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La mia rinascita di Francesca Schiavone
Mondadori

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Triuggio “Canonica”
coordinato da Carlo Riva

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 “Se la mia vita potesse riassumersi in tre parole, penso sarebbero queste: Tutto è possibile.”

La vita di Francesca Schiavone gira intorno a questo mantra.
Da qui deriva la sua tenace volontà, il suo impegno costante per costruire “mattone su mattone” la sua carriera, la sua “disciplina per un sogno”. Così come il suo reinventarsi alla fine della sua carriera, e il modo in cui ha saputo affrontare la malattia e la sua rinascita.

Il libro è l’autobiografia di una grande tennista, l’unica italiana ad aver vinto il Rolland Garros.

Il racconto parte dal presente, da una cena nella casa di famiglia in Franciacorta con parenti ed amici cari, punti fermi della vita della Schiavone.
Partendo dal presente ci fa rivivere tutte le tappe della sua vita: il sacrificio, la passione, il successo, il momento di fermarsi, la malattia, i progetti per il futuro.

Un libro semplice e scorrevole, un racconto intimo che non fa trapelare però grandi emozioni.

Miriam Casiraghi

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Il sottotitolo fa credere che il libro ruoti soprattutto attorno alla malattia della scrittrice/protagonista invece il racconto si dipana lungo tre fasi della sua vita.

Fasi che a volte si intrecciano creando un po’ di confusione, ma che sono legate tra loro e sostenute da un unico pensiero, quasi un mantra: Tutto è possibile.

Un concetto presente nel libro fin dalle prime pagine, che attraversa tutto il percorso della Schiavone e che racchiude tutta la volontà, l’impegno, la forza e la costanza nell’affrontare le tante e diverse difficoltà della vita , che siano  legate al tennis, alla salute, alla famiglia e ad un nuovo progetto di vita.

Come quando le persone del suo team, che l’hanno supportata e accompagnata per molti anni con grande affetto, la lasciano quasi contemporaneamente; oppure quando si ritrova incapace di godere la vittoria appieno, vivendola invece come un peso, e dopo la morte di Luigi il medico-amico, la malattia di sua madre prima, e la sua poco dopo.

Ecco che, nonostante la grande sofferenza, il suo mantra torna “Tutto è possibile”.

Chiara Frigerio

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Il titolo di per sé è molto evocativo, rimanda a un percorso il cui risultato è una ripartenza, un nuovo inizio. Senza dubbio Francesca ha dovuto fare i conti con una situazione inaspettata e seria … come spesso sono le malattie, i dolori, i problemi della vita di molti di noi, per alcuni nell’arco della vita tanti e tanto faticosi. La narrazione soffre un po’ di un tono troppo assertivo che non consente al lettore di sentire proprie quelle situazioni, le riconosciamo, le leggiamo ma non arrivano a emozionarci. Forse per pudore si narra tutto in una chiave già risolta, si sottolinea il privilegio di una nuova opportunità, dall’indice: la prima vita, la seconda, la rinascita, i fantasmi non esistono … ed invece ci fanno così spesso compagnia. Lunga vita a Francesca e alle sue nuove attività forse potremo emozionarci mangiando un piatto ben curato nel suo ristorante.

Maria Pisilli

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Un lungo racconto di vita senza scosse emotive, senza il coinvolgimento profondo del lettore nel vivere una brutta malattia della protagonista.

Forse perché tutto si è risolto, forse perché il passaggio ad una nuova dimensione di vita era già in essere e tracciato, si leggono pagine dove empaticamente si vede il dolore e la sofferenza ma tutto così lineare e semplice che manca appunto di pathos ed elaborazioni.

Carlo Riva

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Arezzo “Gli instabili”
 coordinato da Dorine Shkreli ***  

 

Sopravvissuta aduna seria patologia oncologica, la Schiavo, in questo libro, racconta la sua vita intessuta di vittorie eclatanti nel tennis che ne hanno fatto una campionessa dall’invidiabile carriera. Scritto con sincera partecipazione, dalle pagine del libro emerge la figura di una donna dalla volontà ferrea e dotata di una forte tenacia che, forse, più del talento, le hanno permesso di arrivare a grandi risultati. L’affetto di persone a lei vicine, l’hanno supportata in percorso di vita che non le ha risparmiato drammi familiari ed una prova durissima da combattere con la propria malattia. La forma letteraria con cui il libro è stato concepito, è molto semplice, ma è resa più vivace dalla immediatezza dei dialoghi che intercalano episodi particolari o particolari momenti vissuti accanto a persone determinanti a cui la Schiavo è stata legata nel corso della sua vita.   

Vincenza Seggi

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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