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Nick Cave. Bad Seed, la ballata di Re inkiostro di Massimo Padalino
Odoya

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Milano 3“La banda del book”
 coordinato da Moira Maggi
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Confesso che non ho approfondito l'ascolto di Nick Cave come avrei dovuto e voluto. La mia conoscenza si limita a un paio di album di fine anni '80 e primi '90 e alla fortuna di averlo incontrato in un fumoso locale di Kreuzberg negli ultimi giorni di dicembre dell’89. Per questo mi sono approcciata alla lettura del libro di Padalino carica di curiosità e una certa dose di entusiasmo.

Mi aspettavo una biografia incentrata sulla vita e la carriera artistica di un autore culto e ho trovato una monografia non convenzionale della sua poetica, ricca di stimoli e focalizzata soprattutto sull’analisi appassionata dell’universo lirico di Cave.

Padalino scava nelle incertezze e nei mutamenti di questo musicista unico, si incentra sulle singole parole e sui significati reconditi di alcuni testi, sulle parabole di significati e di rimandi letterari, rendendo il racconto dei suoi album una nuotata nel mare increspato dalla difficoltà del vivere. Vi ho trovato un Nick Cave dalle mille personalità, dalle mille risorse: un profeta errabondo che scrive e canta dell'uomo e dei suoi abissi.

A fine lettura ho constatato che le mie aspettative non sono state disilluse, al contrario ho trovato una perla. Questo bellissimo saggio mi ha entusiasmata al punto da voler colmare le lacune che il tempo ha stratificato e ha risvegliato in me il desiderio di riascoltare e approfondirne la discografia.

Imperdibile. Consigliatissimo sia per i fan di Cave, sia per quelli che non hanno mai avuto modo di approcciare questo prolifico e misterioso autore.

Cristina Casanova

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Ammetto ahimè la mia ignoranza in campo musicale: non conoscevo affatto Nick Cave. Pertanto ho approcciato il testo di Massimo Padalino con grande curiosità, non sapendo nulla del musicista né dei suoi testi e mi sono imbattuta in un artista turbolento, a tratti bizzarro ma decisamente intrigante. Ho apprezzato molto i rimandi letterari e gli approfondimenti che lo scrittore ha fatto rendendo lineare e interessante un percorso di vita e di musica turbolento ma certamente sagace.

Promuovo questo testo per la capacità di aver suscitato in me l’interesse ad approfondire la vita e i conflitti di Cave e a scoprire la sua musica e i suoi testi.

Anna Paladino

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Opera omnia ovvero tutto quanto volete sapere sul cantautore australiano ed il suo gruppo. Ben documentato e ricco di spunti. Testo indispensabile agli intenditori. Astenersi se non appassionati ed addetti ai lavori.

Silvana Paolillo

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Pseudo biografia, inizialmente sorprendente, d’effetto e spesso sconcertante, presenta la discografia e l’universo musicale di un cantante talmente prolifero che la narrazione  spesso, soprattutto  per chi non lo conosce, altro non è che un elenco di titoli e temi, questi ultimi, spesso, solo accennati e raramente approfonditi.

Apprendiamo che Nick Cave, poeta, profeta, filosofo, predicatore, sempre più attirato dalla parola e propenso a fare più letteratura che musica, tratta di tutto, dalla mitologia, alla religione, dalla psicologia al sociale, dalla vita alla morte, senza tralasciare il tema per eccellenza, l’amore, e si ispira a chiunque, da Melville a Dostoevskij, da Faulkner a Nabokov, da Elvis a Dylan passando per  Freud e il bosone di Higgs. Insomma un calderone che non so se possa soddisfare i fan di Nick, sicuramente lascia un po' sconcertati e confusi coloro che non lo conoscevano. Nota positiva: suscita e stimola la ricerca e una certa curiosità per l’autore e per l’ascolto di pezzi che si scoprono essere meritevoli.

Maria Grazia Giovannini

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Leggendo il testo, subito dall’inizio viene da domandarsi: ma chi lo compra un libro così? Probabilmente solo chi conosce a fondo la figura e la musica di Cave, la apprezza, ed ha voglia di approfondire ancora di più.

Per, invece, tutta la restante platea di chi non lo conosce o lo conosce poco, rimane un libro noioso che non appassiona né per quello che dice, né soprattutto per come lo dice. Lascia anche perplessi, la deificazione del protagonista, operazione che può essere apprezzata più da un adolescente che da un pubblico -lettore adulto. Un poco di onestà intellettuale quando si scopre dal libro, che Cave non ha avuto un’infanzia infelice, unico tassello mancante nella costruzione del classico mito del re-poeta-profeta-mistico-sommo-torbido eccetera, in procinto di sfidare l’Eternità, di quegli anni. Genere celebrativo, enfatico all’eccesso.

Anna Ciccarese

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Massimo Padalino, critico musicale e scrittore, affronta vita e opera di Nick Cave, poeta, musicista e cantautore australiano che ha percorso la scena musicale degli ultimi quarant'anni spostandosi in vari continenti.

Padalino ricostruisce l’immagine di un artista ‘maledetto’, ma di grande cultura. Il merito dell'opera è senza dubbio quello di ricostruire i riferimenti culturali del protagonista, partendo dalla Bibbia (in particolare l'Apocalisse) fino a Delitto e castigo di Dostoevskij. Pur nella diversità di stile, di riferimenti culturali e di contenuti (con una netta cesura conseguenza della tragedia della morte del figlio nel 2015). il riferimento alla religiosità e ad un Dio (non corrispondente a nessuna delle religioni rivelate) è per Padalino il filo conduttore dell'opera di Cave.

L'autore riesce ad interessare il lettore e a rendere  affascinante il protagonista, ma il limite dell'opera è che è riferita ad un target preciso: i conoscitori di Nick Cave.  

Renato Mastro

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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