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Ennio Morricone di Italo Moscati
Castelvecchi

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Bari  “Le donne in corriera”
coordinato da Maria Gabriella Caruso
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Nella biografia di Morricone l’autore ci racconta non solo il musicista ma, soprattutto, l’uomo.

Ci descrive il suo carattere, il suo grande amore per la moglie Maria e per i figli, il suo fare discreto e il suo vivere senza clamore. Ci descrive gli incontri con i tanti grandi registi con cui ha collaborato. Tanti i nomi, tutta la storia del cinema, come per es Liliana Cavani, con alcuni ha avuto un lungo sodalizio come Sergio Leone e Giuseppe Tornatore e con alcuni ha avuto degli scontri come per es Oliver Stone, Bellocchio e Tarantino. Ci racconta del suo grande rimpianto di non aver potuto collaborare con Kubrick per la colonna sonora di Arancia meccanica. Leggere questo libro è stato come fare un viaggio in due mondi paralleli, cinema e musica..Mi sono sentita portare per mano in 50 anni di cinema e ed un certo punto ho proprio avuto l’esigenza di continuare la lettura avendo come colonna sonora la musica del maestro. Moscati conclude il libro con la frase detta da Morricone “non voglio disturbare”. Morricone se n’è andato con la consueta discrezione lasciandoci le colonne sonore di “mille e rotti film” e altre numerose composizioni di “musica assoluta” , come la chiamava lui è persino un’unica opera lirica Partenope. Un libro scritto molto bene. Un atto di amore per la musica e per il cinema.

Mara Dentamaro

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A tutti è nota la grandezza del compositore e direttore d’orchestra Ennio Morricone, ma sfogliare il racconto della sua vita e guardare da vicino tutto quello che ha creato per noi, il suo pubblico, è   emozionante. L’Autore di questa breve biografia è riuscito a trasferire la bellezza, la pienezza e l’accuratezza con cui il Maestro si accingeva a realizzare i capolavori che oggi raccontano anche l’evoluzione del cinema italiano e non solo.

Il Maestro, dedicandosi al cinema, per caso e per scelta, ha dovuto superare le pesanti critiche del suo maestro Petrassi, che avrebbe voluto che si dedicasse soltanto alla ‘Musica Assoluta’, quella seria, quella da cui era partito dagli studi presso il Conservatorio, da Bach e Stravinskij.

Ma il Maestro sosteneva che con la musica assoluta si faceva la fame, mentre le colonne sonore gli permettevano di sostenere la famiglia. E poi con i registi, i più grandi, Elio Petri, Luchino Visconti, Sergio Leone, Liliana Cavani, Lina Wertmuller, ecc, Morricone era riuscito a cambiare il rapporto Musica/Film: la musica non più sottofondo alle scene, ma protagonista della scena, tanto che in molte situazioni la musica ‘parla’ narrando la storia, non accompagnandola. Un altro pregio delle colonne sonore di Ennio Morricone è la vita propria delle musiche: i brani viaggiano nel mondo al di fuori del film per cui sono state scritte. L’Autore consente al lettore di conoscere un po' di più il grande Maestro, confermando la grandezza già nota e creando il bisogno di rivedere i   film per riascoltare la Sua Musica.

Lucia Berardino

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Brividi di commozione accompagnano la lettura di questo libro, in cui risuonano le note, penetranti e indimenticabili, di colonne sonore che hanno scritto pagine memorabili della storia del cinema e restano scolpite nei cuori.

Riecheggiano sonorità indelebili che hanno raccontato le scene, scandito il passo delle inquadrature, dato voce alle immagini, rivelato l’invisibile, scatenato emozioni intraducibili.

Riaffiorano partiture musicali prepotentemente evocative e suggestive che, scavalcando i confini dello schermo, continuano a vibrare sulle corde della memoria universale.

Italo Moscati, con una scrittura sincera e appassionata, ripercorre la carriera artistica del grande Maestro Ennio Morricone, “il suonatore di tromba”, riannodando il filo delle innumerevoli pellicole rese celebri dalla sua musica.

Dagli esordi agli Oscar, dagli arrangiamenti alla sperimentazione della “Musica Assoluta” di ricerca, passando per la celluloide che lo ha reso famoso al grande pubblico, l’autore ricostruisce l’ascesa di un genio creativo, un talento senza confini.

Morricone si avvicina al cinema negli anni della “Dolce Vita”, ma è il sodalizio con Sergio Leone a legare indissolubilmente la sua musica alla pellicola, consacrandolo Maestro delle colonne sonore. Scopriamo che sono amici di gioventù. Si ritrovano, fondono le loro arti e reinventano la storia del cinema, suscitando echi in tutto il mondo. Così il Western all’italiana viene inondato da cascate di note che dettano i ritmi, aggiungono significato, disegnano visioni, suggeriscono sensazioni, preannunciano fotogrammi. Soprattutto toccano sempre il cuore e non sono mai uguali a se stesse. Aggressive e commoventi, struggenti e leggere, alte e solenni. Intense. “Si fanno ascoltare anche fuori dal film e non si staccano dalla testa”

Tutto inizia con “Per un pugno di dollari” (1964)

Instancabile e appassionato compositore, Morricone scrive musiche per Brian De Palma, Giuseppe Tornatore, che gli consegna ben 13 film, ed altri registi.

Ogni film una sfida alla sua immaginazione, un lavoro di creatività, nello sforzo di interpretare i desideri dei registi, senza prestare troppa obbedienza. Più spesso imponendo le sue idee.

Ripetutamente candidato all’Oscar, è con “The Hateful Eight” di Quentin Trantino che entra a pieno titolo nell’Olimpo delle celebrità. Il film nel 2016 riceve l’Oscar per le musiche e  il Golden Globe per la migliore colonna sonora. 

Questo libro possiede il dichiarato intento di immortalare la grandezza di un compositore senza uguali, entrato nel “firmamento delle stelle”.

Gli eventi, scanditi dalla precisone della ricostruzione storica, sono affidati ad una narrazione che scorre sulle onde della partecipazione emotiva.

Il tono è confidenziale, ma pervaso da profonda reverenza.

Orgogliosamente, l’autore rivendica un’amicizia personale col Maestro, che giustifica la scelta di raccontarlo, chiamandolo per nome: “Ennio. Dico solo il nome per tenermelo più vicino”. Non sconfina mai nell’intimità invadente. Con affettuoso distacco e garbo ne svela tratti di personalità inediti e ripesca dal suo passato aneddoti sconosciti, che coinvolgono il lettore, appassionandolo alla storia.

La scrittura regala momenti lirici laddove riporta letteralmente la voce del grande musicista: “Il successo viene certo dal talento ma più ancora dal lavoro, dall’esperienza e dalla fedeltà: alla propria arte e alla propria donna. Mi sono dato la regola di fare meglio, sempre. Anche se non sempre ci si riesce.”

Katia Berlingerio

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In questa biografia di Ennio Morricone Italo Moscati ci fa conoscere l’opera del Maestro che ha caratterizzato tutta la metà del XX secolo e il primo ventennio del XXI.  Ci fa conoscere la vita del musicista, il suo atteggiamento schivo, educato e riservato e insieme a lui ripercorriamo la storia del cinema italiano ed internazionale degli ultimi decenni. Scrivere musica per il cinema vuol dire dare al racconto ricchezza emotiva, completare e ampliare il senso di una scena o il punto di vista di un personaggio. Le musiche nel cinema sono un grande viaggio senza fine .

Beatrice Greco

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Un libro che mi ha delusa e che mi è sembrato persino superficiale. Ampio spazio alle citazioni delle sue collaborazioni con i diversi registi a partire da Sergio Leone e Giuseppe Tornatore ed anche al suo impegno per la “musica assoluta”. Nulla tuttavia che ci faccia scoprire qualcosa in più di questa straordinaria persona al di là del garbo e della sobrietà che hanno caratterizzato le sue apparizioni pubbliche.

Annamaria Iodice

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Questo libro musicale parla della vita, prevalentemente artistica e lavorativa, del grande Maestro Ennio Morricone, le cui numerosissime creazioni musicali fanno parte della nostra realtà culturale italiana. L’autore, che è anche sceneggiatore, regista, critico televisivo e teatrale, ci parla del Maestro con uno sguardo di evidente vicinanza e conoscenza non solo sua, ma di tutto il mondo cinematografico e artistico ,delle leggi e mode e delle dinamiche personali e di marketing. Lo scrittore ha vissuto in prima persona in questo mondo, conoscendo personalmente molti personaggi famosi, ma anche dei retroscena che racconta nel libro, a me sconosciuti. Descrive il Maestro, figlio d arte, come una persona seria, discreta, molto volitiva e produttiva, ma nello stesso tempo moderna ,aperta alle innovazioni tecnologiche e che anticipa i tempi con la sua ricca creatività. Bella la descrizione dell’amicizia e dell’alleanza e sintonia lavorativa con Sergio Leone prima e poi con Giuseppe Tornatore. Con entrambi ha prodotto delle musiche notissime ricche di sentimenti e melodie che esaltano le immagini cinematografiche e che ne prescindono, ormai nella memoria collettiva di noi tutti. Molte, forse troppe, sono le pagine dedicate alla descrizione di particolari scene di film, alla storia del cinema italiano e americano, con tanti nomi e date e, per chi come me non conosce o non ricorda diventa difficile e noioso seguire queste descrizioni. Morricone, anche con le sue delusioni, frustrazioni e umane aspettative mancate rimane un grandissimo artista, le cui creazioni saranno intramontabili ,ricche di suggestioni e risonanze emotive universali.

Valeria Grasso

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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