene e anche in modo molto dettagliato e arriva davvero al cuore come pochi libri sanno fare. Questa storia mi ha fatto capire l’importanza della famiglia e che si fa ogni cosa per essa.

Beatrice Tellini

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Anche se all’inizio mi è sembrato un libro pesante, ha un modo molto coinvolgente di raccontare un pezzo della storia Americana. Sono riuscita a leggerlo tutto senza stufarmi, e di solito con questo genere di libri non ce la faccio, perciò sono felice di aver letto “A Casa”

Chiara Impicciché

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È stato bello entrare nella vita di Frank Money, ripercorrendo con lui alcuni suoi ricordi e soprattutto mi ha toccato molto il modo in cui, in un momento per lui negativo, ha reagito e ha affrontato un lungo viaggio per correre in soccorso della sua amata sorellina.

Elena Apolloni

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Lanciano “Ex Libis” coordinato
da Maria Rosaria La Morgia

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Il viaggio di ritorno a casa, dopo la guerra in Corea e la fuga avventurosa da un ospedale, diventa per Frank, il protagonista, l’occasione per ripercorrere la sua vita e ricostruire la sua identità. Obiettivo della fuga è tornare nel suo piccolo centro di provenienza, l’odiata Lotus, alla ricerca di Cee, la sorella minore che ha sempre protetto, l’affetto più forte della sua vita, che sta rischiando di morire secondo una lettera pervenutagli da una sconosciuta. Nel suo viaggio Frank, un “omone” nero alto un metro e novanta, incontra i “volti” contraddittori della comunità americana: l’aiuto affettuoso, o spocchioso, delle chiese verso i deboli, la calda solidarietà tra persone povere, l’eterno andare a piedi, in autobus e in treno, la dura lotta per costruirsi un futuro migliore ma, sopra tutto e con narrazione calma, il razzismo, le violenze quotidiane degli uomini incappucciati, la cacciata delle famiglie dei neri dalle loro case, i rapporti familiari difficili, i sentimenti negativi dei “buoni”... tutti temi cari alla Morrison che, in questo romanzo, alterna sapientemente alla narrazione degli eventi riflessioni ed emozioni dei diversi personaggi esplorandone le storie ed offrendo, a ciascuno di essi, la possibilità di porgere al lettore la sua verità.

Luigina De Santis

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Con un lirismo soave e una delicatezza che a tratti diventa cruda, l’autrice affronta dei temi amari ed ordinari ben noti: razzismo, disagio sociale, crudeltà della guerra… Temi che vengono presentati inizialmente a piccole dosiper poi esplodere come fuochi d’artificio. Si assiste ad un progressiva rinascita del protagonista, reduce di guerra, che si salva da se stesso tornando alle proprie origini, dalle quali volutamente era scappato. Affronta con coraggio i suoi fantasmi interiori motivato dal legame con la sorella. Torna a casa… casa intesa anche come nucleo originario dei propri affetti. Un romanzo sublime, capace di risvegliare con delicatezza le emozioni più profonde del lettore, qualunque esse siano.

Elvira Martelli

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Ferite profonde segnano la vita del protagonista. Un libro contro la guerra ma anche contro le guerre e le violenze del quotidiano. Guerre che lasciano uno strascico di rabbia ma anche di sensi di colpa e, nel caso di protagonista, orrore per una vicenda gravissima ed inconfessabile perfino a se stesso. Il protagonista non si riconosce in quello che è stato in Corea e stenta a ritrovarsi. Nel suo tornare indietro si scontra con realtà della stessa crudeltà della guerra “i combattimenti di cani non gli bastavano più. Hanno trasformato gli uomini in cani” eppure riesce a riappropriarsi della sua esistenza e della sua dignità.

Anna Ciarelli

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In questo romanzo Toni Morrison ci racconta la storia americana degli anni Cinquanta con la Guerra in Corea e gli esperimenti biologici sugli afro-americani. Frank Money (cognome oggetto di ironie continue), fa ritorno a Lotus, la piccola città da cui aveva fatto di tutto per fuggire, insieme alla sorella Ycidra, che come lui aveva giurato di non tornarci più. Ma storie d’amore fallite ed esperienze traumatiche (per lui la guerra in Corea, per lei gli assurdi esperimenti medici) li riportano nella casa dei nonni. Abbandonare la casa significa condannarsi per sempre, perdere la propria identità e i veri affetti. La casa è ritrovata, ma tutto è diverso, gli amici sono morti, tutto è estremamente freddo. Solo i ricordi scavati nel passato (il ritrovamento delle ossa sepolte dai due fratelli quando erano bambini) possono ricreare un clima di serenità. Un romanzo introdotto da pagine in corsivo, la vera voce del protagonista, che affronta le tematiche della povertà, della guerra, della sofferenza e della catarsi possibile attraverso il viaggio e il ritorno a casa.

Rita Crisanti

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Arriva, dal libro, la forza vitale del legame profondo e salvifico di un fratello e una sorella, cresciuti insieme nel profondo della provincia americana e poi separati da grandi. Le strade del maschio e della femmina fanno la differenza. Lui in guerra, giungla Vietnam. Lei nella giungla sociale della profonda provincia americana, a cercare di cavarsela, rimanendo pura d’animo, pur nella manipolazione più feroce. Ne ricaviamo uno sguardo doppio, di genere, sulla provincia americana. Nella conclusione li ritroviamo di nuovo insieme, nella terra d’origine, a disseppellire ricordi e fantasmi, e a superarne i limiti imbrigliati nella memoria.

Edvige Ricci

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America anni Cinquanta da Lotus, Georgia, Frank Money parte per la Corea per fuggire una condizione di vita misera e alienante. Vi farà ritorno dopo esperienze drammatiche che lo segneranno per tutta la vita. In uno stile semplice, incisivo, capace di entrare nei recessi più profondi dell’anima, l’Autrice descrive i luoghi dell’abbandono e del nostos salvifico: il protagonista, dopo aver conosciuto ogni atrocità della storia (razzismo, povertà, violenza, miseria morale), dopo aver affrontato i fantasmi di una orribile azione commessa in guerra, riscopre le sue radici e la voglia di vivere. Lotus, la casa, diviene il “luogo fresco e antico, sicuro e benevolo” ove poter ricominciare a vivere.

Rita Foresi

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Il racconto è una gragnuola di colpi allo stomaco, ma la Morrison lenisce la sofferenza del lettore, con il suo modo di scrivere realistico: lo immerge con tutti i sensi in un altrove che è la Georgia, con la sua vegetazione, i suoi colori e il suo caldo. Una struttura perfetta in ring-composition racchiude la durissima storia di Frank e di Cee, sua sorella minore: le ultime pagine si saldano alle prime come ad anello e chiariscono al lettore l’imprinting di violenza che i fratellini hanno ricevuto. All’interno, la scansione a due voci, anche tipograficamente distinte, (narratore e Frank, che parla ad un “tu” che è il narratore-testimone) si fonde in una sorta di super-narratore onnisciente che ci squaderna dinanzi la Georgia degli anni Cinquanta, all’epoca della Guerra di Corea. La formazione dei due fratelli in un clima crescente di anaffettività, cinismo, crudeltà, razzismo si traduce in odio per il proprio paese, in voglia di scapparne. L’esito degli allontanamenti da casa è nuova violenza che i due provocano (Frank) e subiscono (Cee); il frutto delle fughe è il dolore psichico (Frank, le immagini della guerra e la vergogna) e fisico (Cee e l’eugenetica razzista). Toni Morrison, però, tratteggia la salvezza: tornare a Lotus, a casa, permette di compiere un cammino catartico. Così riscoprire le proprie radici darà a ciascuno dei due fratelli la possibilità di “riconoscersi” e “trovarsi”: il duplice bildung si conclude con la promessa di una vitalità nuova, fondata su amore per la vita.

Tonita Di Nisio

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Protagonista del libro un giovane reduce profondamente traumatizzato e pieno di rabbia e rancore verso la famiglia d’origine e la terra che lo ha visto crescere e dove non vuole più tornare. Sprofondato in una apatia che può sfociare nella follia, la sua salvezza sarà l’amata sorella e per correre in suo soccorso scuotersi dalla sua apatia ed affrontare tutte le sue paure ed i suoi peggiori ricordi, ritrovando finalmente il coraggio e la dignità di uomo.

Maria Rosaria Cesarone

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Toni Morrison il suo particolar dar voce alle donne è l’autrice di un testo che scorre fluido e potente, reso bene dall’impaginatura. Mi piacciono i numeri che danno il ritmo alle parole, la poesia iniziale Di chi è questa casa? Belle le pagine scritte in corsivo che mostrano tanto dolore. Frank Money, il protagonista è tornato dai campi di battaglia e vede il mondo privo di scopo ed emozione, con qualche probabilità di vincere e molte di perdere. Sente un fascino per le regole e le abitudini delle famiglie normali senza che questo fascino diventi invidia. Il viaggio verso la sorella Cee sarà occasione per pensare e ricordare. Il viaggio comincia con una fuga dall’ospedale e l’accoglienza del reverendo John Locke, poi la liberazione e rinascita di Cee con l’aiuto di altre donne. Andando oltre la protezione di Frank sarà Cee, capace di vedere il sorriso sdentato dei bambini piccoli in un peperone verde o in una nuvola curvata a poter dire vieni, fratello mio. Andiamo a casa.

Annarita Frullini

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La fuga e il ritorno, i legami familiari interrotti e ritrovati, la guerra e il disagio sociale, il passato che genera una nuova vita. Toni Morrison ci porta nell’America degli anni Cinquanta, tra le miserie della provincia e l’orrore della guerra in Corea, per raccontarci la storia di Frank e della sorella minore Cee. La prosa cruda, realistica, non lascia scampo e chi legge si ritrova immerso nella dura realtà quotidiana di due fratelli che cercano di lasciarsi alle spalle la miseria delle origini, che scappano per ritrovarsi e ritrovare. Lotus, il paese odiato e amato, è l’“A Casa” che segna la rinascita.

Maria Rosaria La Morgia

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Lotus, in Georgia, è il posto “peggiore” del mondo eppure Frank vuol tornare nel paese che ha abbandonato per aiutare la sorella Cee. Frank è un reduce di guerra ed è finito in manicomio da dove è fuggito. Un uomo in fuga che porta con sé il vissuto difficile di un ragazzo di colore. Lotta per sopravvivere come lotta per sopravvivere la sorella che finisce vittima di esperimenti di eugenetica. Razzismo, discriminazione, violenza sono temi cari a Toni Morrison, temi che ritroviamo in questo romanzo che mette al centro l’intensità e le difficoltà dei legami familiari. I genitori assenti per lavoro, la necessità di prendersi cura della sorellina, una vita disagiata, da quel mondo che si era lasciato alle spalle arriva la richiesta d’aiuto che spinge Frank al viaggio di ritorno che segnerà un nuovo inizio.

Mariella Di Girolamo

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Frank Money è un giovane afroamericano reduce della guerra di Corea che fa ritorno negli Stati Uniti riportando con sé non solo le ferite fisiche del conflitto, che lo porteranno fino ai confini della disperazione, anche in manicomio. Riesce a fuggire e dopo aver appreso delle difficoltà in cui versa la sorella, fa ritorno a Lotus in Georgia.

Questo lento e sofferto ritorno a casa sarà momento di riflessione e viaggio, anche nei ricordi che sembravano ormai completamente sopiti. Il suo attaccamento a Cee, che aveva curato e protetto mentre i genitori erano via per lavoro, lo porteranno a lottare nonostante i mostri della sua mente, i ricordi delle tremende esperienze di guerra, spesso ne minino la lucidità e determinazione.

In questo viaggio catartico riuscirà a riappropriarsi di sé, a lottare per il suo affetto più profondo e a riconquistare quel senso di casa, nonostante l’esterno sia terra di povertà, razzismo e cinico disinteresse per l’altro.

Antonella Fantini

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Sarà il delicato e complesso periodo che stiamo vivendo, che ci ha costretti a rivoluzionare abitudini e stili di vita e a ripensare quello che conta davvero e che nella nostra confortevole “normalità” davamo per scontato, il groviglio di sentimenti che abita il protagonista, mi ha coinvolta e colpita nel profondo. La povertà, la guerra con tutto il suo carico di disperazione e dolore, la rabbia, la follia, il manicomio, l’amicizia, l’amore, la paura e la determinazione rappresentano il vissuto e il viaggio di Frank, reduce dalla guerra di Corea. Il suo cognome è Money, una beffa se si pensa alla povertà della famiglia, in un paese della Georgia dove non sarebbe mai ritornato. Troppi i brutti ricordi a tenerlo lontano eppure c’è la sua adorata sorellina Cee, di cui si è preso cura da sempre con affetto grande e con uno spirito di protezione piuttosto rari in un ragazzo, in quell’ambiente triste, carico di problemi e difficoltà insormontabili. E sarà proprio Cee che ha bisogno del suo aiuto a riportarlo a casa, a fargli affrontare un viaggio che probabilmente mai avrebbe intrapreso, troppo forte era il peso del rifiuto e dell’indifferenza subiti. Ma non può e non vuole sottrarsi al richiamo della sorella e sceglie di tornare. Il lettore affronta questo cammino, insieme a Frank, ne conosce le insidie, gli ostacoli, ne condivide i ricordi, viene quasi trascinato in questo percorso che è un ritrovare e ritrovarsi. Dopo il dolore e lo smarrimento. Tornare a casa, nell’accezione più ampia e più alta, nel significato più autentico e vero.

Pina De Felice

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Frank Money, un reduce dalla guerra di Corea cerca di rientrare a casa superando mille peripezie della normalità post bellica (con i sensi di colpa e colpevolizzazioni dei reduci) per riavvicinarsi allunica motivazione che può indurlo a superare lo schifo e mantenerlo ancora in vita: l’amore per sua sorella Cee.

L’aveva vista nascere ed amata da subito, facendone la sua ragione di vita in una regione, La Georgia, che non offriva altro se non disperazione e sberleffo (con quel cognome Money) e l’assenza di qualsiasi appiglio per vivere.

Sceglie di andare in guerra per superare quella condizione ma al ritorno si vede respinto dalla società che lo colpevolizza e lo emargina facendolo piombare in una apatia che sarà superabile solo dal richiamo della sorella che ha bisogno del suo aiuto.

È un racconto di povertà, odio sociale, sofferenza e illusione della guerra superabile solo con l’avventura del viaggio verso casa, verso gli affetti più cari, i soli rimedi alla noia del vivere.

Libro scorrevole, si legge bene.

Ezio Bianchi

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Romanzo breve e coinvolgente che pone il ritorno a casa del protagonista come metafora del ritorno alla “vita”. Frank lungo il percorso riesce pian piano a scansare dal suo cuore i tristi ricordi di aberrazione riportati dalla guerra e dal manicomio, per far posto all’amore per la sorella e per la normalità di una vita abbandonata troppo presto ed è proprio la salvezza della sorella a creare una sorta di spartiacque nel romanzo da cui si percepisce una risalita verso la speranza in una vita migliore.

Luisa Carinci

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Foggia “Biblioteca La Magna Capitana, Viaggi tra le righe”
coordinato da Gabriella Berardi e Mara Mundi
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Per il giovane Frank Money, reduce dalla guerra in Corea, comincia una nuova vita in uno scenario freddo e drammatico dell’America degli anni Cinquanta, ancora intrisa di razzismo, in cui le vicissitudini quotidiane si scontrano con i traumi psicologici dell’ex soldato. Per Money, la svolta arriva nel giorno in cui riceve la richiesta di aiuto da parte della cara sorella, riportandolo nella lontana e tanto rinnegata Georgia, dove ritroverà coraggio e dignità. L’autrice T. Morrison premio Nobel per la letteratura, descrive con immensa dolcezza, la storia toccante di un amore fraterno capace di curare qualsiasi ferita possa aver inflitto un avverso destino.

Raffaele Addivinelo

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Profondo e toccante, questo libro narra la storia di un giovane della Georgia razzista degli anni Cinquanta. Il razzismo insinuante percepito dal protagonista, già provato profondamente dalla guerra combattuta in Corea, funge da miccia ai suoi traumi, e la mente vacilla. La richiesta di aiuto dell’amata sorella lo costringe a tornare nella sua terra di origine riportandolo alla vita reale e ad ignorare l’odio per il colore della sua pelle.

Frank ripercorre il cammino dalla sua infanzia fino al presente e ritorna ad essere padrone di sé stesso ritrovando il coraggio perduto insieme alla sua dignità.

Le emozioni si percepiscono profondamente durante la lettura.

Patrizia Borreca

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Un romanzo profondamente toccante, racconta la storia di un uomo apparentemente sconfitto che ritrova la propria dignità e la propria casa. Ho iniziato la lettura con piene aspettative ma il libro è dissuasivo soprattutto nella parte iniziale e poco scorrevole.

Angela De Angelis

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Il difficile ritorno a casa di un reduce dalla guerra di Corea e di una donna, Cee, sorella del protagonista. Entrambi riscoprono le proprie radici e si riconciliano con il villaggio da cui avevano voluto fuggire. Frank, ritornato contro voglia, si trova ad osservare i luoghi della sua infanzia con occhi nuovi e si sente avvolgere da una sensazione di sicurezza. Cee, giuntavi gravemente malata, guarisce fisicamente ed emotivamente conquistando la propria libertà interiore e la forza di contare solo su sé stessa grazie alla solidarietà femminile e ad una sapienza antica.

Un libro intenso, poetico, scritto con grande sapienza letteraria.

Mara De Felici

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Lo definirei il romanzo del non ritorno a casa: l’introspezione e l’analisi critica della realtà contestuale del protagonista richiamano ad una realtà desiderata ma non riconosciuta propria nella sua natura. È come se, dopo aver vissuto scenari traumatizzanti, il senso di alienazione facesse da pilastro della sua nuova identità di reduce di guerra. Costretto a ritornare nella sua città d’origine, ritrova nell’aiuto da fornire alla sorella, un nuovo sé stesso che, dopo aver passato gran parte della propria vita a smontare quella che è l’idea di felicità trasmessa dalla cultura ritrovata, riesce a ricostruirsi con fatica non celata e non smorzata... ancora alla ricerca della felicità.

Valeria Marra

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Il romanzo di Toni Morrison “A Casa” racconta la storia del tentativo di trovare, o ritrovare, il proprio posto nel mondo. Al protagonista, Frank, non interessa tanto collocarsi in uno spazio fisico ma recuperare un’identità perduta o forse mai costruita veramente in un contesto che sente ostile e alieno. Come sempre Toni Morrison ha scritto un testo intenso, ricco di passione, bruciante di sentimento.

Anna Mastrolitto

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Toni Morrison, sullo sfondo di un’America degli anni Cinquanta attraversata dalla Guerra in Corea, riporta Frank Money a casa, in quella casa in cui aveva giurato di non ritornare, là dove erano rimaste le memorie di un passato distrutto. La richiesta di aiuto della sorella Cee confuta questa decisione e gli fa superare ogni esitazione. Ma non si tratta di un semplice riandare, bensì di una nekuia che lo farà colloquiare con il suo passato. Morrison concepisce il ritorno come una catabasi, che farà ritrovare a Frank la propria dignità e le proprie radici e gli farà riprendere in mano la sua vita. Un viaggio reale e metaforico, grazie al quale ogni Frank, pieno di paure, di rabbia, di fantasmi, affronta il suo passato e il suo presente e recupera solo così la sua vera identità e la sua redenzione. Andando A Casa, vengono decantati dall’autrice temi quali la memoria, l’amore, il razzismo, le tempeste della vita.

Incoronata Merlino

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Ho sempre desiderato leggere Toni Morrison, e ora finalmente ho avuto una buona occasione per farne una lettura “collettiva”. A Casa mi dà questa impressione: è una Apocalypse Now non al rovescio, bensì “attraverso lo specchio”, dal punto di vista della carne da macello, atta infatti a indagare il “cuore di tenebra” della società americana, delle sue piaghe interne e di ciò che è compiuto all’estero. Grazie a quel seppellimento iniziale, a cui assistono i due protagonisti bambini, e che si conclude ritualmente nelle ultime pagine, abbiamo un romanzo perfettamente sferico in cui tout se tient. A Casa è un romanzo perfetto. Il punto di vista del narratore passa da un personaggio all’altro come il passaggio di un testimone, un circuito di infamie e nefandezze che inizia e si conclude a Lotus, precipitando e riemergendo ciclicamente dal 38mo parallelo.

Annalisa Molfetta

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Un soldato reduce del conflitto in Corea torna in una patria fredda e ostile, tormentato dai ricordi di guerra. Riceve una lettera che lo riporterà nell’odiata terra di origine, la Georgia, per salvare sua sorella, che fin dall’infanzia aveva protetto e amato. Insieme affronteranno i terribili ricordi dell’infanzia e capiranno che sono feriti, sì, ma vivi e sani. Un romanzo su un uomo apparentemente sconfitto che riuscirà infine a ritrovare la sua casa.

Anna Rita Purgante

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Il libro A Casa di Toni Morrison esordisce con la frase “Chi ha più coraggio? La formica o la cicala?” Chissà! La scrittrice narra la storia di Frank Money che ha dovuto lasciare casa per mettersi in salvo, essendo in procinto una guerra sanguinosa. Sua madre di lì a poco avrebbe partorito sua sorella. Questo gli ha permesso di tornare nel suo paese natio dopo molto tempo, proprio grazie alla lettera recapitatagli da sua sorella cresciuta, Ycidra, soprannominata Cee. Frank è diventato violento ma anche giudizioso. Hanno vissuto storie destabilizzanti perché intorno a loro ci sono stati razzisti della peggior specie, sono stati sfruttati, ma questo non li ha minimamente portati fuori di sé. Anche se intorno a loro c’è stato molto odio, i due non hanno mai perso il loro legame fraterno e si sono salvati, mentre altri hanno subito privazione di libertà a causa del disagio psichico e alla fine sono morti. Mi è piaciuto ascoltare le canzoni che hanno scritto, le ho ascoltate e condivise molto piacevolmente.

Rosalba Savino

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Una storia commovente quella di Frank in contrasto con la realtà violenta, povera e razzista dell’America anni Cinquanta. Frank è un veterano afroamericano reduce dalla guerra in Corea dove ha perso i suoi due amici più cari, si porta dietro il senso di colpa del “sopravvissuto”, fa spesso incubi sulle atrocità e gli orrori a cui lui stesso non si è sottratto. In una delle sue violente crisi viene portato in un manicomio, legato e sedato; unica sua ancora di salvezza sua sorella che lui ha protetto fin da bambina che lo porta a fuggire dal manicomio e a tornare in quel paese che ha sempre odiato. A casa è il posto tranquillo dove si può ritrovare se stessi, è il passato e il presente, è l’uomo e il bambino, sono i ricordi e gli incubi.

Valentina Schiralli

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Non tutti possono scegliere cosa fare della propria vita, persone come Frank Money - detto Smart Money, nonostante non avesse il becco di un quattrino - avevano come unico scopo di restare in vita. Nel sud degli States, nelle stamberghe chiamate “casa”, non riempivano i bidoni di spazzatura semplicemente perché tutto veniva utilizzato e conveniva maturare in fretta, imparare dalle madri e affinare le doti degli analfabeti: memoria, menti fotografiche, olfatto, udito… perché poteva anche permettere di guarire le malattie là dove medici-criminali non avevano potuto. Arruolarsi per la mattanza coreana poteva addirittura rappresentare una salvezza, uccidere e vedere uccidere in cambio di una possibilità di riscatto, e di alibi, coprire il male con il male. E poi si può tornare, perché un albero-sentinella potrebbe aspettarci, e tentare la giusta sepoltura al male antico e a quello recente. Provare a mantenere l’impegno preso (non solo) per sé: rimanere vivi.

Stefano Starace

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Questo romanzo si può paragonare ad un classico, I miserabili di Victor Hugo. Entrambi i romanzi, infatti, pur essendo collocati in epoche differenti, sono simili nelle dinamiche psicologiche e sociali. Ne I miserabili abbiamo la figura di un ex galeotto, Jean Valjean, il quale riuscirà a redimersi, nonostante la persecuzione di chi è al potere, in quanto la sua colpa è stata sì la violenza, ma questa derivava dalla povertà. Il romanzo A casa, in parallelo, presenta la figura di un veterano della guerra in Corea, Frank, che riceve dal suo paese di appartenenza la segregazione in un manicomio, a causa di uno stress post-traumatico causato dai lutti provocati dalla guerra. In entrambi i casi, è sempre “chi ha il coltello dalla parte del manico” a causare la distruzione di uomini e donne. La figura di sua sorella, Cee, prima vittima di un uomo che l’abbandona e poi del suo datore di lavoro, mi ricorda quella dell’ingenua Fantine, la quale ne I miserabili cadrà in un abisso sempre maggiore, fino alla morte. Anche se Cee alla fine avrà una sorte migliore di Fantine, entrambe sono vittime non solo della povertà, ma anche del potere maschile.

Maria Tortorella

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Circoli dei lettori del torneo letterario di Robinson

di Badia Polesine “Un libro per amico”
coordinato da Luisana Ferrarese
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Un romanzo che ho letto con un po’ di fatica: forse perché amo leggere di cose che un po’ già conosco e qui si parla di guerra…della guerra in Corea… una guerra che ho potuto solo conoscere in modo marginale attraverso i libri di storia visto che tutto è avvenuto ancor prima che io nascessi. Poi ho capito che NON dovevo leggerlo fissandomi sul periodo storico bensì su quello che era quel periodo storico …che cos’ha rappresentato per gli afroamericani… E così ho apprezzato la figura combattuta di Frank, reduce di guerra con tutto ciò che questa parola racchiude… un uomo combattuto, un uomo con traumi profondi, un uomo che probabilmente avrebbe fatto una brutta fine se un giorno non avesse ricevuto una richiesta d’aiuto da parte della sua sorellina. E proprio per correre in soccorso alla “piccola di famiglia” l’uomo torna “a casa”… in un lungo viaggio fisico ma anche e soprattutto metaforico Frank affronta i fantasmi del suo passato e se ne libera ritrovando una dignità che credeva perduta per sempre.

Daniela Barboni

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Un romanzo non facile. Immergersi nella vita degli afroamericani degli anni Cinquanta, nella loro vita grama e senza speranze, è stata dura. Ho ammirato le donne che con estrema dedizione hanno salvato la vita della giovane Cee, rovinata da un medico bianco senza scrupoli. Brava Sarah, la domestica del medico, che chiedendo aiuto per Cee, forse avrà perso il suo lavoro.

Gli uomini in genere non fanno una bella figura, né quelli che passano le giornate oziando sotto i portici, nè tantomeno quelli che assistono alle lotte tra cani o, peggio ancora, quelli che obbligano un figlio a combattere contro il proprio padre, fino alla morte, per gioco.

Il forte legame fraterno tra il protagonista Frank e la sorella Cee nasconde luci ed ombre. Lei, ormai cresciuta, vuole l’indipendenza sia dalla famiglia, sia dal fratello. Solo alla fine si capiranno i tormenti di Frank, dovuti alla guerra e ad un assurdo omicidio quando era combattente in Corea.

Emanuela Bassan

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Questo libro è un cerchio perfetto: si chiude esattamente là dove era iniziato. Di per sé la trama non è particolarmente complessa: un ragazzo afroamericano, dopo aver combattuto in Corea, torna nella patria natale. Si reca ad Atlanta per salvare la vita alla sorella con cui torna al paese di origine, dal quale entrambi, da giovani, non vedevano l’ora di andarsene.
Lo stile è estremamente scorrevole, mentre i capitoli vengono raccontati attraverso punti di vista di diversi personaggi, con flashbacks e lunghe descrizioni di quanto accaduto prima del tempo in cui si svolge la vicenda, anche se a volte ho avuto l’impressione che alcuni capitoli (vedi quello raccontato dall’ex ragazza di Frank) siano stati aggiunti più per allungare il brodo che per dare un contributo vero e proprio alla vicenda.
Nel libro non si menziona mai il colore della pelle, ma ovunque vi sono rimandi alla situazione della popolazione afroamericana negli anni Cinquanta. Non è comunque un’opera di denuncia: è un semplice racconto che dimostra che, per quanto vi si voglia scappare, “casa è sempre casa”, indipendentemente dal colore della pelle.

Sofia Bozzolan

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Georgia, Stato del Sud, anni Cinquanta: l’America razzista fa da cornice.

La fatica a ritrovare sé stesso di un reduce che torna a Casa dopo aver combattuto altrove, è il pretesto che Toni Morrison usa per raccontare una storia di amore e solidarietà, di famiglia e speranza. Intensi i ritratti femminili, donne che non si abbattono, che cadono e si rialzano, con uno sguardo sempre teso al futuro.

Scorrevole la lettura, linguaggio molto scenografico.

Per chi ama i dondoli sulle verande, un plaid sulle gambe, una tazza calda tra le mani a guardare un tramonto lontano.

Ilaria Campitelli

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Un afro-americano, veterano della guerra di Corea, racconta ad un giornalista la sua vita, da quando era un bambino scacciato con la sua famiglia dal Texas, ad opera dei segregazionisti alla sua infanzia e adolescenza in Louisiana con la sorella tanto amata.

I brani dell’intervista si alternano alle vicende di Frank, anche lui reduce dalla guerra di Corea e di

Cee, la sorella da cui vuole tornare, dopo essere fuggito dall’ospedale psichiatrico, in cui era

ricoverato a causa dei traumi post-bellici.

Solo alla fine si capisce come il veterano dell’intervista e Frank siano la stessa persona.

Un libro toccante e coinvolgente, non sempre di facile lettura, non per lo stile ma per il contenuto, nello stesso tempo crudo e straziante.

Olimpia Fasolin

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America, anni Cinquanta la città di Lotus in Georgia. I protagonisti sono afroamericani, ma non viene mai citato il colore della pelle, solo dopo poche pagine si intuisce. Un reduce della guerra in Corea, un uomo sconfitto, con ricordi terribili, incubi e allucinazioni che l’hanno portato ad essere rinchiuso in un luogo di cura e detenzione, e come cura viene sedato. Ma poi vi è la fugga, persone buone lo aiutano altre lo rapinano, tutto un caleidoscopio di situazioni e luoghi. C’è un segreto, una colpa, difficile persino da ricordare. Una sorella, a cui è tanto affezionato, da aiutare, che può morire se tarda a tornare “A casa” Ma anche il ritorno non sarà facile, i ricordi dell’infanzia e la desolazione dell’ambiente e quello che viene a sapere aggiunge orrore: “hanno trasformato gli uomini in cani”.

Non mi è stato facile scrivere questa breve recensione, per diversi motivi, primo fra tutti sicuramente un certo timore per dover recensire un libro di un premio Nobel: Toni Morrison, ma soprattutto anche per i temi trattati, molto forti: la guerra, la violenza, la situazione degli afroamericani negli anni Cinquanta, significativa questa frase “Da chi vi nascondevate? Dai lenzuoli bianchi? No da quello che riscuoteva la pigione. Stessa roba” Un romanzo intenso, e di grande pregio: letteratura.

Luisana Ferrarese

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Ambientato nella cittadina di Lotus in Georgia negli anni Cinquanta. È la storia di Frank Money giovane reduce di colore della guerra di Corea e ricoverato in manicomio, e della sorella molto amata Ycidra chiamata Cee. I genitori molto poveri faticano nel lavoro per mantenere la famiglia e quindi Frank si prende cura della sorellina fin da piccolo. Frank cresce e sceglie di combattere in Corea. Il ritorno in patria è denso di ricordi e delle situazioni vissute in Corea e da lì il ricovero, ma la pazzia è causata dalle brutte situazioni causate da lui.
L’inizio è monotono, poco avvincente. Dalla metà libro in poi inizia a diventare un po’ più interessante. Scritto bene ma poco empatico

Donatella Martini

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Il protagonista, parlando in prima persona solo nei capitoli in corsivo, inserisce nella trama del romanzo la voce delle emozioni e delle riflessioni relative ai temi profondi della sua narrazione: la guerra, la miseria, la disperazione, l’autocritica e finalmente il riscatto attraverso alcune importanti figure femminili. Frank decide di allontanarsi da Lotus, in Georgia, dove la vita piatta e sempre uguale non promette alcun futuro. Non ha motivi per restare, esclusi l’adorata sorella Ycidra e pochi amici, così decide di arruolarsi nella guerra in Corea, convinto che il campo di battaglia possa dargli quelle emozioni che, nei suoi pensieri, avrebbero potuto dare un senso alla sua vita. Contrariamente alle sue aspettative, ritorna con l’anima devastata dall’inaudita violenza che ha vissuto, è perseguitato da immagini terribili di corpi smembrati, dei suoi compagni, di quella bambina... e da incubi frequenti che lo fanno finire in manicomio. Con uno stratagemma riesce tuttavia a fuggire per correre a Lotus in soccorso della sorella. La sua lucidità però a volte vacilla: resta sconvolto dalle situazioni nuove e inaspettate, e immediatamente la realtà che lo circonda perde i suoi colori naturali, ritorna la rabbia e il disgusto di sé. Si ritrova spesso, dopo il congedo, a pensare con angoscia alla tragica sorte dei due amici che si erano arruolati con lui, ma piano piano si accorge che quei ricordi non generano più fantasmi e disperazione... forse qualcosa sta cambiando, anche se un pensiero inconfessabile e bruciante rimarrà per sempre latente, relegato in un angolo remoto della propria coscienza, ma sempre vivo, come le braci sotto la cenere. Non avrebbe mai e poi mai voluto tornare a Lotus, in quel posto senza anima, ma quella comunicazione sul grave stato di salute della sorella lo ha indotto a rientrare: quella sorellina più giovane di lui di quattro anni, che lui aveva accudito fin dalla nascita con tenerezza, di cui si sentiva responsabile e che doveva assolutamente salvare. Dopo un periodo durissimo, anche Ycidra, per tutti Cee, circondata da cure e attenzioni, ha superato il suo dramma e ottenuto quel rispetto e quella considerazione che nessuno, escluso Frank, le aveva mai riservato.

Franca Rigobello

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La forza della relazione fratello-sorella è al centro di questo romanzo che racconta con lucidità il viaggio, per alcuni versi allucinante, che il protagonista affronta pur di arrivare in tempo a casa e salvare la sorella. Un viaggio reale e metaforico che gli permette di capire qualcosa di sé, di andare all’origine del suo malessere fisico e psicologico e di guardare con occhi e prospettiva diversa i luoghi da cui anni prima era fuggito. Un ritorno a casa vero e proprio se per casa intendiamo il luogo nel quale ritroviamo noi stessi, i valori e gli affetti. La scrittura di Morrison è leggera ed incisiva al tempo stesso, non giudica ma dona al lettore gli elementi per costruirsi la sua opinione; le parole scelte con cura permettono a chi legge di entrare nel cuore, nella mente e nello spirito di tutti i personaggi.

Mirka Tolini

 

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Circoli dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Milano 3 “La banda del book”
coordinato da Moira Maggi
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Romanzo che denuncia sia la grave sofferenza psicologica dei reduci americani, sia l’impossibilità per alcune classi sociali di riscattarsi attraverso l’istruzione o il lavoro.

Il primo problema è ingigantito dell’indifferenza con cui la tua nazione ti tratta dopo che ti ha chiesto di sacrificarti per la guerra, il secondo è amplificato dallo sfruttamento a basso salario.

Solo la solidarietà, l’amore o l’amicizia riescono a demolire questi rigidi schemi.

Ben scritto e di piacevole lettura, si spazia agevolmente dagli abissi della guerra ai bucolici colori della campagna, dalla pazzia di medici senza scrupoli, alla saggezza e solidarietà delle donne/madri del vicinato.

I personaggi del racconto sono anche molto ben delineati.

Anna Ciccarese

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Storia di redenzione e rivincita. Dove l’amore fraterno riesce a colmare le mancanze più profonde e primitive di entrambi i fratelli, anche se sembra che uno salvi l’altra.

Romanzo paradossalmente cinestetico ma poco visivo: ho visto la mancanza di colori ma non i personaggi e i posti.

Quadro del Sud degli Stati Uniti pre boom economico, affascinante nel suo squallore.

Il ritorno a casa, in un posto da sempre e per sempre odiato, si rivela meno doloroso di quanto ci si possa aspettare.

Chiara Iacono

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A casa è un buon romanzo che tocca un’ampia varietà di questioni difficili, ma importanti. Vi si trova il disturbo da stress post-traumatico, la Guerra di Corea, il Ku Klux Klan, l’etica medica, la comunità, l’alcolismo, la prostituzione, il razzismo, gli abusi sui minori, l’abuso sessuale, la solidarietà femminile, la resilienza. E poi c’è l’amore. L’amore negato e l’amore mendicato. L’amore agognato.

È la storia di un ritorno a casa, non solo fisico, ma soprattutto psicologico. Frank è un veterano che fatica a trovare la strada di casa. Rimpatriato trova un’America che, se prima non lo aveva accettato per il colore della sua pelle, ora non riconosce neanche il suo sacrificio di soldato e lo ripaga chiudendolo in manicomio. Il viaggio che Frank dovrà affrontare sarà faticoso e la grande “casa” America lo farà sempre sentire straniero, precario. Passerà di casa in casa e da persona a persona, spinto dalla necessità di salvare l’amata sorella da morte certa, senza nulla in tasca, senza ben sapere dove andare, né da cosa Cee debba essere salvata. L’amore, dicevo. L’amore di un fratello per una sorella. Ed è questa, casa. La vera casa non è un luogo fisico, ma è dove si lascia il cuore, anche se è un cuore colmo di desolazione. Ho apprezzato la circolarità del racconto. Parte da un ricordo dell’infanzia, unico momento di bellezza per la presenza dei cavalli, simbolo di forza e libertà; tuttavia, è una bellezza effimera e macchiata da una scoperta orribile, cui non riesce a sottrarsi e da cui vuole proteggere la piccola Cee. E alla fine sarà lì, il vero ritorno.

Il modo di raccontare della Morrison è impeccabile, la sua scrittura è lirica e cristallina, travolgente e candida al tempo stesso; con poche frasi riesce a dipingere il dolore e la disperazione, i traumi e l’oscurità dell’anima. Tuttavia, a mio avviso, non è la migliore opera dell’autrice. Quanta angoscia e delusione può sopportare una persona?

In poche pagine Toni Morrison racchiude molto, troppo. Il trauma subito da Frank in Corea lo rende un narratore inaffidabile, che a volte scivola nell’illusione e persino mente al lettore. La Morrison dà spazio al punto di vista dei diversi personaggi, forse anche per compensare l’inaffidabilità di Frank. Molto emerge dal non detto, e questo è un aspetto che stimola lo svelamento da parte del lettore. Avrei apprezzato più pagine. Il finale, pur contenendo una sorta di redenzione, pur arrivando alla chiusura del cerchio, lo fa, a mio parere, troppo frettolosamente.

Cristina Casanova

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Il romanzo di Toni Morrison è una storia di precarietà materiale ed esistenziale, di abbandoni e di ritrovi, una storia che ci parla del disagio nei confronti della vita e delle ferite causate dalle esperienze di morte, una storia intima di fratellanza, di protezione e di ricerca di una casa, nell’accezione più ampia del termine, ma soprattutto è una storia di autodeterminazione. Ed è attraverso tutto ciò che emergono forti temi sociali quali la discriminazione razziale e la condizione della comunità di colore nel sud degli Stati Uniti negli anni Cinquanta, la “ricerca scientifica” ancora non sopita verso l’eugenetica e la purezza della razza, i traumi e l’instabilità conseguenti alla guerra, la noia e i limiti della provincia dove la vita non ha nulla da invidiare alla morte, luogo dal quale si poteva solo desiderare di partire. Il passato così ingeneroso nei confronti dei due protagonisti, Frank e la sorella Ycidra (Cee), viene superato da entrambi grazie al ritorno a casa inteso non come luogo fisico ma come un ritrovato “senso di casa” che restituisce loro fiducia in se stessi e coraggio nell’affrontare il dolore anziché evitarlo. In conclusione “A casa” è sicuramente un bel romanzo sia nei temi che nella narrazione, resa molto scorrevole da una scrittura essenziale, diretta e poco ridondante ma capace di comunicare immagini vere e potenti.

Maria Grazia Giovannini

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Ho apprezzato molto lo stile di Toni Morrison in questo romanzo, l’unico che ho letto per ora di questo premio Nobel. Delinea scenari precisi con poche pennellate. Ho amato le frasi poetiche che regala qua e là e le grandi verità.

“Posso disperarmi se voglio. Non devi cercare di mandare via il dolore. Non deve andare via. È giusto che sia così triste e non ho intenzione di nascondermi da quel che è vero solo perché fa male.”
Non vado sempre d’accordo con i premi Nobel ma con Toni Morrison mi sono trovata subito in sintonia. Il romanzo è ben scritto e tradotto (a parte qualche “finalmente” che sembra la frettolosa traduzione di finally).

I personaggi femminili e maschili sono nettamente schierati. Positive tutte le donne: Lily, Cee, le amiche di Cee (Sarah e Thelma), le donne che curano Cee, la moglie del medico (della quale si sa poco ma sembra gentile). L’unica eccezione è rappresentata dalla nonna, della quale si tenta di spiegare la ragione della cattiveria e comunque viene punita da un ictus. Negativi gli uomini: il padre totalmente assente, il nonno pusillanime, il medico crudele che usa Cee come cavia da laboratorio, Frank stesso non è uno stinco di santo anche se buona parte della colpa sembra attribuibile agli eventi. 

Ci si affeziona a questi due sfortunati fratelli seguendo il viaggio della speranza di Frank verso il ricongiungimento con l’amata sorella Cee. Sembra quasi che lui sia sopravvissuto alla guerra solo perché la sua vera missione era un’altra: salvare sua sorella.

Cee dal canto suo è una donna che nasce due volte, la prima da una madre che la mette al mondo ma deve lasciarla alle cure del fratello di soli quattro anni più grande, la seconda dalle donne della comunità di Lotus, che la salvano da morte certa. Ethel tra tutte, donna pratica e pronta, esempio di vita.

Belle le pagine in cui Cee si rende conto che le donne che conosce sono forti e si fanno rispettare, nessuna è molle o sciocca, e che questo dipende solo da loro. Non vuole più essere una donna che ha bisogno di essere salvata. Vuole salvare se stessa. 

“Se non si rispettava lei per prima, perché avrebbero dovuto farlo gli altri? Non avrebbe probabilmente mai avuto un compagno. Perché la cosa doveva avere importanza? Avrebbe dovuto inventarsi un modo per guadagnarsi da vivere.”

Moira Maggi

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Protagonisti del romanzo sono un fratello, Frank Money, e una sorella, Ycidra (Cee), figli di una povera coppia di neri. La famiglia, cacciata dal Texas, si ritrova in Georgia, a Lotus, accolta in casa da uno zio, silenzioso, e dalla sua seconda moglie, per niente contenta di questa intrusione. I genitori passano la loro vita lavorando nei campi di cotone e Frank assume il ruolo di protettore di Cee, finché, non vedendo nessun futuro per sé nel paese, si arruola con due suoi amici e si ritrova a combattere nella guerra di Corea. Al suo ritorno dovrà fare i conti con grossi traumi, alla cui vera causa arriviamo con progressivi indizi, e con le disavventure della sorella.

La Morrison, attraverso una sapiente costruzione, intreccia vari piani temporali, storie di diversi personaggi e diversi punti di vista. Sempre sullo sfondo, ma fondamentale, l’ambientazione sociale e culturale, con le sue profonde ingiustizie economiche, razziali e di genere (ma anche le teorie eugenetiche e il maccartismo). Romanzo ben costruito, scorrevole e con interessanti tematiche.

Renato Mastro

 

 

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