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Margaret Thatcher di Eva Garau
Carocci

 

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Circolo dei lettori del torneo
di Robinson di Palermo 3 “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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La biografia di Margareth Thatcher ricostruita da Eva Garau si presenta come un eccellente saggio scientifico di storia contemporanea. L’autrice ripercorre, in forma per così dire ‘annalistica’, le fasi della vita personale e politica della Lady di ferro dall’infanzia all’approdo a Downing Street, contestualizzando con rigore e competenza le vicende biografiche e politiche della Thatcher nel panorama storico, sociale e geopolitico dell’Europa, della Gran Bretagna e del partito conservatore dagli anni ’40 alla fine degli anni ’70 del Novecento. Ne viene fuori un ritratto equilibrato e onesto, che – pur rilevando le difficoltà della Thatcher nel farsi strada dentro un partito tradizionalmente misogino – non ne sottace (e anzi ne sottolinea) le ambiguità, la spregiudicatezza politica, i repentini cambi di orientamento, le strategie mediatiche volte a mantenere il potere, le derive reazionarie, sovraniste anti-europeiste e a tratti anche razziste.

L’autrice si serve di una documentazione di prima mano: materiali d’archivio, lettere personali e istituzionali, trascrizioni di discorsi, interviste radiofoniche e televisive, pubblicistica varia. Il taglio è prevalentemente politico, ma non mancano interessanti considerazioni di ordine sociologico e culturale: particolarmente significativa è ad esempio la ricostruzione della campagna elettorale del 1979, con le strategie messe in atto dai consulenti della Lady di ferro per rimaneggiarne l’immagine pubblica ai fini di una più ampia e capillare costruzione del consenso.

La bibliografia è piuttosto scarna, forse per la penuria di studi scientifici specifici, ma la Garau compensa con l’ampio uso di fonti dirette, che restituiscono al testo una qualche vivacità.

Pietro Giammellaro

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Ciò che più colpisce, dalla lettura di questo saggio, è forse la “lunga durata” di alcune idee e posizioni politiche, oggi ampiamente diffuse anche tra le classi politiche progressiste e socialdemocratiche europee: trovare le radici del sovranismo xenofobo e razzista in un’Europa degli anni ’60 e ’70, in cui le migrazioni di massa non erano certo all’ordine del giorno, fa un po’ specie; ci si accorge di come certi fili ideologici, pur camuffati, continuino ad attraversare la storia del vecchio continente senza soluzione di continuità.

Laura Guercio

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Eva Garau ci consegna una biografia di Margareth Thatcher approfondita e ben costruita: attraverso l'analisi di documenti, interviste e discorsi, ricostruisce il percorso personale e politico della "Lady di ferro", il suo ingresso nel Parlamento inglese e la nomina a premier, rintracciando le origini di quel pensiero conservatore radicale che sarà il thatcherismo. Malgrado gli evidenti  pregi del libro non è però riuscito a conquistarmi perché costruito come saggio minuziose più che come narrazione della vita della Lady che tanto ha contribuito alla svolta neoliberista del Regno Unito e, indirettamente, di quella europea.

Viviana Conti

 

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Circolo dei lettori del torneo
di Robinson di Palermo 1 “Gli amici del Venerdì”
coordinato da Paola Ardizzone
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Il testo, inserito nella collana “Studi Storici” delle edizioni Carocci, è molto accurato, pieno di riferimenti al contesto politico, sociologico, economico in cui la figura della Thatcher emerge pian piano dalla dimensione del piccolo centro di provincia fino a varcare la soglia di Downing Street. L’apparato delle note è spesso chiarificatore rispetto ad alcuni passaggi che, per i lettori italiani, risulterebbero poco chiari, ma spesso appesantisce la scorrevolezza della lettura. I personaggi di contorno in ambito politico sono tratteggiati con scrupolo documentario e costituiscono lo sfondo su cui la Thatcher a poco a poco ritaglia il suo ruolo; a questo proposito, è interessante constatare come il testo della Garau arricchisca con tanti riferimenti il costante legame tra la “donna”, con i suoi doveri di moglie e madre cui la Thatcher non vuole mai venir meno, e il personaggio politico, che con determinazione ferrea centra i suoi obiettivi. A fronte di questi pregi devo dire però, devo ammettere che ho faticato moltissimo, perché l’eccesso di note e riferimenti ostacola la lettura, rendendola intermittente e noiosa.

Paola Ardizzone

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Cosa ha fatto della Thatcher la prima donna eletta primo ministro della Gran Bretagna? Come, la figlia di un droghiere, è diventata la “Lady di ferro” che per oltre un decennio ha guidato la Gran Bretagna promuovendo cambiamenti sociali, politici ed economici che continuano a segnare anche la storia contemporanea di questo grande paese? Il saggio di Eva Garau, che certamente non è la prima biografia su questa grande figura del novecento, si caratterizza per la scelta di concentrarsi sul periodo che precede l’ingresso a Downing Street della Thatcher, attraverso il racconto della sua formazione e dell’ascesa politica, dell’influenza esercitata dai valori religiosi e morali, della sua fede incondizionata nel monetarismo e nel libero mercato, della fiducia nel merito come unico viatico per il successo e della diffidenza verso ogni forma di collettivismo e socialismo.

Ermanno Lombardo

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Il mio voto per questa tornata è Garau 1 Sorgi 0, giusto per il maggiore e più evidente sforzo messo in campo dalla prima.

Per quanto riguarda le piccole note critiche ho qualche problema in quanto la noia profondissima che ho patito leggendo i due libri offusca seriamente la mia capacità di giudizio...

Serenella Tinaglia

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