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Gli occhi di Fellini di Rosita  Copioli
Vallecchi

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Milano 3“La banda del book”
 coordinato da Moira Maggi
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Un testo decisamente denso e ricco, in cui puoi trovare molto sia del Fellini registra che del Fellini uomo. Cogli bene la conoscenza che ha di Fellini l’autrice, che delinea dettagliatamente la filmografia del regista ma soprattutto ciò che si cela dietro un uomo poliedrico e complesso… e quindi ti inoltri – talvolta quasi perdendoti – in un continuo susseguirsi di riferimenti alle relazioni di Fellini con artisti ma soprattutto approfondisci riferimenti di letteratura e musicali.

Anna Paladino

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Noiosissimo libro su Fellini, si legge con fatica, salverei solo il finale, quello del capitolo degli ultimi anni, ma proprio se devo salvare per forza qualcosa.

Mi aspettavo una biografia romanzata mentre è semplicemente una sfilza di informazioni stile “enciclopedia del cinema”.

Non vedevo l’ora di finirlo, e ho tirato un sospiro di sollievo quando sono arrivata all’ultima pagina.

Forse andrebbe letto a spizzichi e non in un’unica soluzione.  

Sabrina Manzo

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Amo molto Fellini, il regista, e la fantasia del suo cinema, e mi avrebbe quindi fatto molto piacere approfondirne la conoscenza.  In effetti il testo è diretto agli amanti di Fellini. Però non a quelli (come il sottoscritto) del regista, ma a quelli (come l’autrice) del Fellini Sig. Federico in persona, che possibilmente l’abbiano anche fisicamente frequentato e ne siano stati amanti.  Cerchia ben più ristretta, come si vede, ed alla quale appartiene l’autrice. Da innamorata, come d’uopo, non riesce mai a sollevarsi dal livello dell’adorazione totale, assoluta, acritica, cieca, e ad ogni pagina, riga, parola, veniamo schiacciati e intimiditi dalla descrizione della grandezza di Fellini, in ogni dimensione dell’umana esistenza: di quanto fosse dotto, intelligente, intenso, penetrante, acuto, umano, profondo, creativo, vulcanico, seducente, trascinante, comprensivo, generoso, psicologo, manipolatore e così via. Per 380 pagine, senza un cedimento.  Convinti della propria piccolezza, ignoranza ed inadeguatezza, e fattacene una certa ragione, si chiude il libro tremendamente storditi dalla noia procurata da questa interminabile dichiarazione d’amore della Sig.ra Copioli, della quale non credo correrò in libreria a cercare altri titoli.

Carlo Faggionato

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Chiampo "Sentieri di lettura"
coordinato da Marianna Repele
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Ho affrontato con tanta buona volontà questo saggio, estremamente ricco ma anche di difficile lettura per una non addetta ai lavori come me. Con grande nostalgia per i miei studi classici, ho scoperto così che Fellini nei suoi film ha adottato la cosmogonia di Esiodo e si è ispirato al mito del Labirinto ed alle figure mitologiche dell’Olimpo. Il regista è stato l’uomo più completo del Novecento, grazie alla sua conoscenza di Jung e della letteratura di ogni epoca e alla sua amicizia con scrittori come Simenon. Affascinato dal libro Pinocchio, che considerava un testo come la Bibbia, inseguendo l’estro inesauribile dell’immaginazione ha restituito con ciascuno dei suoi film una rappresentazione memorabile della storia italiana, e più nel profondo, dell’anima umana., Il finale sempre aperto dei suoi film ricorda l’”indeterminato” leopardiano, reminiscenza del Poeta di Recanati che ritorna soprattutto nella Voce della luna. Ha amato la sua Rimini e il suo dialetto (storica la sua collaborazione con Tonino Guerra) ed ha coinvolto Pierpaolo Pasolini nell’introduzione dei dialoghi borgatari nei suoi film e Andrea Zanzotto, nel tentativo di restituire freschezza al dialetto veneto ormai divenuto stucchevole. Nelle sue opere è presente il mondo del circo, strettamente legato all’infanzia, e spicca il tema della solitudine, dilemma moderno. Inestricabile è il suo rapporto con il femminile e risuonano nei suoi film le domande che da sempre si pone l’Uomo: Chi sono? Che cosa faccio nel mondo? E’ questa l’attualità di Fellini, un genio che. nei suoi ultimi anni, ha vissuto la crisi del cinema e l’invadenza della televisione.  

 

Antonella Burrini

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Un libro, a mio parere, scritto per una nicchia di profondi conoscitori e amanti del cinema felliniano.
Penso che per leggerlo sia necessaria una cultura cinematografica, che sinceramente io non ho, forse per questo motivo la biografia non è stata alla mia portata.
L'ho trovato molto faticoso fin dall'inizio, ho insistito, ma non sono riuscita ad andare oltre le prime cento pagine.
Ho avuto l'impressione di leggere un lungo elenco di nomi e film, fine a se stesso senza approfondire in modo coinvolgente, senza creare quella curiosità necessaria per far venir  voglia di continuare la lettura.
Mi aspettavo che venisse raccontato l'uomo Fellini, magnifico artista qual'era, con aneddoti riguardanti la sua vita e le persone tutt'altro che comuni, che lo circondavano, immaginavo di ritrovarmi con la mente in un favoloso viaggio ne: La dolce vita, purtroppo nulla di tutto ciò è successo.
Mi dispiace tanto, ma non è un libro che consiglierei

Stefania Dalla Gassa

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Un saggio di grande malia.

Un ritratto perfetto del regista, colui che racconta alla scrittrice (Rosita Copioli) analizzando ogni argomento: il soprannaturale, l’amore per Jung, l’inconscio e l’irriconoscibile, il sogno, i miti greci, l’arte e la letteratura.

Fellini, un grande uomo colto, a 360°.

Un saggio di poesia ed una meravigliosa narrativa, decisamente raffinato.

 

Silvia Galiotto

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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