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Controvento di Fabio Martini
Rubettino

 

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Circolo dei lettori del torneo
di Robinson di Palermo 1 “Gli amici del Venerdì”
coordinato da Paola Ardizzone
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La biografia di Craxi di Fabio Martini si legge come un romanzo, un racconto affascinante e picaresco di un anti eroe.

Craxi fu un personaggio complesso e multiforme. Antipatico, arrogante e scontroso non ammiccò mai per guadagnare consensi. Corpulento, col suo aspetto da gigante, ha dominato la scena politica italiana portando il paese, come mai, tra le grandi potenze. Dotato di una intelligenza tattica fulminante, era capace di prendere decisioni coraggiose e controcorrente. Al governo chiamò i migliori, né compagni né fedelissimi. Fu socialista e anticomunista. Se è vero che la giustizia fece il suo corso, altrettanto vero è che fu molto selettiva. Craxi si era fatto troppi nemici, anche e, soprattutto all’estero!

Paola Ardizzone

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Una biografia completa di Craxi, che racconta la sua nascita e la sua crescita nel partito socialista. Che mostra un uomo sempre sicuro e consapevole delle sue posizioni. Uomo che andrà sempre a testa alta e controcorrente le scelte di comodo. Il politico a cui chiederà aiuto Moro alla vigilia della sua esecuzione, consapevole del tradimento del suo partito e del PCI. Craxi sarà l'uomo che guarderà al cambiamento nei paesi dell'Est. Colui che finanzierà grandi imprese liberitarie senza mai farne propaganda. L'uomo scomodo che sarà sacrificato per segnare il cambio di passo ai tempi di Mani Pulite. E che solo dopo la morte vedrà riscattato il suo onore e riconosciuto il suo ruolo di statista intelligente che ha anteposto sempre il bene del partito all'interesse personale.

Claudia Casano

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Una riflessione sul concetto di "libertà " applicata alla politica in un periodo storico determinante per lo Stato italiano che espone sui nostri corpi cicatrici anche se in punti nascosti.

Una lettura che consente al lettore una immersione storica sulla cicatrice allorquando, indossando occhiali speciali, consente straordinariamente e con autenticità al lettore di vedere in profondità.

Augusta Troccoli

 

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Circolo dei lettori del torneo
di Robinson di Palermo 3 “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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Una buona scrittura ed una accurata ricostruzione dei fatti rende questo libro piacevole alla lettura

Salvatore balsamo

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Fabio Martini, giornalista de “La stampa” con un passato presso la rivista socialista “Mondo operaio”, in occasione del ventennale della morte ricostruisce la personalità e la carriera di Bettino Craxi, partendo dalla lunga gavetta (si iscrisse a 17 anni al partito socialista e ne  diventò segretario 33 anni dopo) e  analizzandone il percorso (l’autonomismo, il tentativo di salvare Moro, la revisione dei patti lateranensi, la crisi di Sigonella, il rapporto con Berlinguer, l’amicizia con Berlusconi) e la personalità. Aggressivo, spregiudicato, accentratore e decisionista (sua la decisione impopolare del taglio della scala mobile) nelle complesse pagine si scorge una figura sempre bordeggiante tra legalità e illegalità  ma che l’autore descrive come  uno spirito animato sempre da un principio: la politica prima di tutto. Ammetto di aver letto questo libro difficile  troppo di fretta per poterne dare un giudizio complessivamente positivo e mi riprometto  una rilettura estiva più meditata, l’unica che possa confermare o attenuare l’idea che ho maturato  nei confronti di questo personaggio controverso e ingombrante.

Annalisa cannata

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Il libro di Martini non può definirsi una biografia in senso stretto, piuttosto un testo che prende spunto dalla vita e dalla vicenda politica di Craxi per argomentare nuove chiavi interpretative, per proporre una rilettura “autentica” di quegli anni e di quella particolare vicenda. Se nella prima parte del libro Martini sembra tracciare un quadro verosimile della storia personale e politica di Bettino Craxi, nella seconda parte il leader socialista va assumendo la figura idealizzata di vittima ed in ultimo di martire. Cosa non convince dell’analisi di Martini? È un’indagine di parte in cui le valutazioni politiche errate, gli abbagli e le scelte avventate, a volte caparbie di Bettino Craxi, vengono sempre giustificate e oggetto di nuove ed inedite interpretazioni. Un esempio per tutti sono i fatti relativi al congresso del PSI del 1984 a Verona. Berlinguer viene fischiato al suo ingresso al congresso. La dichiarazione di Craxi: “Io non mi posso unire a questi fischi solo perché non so fischiare.” Con queste parole Craxi sancisce la rottura definitiva tra Socialisti e Comunisti e apre le porte alla politica degli insulti e delle offese, sconosciute alla Prima Repubblica, ma a cui adesso siamo tristemente abituati. L’intento dell’autore di “Controvento” è proporre degli interrogativi e delle risposte, che talvolta riescono ad insinuare nel lettore dei dubbi, altre volte no, in una prosa singhiozzante che trova respiro solo nelle ultime pagine.

Caterina Pietravalle

 

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