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Leonardo ingegnere di Andrea Bernardoni
Carocci

 

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Circoli dei lettori del torneo di Robinson
di Novara "Pagine al Darjeeling"
coordinato da Laura Digianfrancesco
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Che cosa è mai una vite, quali sono le sue applicazioni? E quanto importante è la geometria di un filetto dalla forma triangolare o quadrata? Dall’approfondimento del tema delle filettature si arriverà a dimostrare l’equivalenza tra vite e piano inclinato. E soltanto una fra le tante intuizioni leonardesche, genitrici poi di applicazioni meccaniche e tecnologiche. Seppur trattasi di biografia a carattere tecnico e, quindi, non di facilissima lettura, il libro di Bernardoni risulta essere istruttivo ed anche educativo. Leonardo seguì un apprendistato per tredici anni. Gli artisti medievali avevano una preparazione poliedrica. Il talento e le inclinazioni personali erano sì determinanti, ma la formazione del bagaglio tecnico di base richiedeva un impegno nell’apprendimento di molti processi operativi. Che lo sappiano coloro che studiano quanto serve per passare l’esame.

Tiziana Del Sale

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Per chi ama la storia d’Italia, l’arte e in particolare l’ingegneria resterà incantato da questa biografia che vede sotto una luce moderna le opere create da Leonardo da Vinci. Attraverso un percorso cronologico costruito sui disegni tecnici, Bernardoni ci dimostra meticolosamente quanto sia varia l’opera ingegneristica, passando dalle macchine per la tessitura e dalle artiglierie meccaniche alle sculture equestri e ai progetti idraulici. La formazione poliedrica avvenuta nelle varie botteghe italiane portava l’artista vinciano ad esplorare confini. È stata l’ingegneria a portare Leonardo ad approfondire sul piano sperimentale le sue varie idee anche riguardanti la pittura, poesia e filosofia. È come se il lettore, guidato dai vari riferimenti ai manoscritti leonardiani, tornasse indietro nel tempo e si trovasse al fianco dell’artista entrando nel suo laboratorio mentale.

Natalie De Waard

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La figura di Leonardo riveste certamente un grande fascino, perché da sempre richiama alla mente la definizione stessa di "genio".  Il profilo accurato che ne disegna Andrea Bernardoni non smentisce naturalmente la mia opinione pregressa, anche se il libro è estremamente dettagliato, molto vicino al saggio storico più che ricondurre all'aspetto creativo di Leonardo.

Valeria Di Tano

 

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Circoli dei lettori del torneo di Robinson
di Sezza “Lettera Ventidue”
coordinato da Gabriella Tomei
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Il volume "Leonardo ingegnere" mi ha subito attratto vista la mia formazione umanistica. La biografia è documentatissima e veramente interessante sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista artistico e scientifico.

Silvia Candrina

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Biografia per appassionati di ingegneria e conoscitori della materia. Certo Leonardo, genio poliedrico, è stato un grande ingegnere, le sue idee sono state rivoluzionarie e conoscere i meccanismi che hanno portato a grandi invenzioni è interessante, ma il libro non riesce a catturare il lettore, ad avvicinarlo al Leonardo uomo. La lettura risulta faticosa e poco coinvolgente.

Chiara Bianchetti

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L’intento di Andrea Bernardoni, allorché propone al lettore la biografia di Leonardo da Vinci ingegnere, viene rivelato da lui  stesso nella introduzione all’opera: quella di fare il punto sugli innumerevoli studi che in questi anni, come è già accaduto negli anni trenta e quaranta del novecento, fioriscono intorno alle macchine  leonardiane, che piuttosto che analizzare l’immenso corpus di disegni, progetti, i manoscritti, studi scientifici tendono ad esaltarne gli aspetti sensazionalistici del geniale inventore. Bernardoni ci restituisce un’immagine di Leonardo che, partendo dagli studi pittorici nella bottega di Andrea del Verrocchio, si concentra sulla sua immensa attività di ricerca ingegneristica. Del resto, nelle botteghe artistiche rinascimentali la formazione dell’artista non poteva prescindere dalla conoscenza scientifica, che si traduceva nell’apprendimento delle discipline più varie: dalla chimica, alla meccanica, alle tecniche di fusione. Certamente gli studi ingegneristici non furono mai fini a sé stessi, né semplicemente utilitaristici, sebbene le loro implicazioni pratiche siano evidenti. Interessantissimo, ad esempio, è il resoconto di Leonardo sulla tecnica utilizzata per il posizionamento della “palla”di bronzo posta sulla sommità della lanterna della cupola di S. Maria del Fiore del Brunelleschi. Tuttavia l’autore riesce a dimostrarci come lo studio delle macchine, sia che si riferiscano a macchine per il sollevamento, ad argani, a strumenti bellici, ad opere idrauliche o a prototipi per il volo, riveli un superiore interesse di Leonardo, e dell’artista rinascimentale, in generale per la comprensione più profonda della natura e delle sue leggi. L’autore ci suggerisce, in definitiva, che le macchine interessano a Leonardo in quanto rappresentano uno straordinario strumento di conoscenza dei fenomeni naturali, e la ricerca altro non è che esigenza ineludibile, qualunque sia l’attività alla quale Leonardo sia dedito.

Carla Pasqualucci

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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