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Revoluzione. Innovazione, follia e cambiamento  di Giovanni Allevi
Solferino

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Parma “Voglia di leggere Ines Martorano”
coordinato da Pietro Curzio
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“Giovanni Allevi, durante la pandemia, riflette sul cambiamento, sul coraggio di sovvertire le regole, sulla libertà di andare controcorrente. Questa è la cifra e l’anima della sua musica. Un libro che mostra il paradosso di chi è fermo, immobilizzato dalle proprie ossessioni, e, allo stesso tempo, capace di grande libertà nella propria arte.  Un libro per riflettere, in un tempo che costringe ed esige a ripensare la vita in molti aspetti”

Francesca Sbarra

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“Il concetto di Musica Classica Contemporanea è quel distillato di bellezza che ho difeso strenuamente, e che resta intatta sulle ceneri del campo di battaglia che è stata la mia vita.”

Direi che questo è il filo conduttore di questo libro di Allevi. Eterno ragazzo, sorridente e brillante, vive di musica; ogni suono, ogni cosa nella sua quotidianità si trasforma in melodia.  Con leggerezza ci conduce attraverso la sua nascosta sofferenza nel sentirsi escluso dal mondo accademico musicale, nell’affrontare una critica spesso feroce nei confronti delle sue composizioni. Ormai cinquantenne ed arrivato ad un grande successo internazionale, si trova ad affrontare una crisi inaspettata: le mani che si bloccano sulla tastiera di un magnifico pianoforte preparato per un suo concerto in Giappone e si rifiutano di suonare, senza un apparente motivo. Novello “Piccolo Principe”, si isola dal mondo, si affida e cerca conforto e certezze nell’amicizia con un fiore: prendersi cura dell’altro sarà il modo per uscire da questa crisi profonda, resa tremenda da un virus che oscura tutto il mondo.

Ho incontrato Allevi anni fa in un bellissimo prato circondato dai boschi di Panaveggio, dove il suo pianoforte era stato trasportato con l’aiuto di un elicottero. La sua empatia conquistò il pubblico, il suo atteggiamento al pianoforte esprimeva  tutta la sua passione e gioia del fare musica. Penso sia tuttora così.  In questo libro Allevi mette a nudo la sua fragilità, le sue fobie, le sue frustrazioni, ansie e debolezze, con grande sincerità e trasparenza, ed è proprio quello che mi è piaciuto. Dalle sue parole emerge fin da subito la sua passione tormentosa verso la musica, ma anche la sofferenza di chi, incompreso “fa innovazione; di chi cerca di rompere con il passato, e porta un peso, la responsabilità di questa frattura. La creazione, quando è innovativa, non è né lineare, né indolore” .

Renata Superchi

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È un diario intimo in cui l’autore cerca di esprimere le terribili ansie, le piccole fobie, le compulsioni che lo tormentano e che si intrecciano con la sua attività musicale creativo-esecutiva. È percepibile lo sforzo razionale di circoscrivere in una cornice intellettuale questo universo nevrotico attraverso lo sviluppo di una filosofia di vita che deve sottostare all’imperio (alla condanna?) della creatività. Il testo è spesso noioso, a volte banale, sempre faticoso da leggere.

Giuseppe Montagna

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Con il termine Revoluzione l’artista prova a coniugare la Rivoluzione, cioè il cambiamento radicale e violento, con l’evoluzione intesa come cambiamento lento, insito nella natura umana.

Colpito da una crisi d’ansia durante un concerto in Giappone, si ritira in solitudine in una casa di campagna per ritrovare la forza di comporre e di suonare; arriva a mettere ordine dentro di sé accettando la sua ansia è pronto ad affrontare le incomprensioni del pubblico per portare avanti il suo progetto creativo. Personali e colti i riferimenti alla storia della musica, alla filosofia , alla psicologia; il suo stato d’ansia è comune a tutti coloro che vogliono pensare e creare in modo personale, innovativo e contro le regole precostituite. Lo stile è colto e ricercato, ai limiti del virtuosismo letterario.

Rita Merusi

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Il libro trasmette l'ansia è l'angoscia dell'autore, Giovanni Allevi appunto. Disadattato e incompreso, nel corso della sua vita di artista deve 'bere l'amaro calice ' per attuare nel campo musicale la sua pacifica rivoluzione: una totale inversione di tendenza a un presente immobile bloccato dalla paura. Allevi è determinato a compiere questo atto di coraggio anche se richiede una momentanea infelicità. Sa che è pura follia, ma la musica gli è troppo cara, è la sua vita, la sua via di salvezza, la sua unica via d'uscita ad una vita fatta di ripetizioni minuziose di una ritualità di gesti che lo blocca, lo angoscia, lo chiude a qualsiasi contatto sociale. Il libro, scritto con molto, troppo coinvolgimento personale, mette a nudo la personalità particolare del musicista. La sua musica è decisamente bella, ma il libro mette in evidenza il lato narcisistico della personalità di Allevi, tanto d farlo risultare sgradevole.

Cristina Colla

 

 

 

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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