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Le muse nascoste di Lauretta Colonnelli
Giunti

 

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Napoli “IoCiSto”
coordinato da Gigi Agnano
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Libro particolarmente interessante nella sua struttura consultiva.

Per me è la prima volta che guardando un capolavoro mi incuriosisco all' effigie della donna rappresentata. Molto mi ha colpito la MOGLIE MELA, Hortense Fiquet, moglie di Cézanne, che " cercò di trasformarsi e sentirsi MELA". Sarebbe oggi possibile una tale sottomissione se pur richiesta da un grande artista? È un libro che porterò con me ogni qualvolta mi appresterò a rifrequentare musei e mostre.

 

Silvana Quadrino

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Ad ognuno di noi, andando a visitare un museo, capita di soffermarsi davanti al quadro e restare incantati da una figura femminile che semmai emerge rispetto alle altre figure. Generalmente ci accontentiamo delle notizie che ci da la guida nel nell'illustrare il quadro, mentre invece l'autrice de "le Muse nascoste", Lauretta Colonnelli ci ha offerto uno studio approfondito di alcune delle donne, che, simili a Muse, hanno ispirato i nostri grandi pittori. La Colonnelli ha condotto indagini profonde che l'hanno portata a raccontare amori nascosti drammi violenze subiti Da queste donne alcune famose altre sconosciute nel corso dei vari secoli. Tutto questo fa sì che il libro risulti davvero interessante ma soprattutto di consultazione posso dire di averlo trovato davvero interessante e per questo averlo scelto.

Rita Gramaglia

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Mi è piaciuto molto il lavoro di Lauretta Colonnelli perché rende giustizia e restituisce qualcosina in termini di identità e – perché no – di notorietà alle tante donne, per lo più sconosciute, che hanno prestato la propria immagine e, a volte, tratti della propria vita, ad artisti famosi e osannati. Un lavoro di ricerca appassionato, che intriga il lettore, dandogli il piacere di riscoprire delle opere d’arte anche molto note, ammirandole con uno sguardo diverso, più consapevole e intenso.

Gigi Agnano

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Questo libro interessantissimo, attraverso un’accurata ricerca, è riuscito a dare nome e personalità a figure di donne che abbiamo solo ammirato o semplicemente guardato in dipinti famosi senza mai chiederci chi fossero, per noi erano involucri senza vita, semplici immagini che ci facevano sognare, sorridere o magari inorridire. Il pregio maggiore però a mio avviso, oltre allo stile semplice e scorrevole e alle bellissime immagini dei quadri citati, è quello di aver mostrato il vero volto di molti grandi artisti che in fondo erano solo dei piccoli uomini. La frase famosa “Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna” leggendo questo libro può essere sostituita da: Dietro un grande artista c’è sempre una donna che si è sacrificata per lui.  “Sacrificata” in tutte le accezioni che questa parola può assumere. Una donna che ha rinunciato a mettere a frutto il proprio talento, alla carriera e in alcuni casi, addirittura alla sua “umanità, come Hortense Fiquet a cui Cézanne intimava di “sentirsi mela” e di rimanere immobile per ore per posare per lui.

Alcune riuscirono a liberarsi dal giogo psicologico come Gabriele Münter che scriveva: “Agli occhi di molti io sono soltanto un’appendice insignificante di Kandinskij. Che una donna sia un essere creativo e possa avere un talento autonomo, lo si dimentica volentieri” e “Nessuno ha riconosciuto il mio ruolo determinante. Tutti hanno visto in me solo l’amazzone del Cavaliere azzurro. Che io dipingessi era un fatto secondario”, e che, presa coscienza della volontà del pittore e degli altri artisti che frequentavano, di annullarla come pittrice, lasciò Kandinskij per riappropriarsi della propria individualità e libertà. Per una Gabriele però c’erano tutte le altre che erano disposte a sottomettersi e a “sacrificarsi” come Nina von Andreevskaja che scriveva: “Una donna che ama davvero un uomo deve saper mandare avanti la casa e cucinare bene: deve annullarsi davanti a lui ed essere disposta a molti sacrifici per permettergli di compiere il suo lavoro senza problemi. Io l’ho fatto con Kandinskij: per questo abbiamo formato una coppia così felice”.  

Quante povere Muse nascoste!

Annamaria Vargiù

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Circolo letterario di Robinson
di Vigevano “Circolo Bibliosofia”
coordinato da Raffaella Barbero
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Questo libro riccamente illustrato è un affascinante viaggio nel mondo della storia dell’arte. La sua impostazione è decisamente originale, attraverso l’analisi di dipinti di secoli diversi, veniamo catapultati nella vita dei grandi pittori. Entriamo nella loro vita, respiriamo la stessa aria, pare di poter toccare le loro emozioni, avvicinandoci alle muse che li hanno ispirati.

È una lettura ammaliante, in grado di rapire sia il lettore amante dell’arte sia chi è curioso di conoscere come nasce un processo creativo, da chi viene ispirato un capolavoro.

Il libro celebra le donne e giovani fanciulle, portando alla luce le loro storie e rendendole vive, dopo questa lettura non saranno più solo capolavori su tela, ma ci sembrerà di conoscerle, di vederle fra la gente.

Ne ho apprezzato anche le ricche illustrazioni a colori, un libro che non può mancare nelle nostre biblioteche.

Maria Basiricò

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Curiosità, intrighi, scoperte. In questo saggio un crogiolo di quel che non si sa viene a galla, sbalordendo e a volte lasciando piacevolmente sorpresi per il gusto assaporabile della scoperta appena avvenuta. Inoltre, è proprio il caso di dirlo, più spesso anziché no, di fianco a un famoso artista vi è una musa senza la quale l'artista sarebbe stato uomo senza fama.

Simone Satta

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
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