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Arrivederci Signor Čajkovskij di Nicola Fantini e Laura Pariani 

Sellerio

 

In fin dei salmi che cos'è la vita? Tutto inizia un mercoledì di dicembre del 1878, ad Orta Novarese, un piccolo paese sul lago Cusio, per altro tappa del percorso del Grand Tour, dove molti artisti ed intellettuali, nel corso del 1800 vi facevano sosta. Qui si ferma, nel suo viaggio tra Firenze e Parigi, Čajkovskij, il "ragazzo di vetro", con la sua solitudine, inquietudine e fragilità. Il romanzo intreccia, secondo le antiche credenze popolari diffuse nella zona alpina, il mondo dei vivi con quello di coloro che non sono più vivi. La realtà della vita quotidiana si intreccia con la realtà onirica, raccontata da "quelli delle tenebre di mezzo". Le storie di vita degli abitanti del piccolo paese si svolgono nell'atmosfera fredda e sonnolenta di un inverno senza neve sul lago di Orta, scossa dall'omicidio di Marianna, una donna fragile che subisce violenze psicologiche dal marito. A questo dramma si somma l'episodio della segregazione di alcune bambine inglesi ad opera della loro governante francese. In controluce lo strano rapporto tra il compositore russo e la ricca vedova che lo protegge e finanzia, fatto solo di scambi epistolari. Il romanzo è improntato su uno stile colloquiale, ricorre spesso all'uso del dialetto che porta un senso di immediatezza, ma che qualche volta può costituire un limite per una scorrevole comprensione.

Sandra Ristori

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Si presenta come un romanzo storico che non trascura il riferimento alle tradizioni arcaiche di quei luoghi. Si svolge ad Orta nel 1878 e i personaggi sono: gli abitanti del luogo, gli stranieri villeggianti, quelli delle tenebre di mezzo. Su tutto aleggia il mistero, che con il solstizio d’inverno, si fa più intenso. Molti i temi affrontati: la relazione amorosa tra la ricca vedova Von Meck e il malinconico Čajkovskij , il comportamento di Solange che tenta di avvelenare le bambine inglesi a lei affidate, l’omicidio di Marianna destinato a rimanere irrisolto se non ci fosse il coinvolgimento di tutto il paese. Molti gli elementi da apprezzare: lo spirito di fratellanza che unisce gli abitanti, la critica a sterili convenzioni, il desiderio di emancipazione, il richiamo alla musica, al rapporto mente-corpo, all’arte che permette di capire più in profondità se stessi. 

Diana Bonfanti

 

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Un Giallo storico sullo sfondo del lago d'Orta che si colloca come seguito ideale al precedente romanzo di Fantini e Pariani, Nostra Signora degli scorpioni: saga di un "piccolo mondo antico" del novarese.

Quello che mi ha colpito è il tentativo, per me riuscitissimo, degli autori di fondere il romanzo storico con l'elemento fiabesco e mitologico.

Un romanzo corale, uno stralcio di vita popolare e di parlata dialettale che, oltre a mettere il risalto il suo protagonista, analizza la situazione femminile dell'epoca (fine "800).

Una piacevole sorpresa la scoperta di questi due scrittori che sono riusciti a fondere le loro penne, la storia e fantasia e poi le lettere tra   Čajkovskij e Nadeida Filaretovna von Meck il mio strumento di comunicazione preferito.

Beatrice Ghezzi

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Romanzo ambientato nel novarese, in un tempo antico, dove il soggiorno del signor Čajkovskij , in un albergo del posto, lascia spazio alle vicende degli abitanti del luogo e pagina dopo pagina assume piacevoli sfumature noir. Ben scritto e coinvolgente.

Irene Pascal Bellocco

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Una scrittura musicale, antica con un coro di parole ben scelte a far parlare i vivi e i morti, dal volgo al dotto. Ho iniziato a destreggiarmi tra i tanti personaggi con la paura che fossero troppi ma, come sempre mi accade quando la scrittura e la storia scorrono, sono entrati subito e con naturalezza a far parte delle mie giornate. Con meraviglia ho ritrovato temi e storie a me cari: il mistero, le indagini, ma soprattutto le donne, donne forti, apertamente o nascostamente ribelli, legate alle consuetudini del tempo o pronte a metterle in discussione con le loro azioni. Un intreccio di storie drammatiche e comuni, che ho scoperto nel finale essere ispirate a fatti realmente accaduti, e sullo sfondo il Lago d’Orta, luci e ombre per la vista, note ed emozioni per l’anima con quel Lago dei Cigni che subito ho avuto voglia di risentire. Quanta fatica salutare tutti alla fine, sono ancora qui, anche Quelli delle tenebre di mezzo; sembrano voler restare ancora un po’ e mi suggeriscono di tornare sul lago d’Orta leggendo quel che ancora mi manca degli stessi Autori.

Valeria Piras

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Ho letto con grande piacere il libro di Nicola Fantini e Laura Pariani, ARRIVEDERCI SIGNOR ČAJKOVSKIJ .

La storia si svolge in un paesino piemontese, Orta, affacciato sul lago. Ambientato nella seconda metà del diciannovesimo secolo, narra la vita degli abitanti, ancora legati a vecchie credenze e superstizioni. A catturare l'interesse della comunità è l'arrivo del compositore russo Čajkovskij , accompagnato dalla sua mecenate, una ricca vedova. I due vivono in case separate, ma si scambiano ogni giorno lunghe lettere. A sconvolgere la vita degli abitanti sarà il delitto di una giovane donna. Tutti saranno coinvolti nella ricerca del colpevole. Alla vita di Orta, partecipano anche "quelli delle tenebre di mezzo" gli abitanti del cimitero, i quali ogni notte se ne vanno in processione a spiare la vita dei vivi. Nonostante l'atmosfera misteriosa e un po' gotica, il racconto risulta gradevole e coinvolgente.

Maria Teresa De Lorenzis

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È il libro che ho scelto come vincitore della sfida assegnatami. Mi ha colpito l’ambientazione – una cittadina sul lago d’Orta, molto inconsueta, almeno per le letture che ho sempre fatto – e lo stile, volutamente ottocentesco e «regionale», con molte inflessioni dialettali e commistioni tra linguaggio alto e slang popolare (se così si può dire, per quei tempi). Un limite è forse il tentativo di voler far entrare troppe cose nella storia: il romanzo storico – anche se non ho trovato notizie di un soggiorno di Čajkovskij a Orta – il protofemminismo e, quindi, il romanzo sociale, il noir, ma la storia di fantasmi – quelli delle tenebre di Mezzo, che fanno da intermezzo alla storia – ho fatto un po’ di fatica a digerirla.

Federico Imperato

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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