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Giolitti. Un leader controverso di Massimo L. Salvadori
Donzelli

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Marostica“Insieme per leggere”
coordinato da Liliana Contin
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Purtroppo il mio giudizio è appannato dalla mia difficoltà ad affrontare libri di storia, però, dopo un inizio un po’ difficoltoso, devo dire che il libro mi ha preso e sono riuscita a procedere senza troppe difficoltà. Sicuramente è un testo lucido, analitico, frutto di ricerche molto approfondite. Un libro che per certi versi, come spesso i libri di storia, illumina anche il presente. Per me però anche la storia ha bisogno di quel pizzico di narrativo che l’avvicina al lettore medio. Perciò mi sono stati di aiuto i pochi riferimenti alla famiglia di Giolitti, gli scambi di battute con sostenitori e detrattori, e altri episodi particolari tipo la sua elezione all’unanimità sollecitata dal sindaco che era nato in casa del padre di Giolitti uomo molto generoso e accogliente.  Però a malincuore, conscia di quanto lavoro di ricostruzione e di ricerca si nasconde dietro alle pagine, mi sento di preferirgli il libro di Pedullà.

Laura Primon

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L’autore di questo testo fa un percorso storico molto importante su questa figura politica che è stata per decenni  alla guida del Parlamento del nostro paese.   Ricostruisce la vita politica di Giolitti usando, per mettere in evidenza le sue posizioni, i discorsi fatti in Parlamento e nei suoi comizi. Il tentativo politico di Giolitti teso a non far scontrare le classi sociali evitando così in Italia una guerra civile è riuscito finche’ lui è rimasto capo del consiglio , non è riuscito a riunificare il nord e il sud dell’Italia e su questo è stato molto criticato dai suoi avversari.  Lo scrittore riporta nel libro gli articoli  dei giornali e i discorsi parlamentari dei protagonisti del periodo da Salvemini a Gobetti, ad Arturo Labriola, da Togliatti a Gramsci, a Sturzo fino a Gentile e Aquarone.  E qui un lettore che non sia uno storico appassionato si perde. Ci scontriamo con il solito limite della storia che diventando troppo tecnica diventa incomprensibile.

Irma Dionese

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Un saggio storico che ho letto coscienziosamente, ma con una certa fatica; elenca avvenimenti storico-politici, con sovrabbondanza di citazioni da libri pubblicati nel corso degli anni da vari autori sullo statista. Volendo citare “i pro e i contro” dalle pubblicazioni sia di commentatori contemporanei di Giolitti sia successivi, fino ai nostri tempi, la ridondanza è inevitabile: su ciascun fatto si ritorna più e più volte, e solo nell’ultima parte si viene a conoscere l’opinione dell’autore del saggio. Completamente trascurata è la figura dell’uomo “Giolitti”, pur nell’ampia trascrizione di brani dei suoi storici discorsi. Ora certamente so molte più cose sull’epoca giolittiana, ma sia letterariamente che storicamente non mi sento di apprezzare fino in fondo questa pubblicazione.

Rosanna Tasca

 

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Che Giolitti sia stato un politico controverso è ormai assodato, i libri di storia riportano spesso la sua immagine doppia, come diviso è stato il giudizio nei suoi confronti sia da parte degli storici che dei suoi contemporanei. Croce lo esaltò come uomo accorto e sapiente, mentre Salvemini lo attaccò duramente definendolo perfino “Ministro della mala vita”. Ma è indubbio che Giolitti abbia fortemente caratterizzato e lasciato impronte nella storia d’Italia, tanto che si parla di “Età Giolittiana”, che dal punto di vista economico fu un periodo favorevole.

L’autore ne approfondisce la figura, in un testo denso di citazioni e mettendo in evidenza i meriti e gli errori di questo personaggio che ha segnato la storia del nostro Paese.

Mario Guderzo

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Massimo Luigi Salvatori vuole offrire una visione di Giovanni Giolitti nella quale si possa cogliere la storia dello statista, dell'uomo e del politico. Un ritratto a tutto tondo. L' autore riesce nel suo intento attraverso una narrazione puntuale e con riferimenti chiari e specifici, approfondendo bene l'importanza dell'età giolittiana anche nelle sue contraddizioni, inserendo la figura chiave del politico nei cambiamenti sociali, economici e ideologici del suo tempo. Interessante è l'analisi della critica contemporanea a Giolitti, nel pensiero di grandi pensatori e dei loro giudizi in relazione alla politica del primo ministro piemontese. 

Una lettura che nella sua specificità si affronta volentieri, complice l'accattivante capacità dell'autore di delineare un contesto ampio e ricco di sfaccettature. 

Mi è piaciuto cogliere la possibilità reale di scelta, nell'operare politico del tempo: di fronte alle grandi problematicità del periodo molte potevano essere le soluzioni, diverse e fondate. Le scelte operate da Giolitti e le sue modalità operative portarono l'opinione pubblica a definirlo un "despota illuminato", e dopo aver letto il libro di Salvatori, posso capirne il perché.

L'autore presenta un libro che nell'analisi della storia offre molti spunti anche per una riflessione sul nostro presente. Consigliato.

Sofia Marcon

 

 

 

 

 

 

 

 

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