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O’ cammello di Sergio Giuntini
Mimesis

 

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Triuggio “Canonica”
coordinato da Carlo Riva

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La prima sensazione è di essere bombardati da un fiume di nomi, per lo più del mondo del calcio e più o meno noti, accanto a cui si scorge l’intento di raccontare la persona dietro l’atleta e gli ideali che hanno avuto un’importanza pari (se non superiore) alla carriera sportiva. 

Apprezzato il proposito, la stessa benevolenza è difficile che possa attribuirsi anche al contenuto ed alla esposizione della narrazione: ci si imbatte solo in costanti accenni a persone, che raccontano una storia solo a coloro che già li conoscono e, al termine del libro, del protagonista Antonio Bacchetti restano le medesime informazioni che potrebbero trovare spazio sul retro delle figurine dei calciatori.

Maria Grazia Cipitì

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Sergio Giuntini ripercorre in una descrizione dettagliata e puntuale la vita sportiva del “secolo breve” soffermandosi in particolare su fascismo e resistenza, i tremendi anni che hanno attraversato la seconda guerra mondiale.

Il libro sciorina un almanacco di date, campionati, andate e ritorni, tornei calcistici, punteggi, vittorie e sconfitte che travolgono le storie dei calciatori e del lettore.

Partendo dall’assioma dell’atleta genio e sregolatezza, descrive uomini liberi di spirito, anticonformisti che infrangono leggi scritte e non scritte del sistema, gli “irregolari”.

Profilo che interpreta in pieno la figura di   Antonio Bacchetti, “partigiano calciatore”, che si trova spesso “al posto sbagliato nel momento sbagliato” e paga lo scotto del suo carattere intemperante e idealista. Due gli omicidi nei quali si trova convolto e che segneranno la sua vita e la sua fine.

“Abbiamo combattuto col cuore in montagna, ed ora eccoci qua come fossimo malviventi”.

Il libro è una introspettiva su guerra, resistenza e ricostruzione e di tutte le contraddizioni che hanno attraversato questo difficile momento storico.

Marilena Ricchiuti

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Antonio Bacchetti, un calciatore amato e osannato. Un passato spigoloso, che deve rendere conto al presente, all’Italia del dopo guerra, al divenire della guerra fredda, alla sua vita oltre il campo. Non una biografia a senso unico, ma un racconto che lascia molto spazio alla storia del Bel paese, alle mille peripezie che visse in quegli anni e che colpirono e videro protagonista un fenomeno del calcio che avrebbe dovuto portare leggerezza e vivacità ai suoi tifosi.

Non è questo il caso di O’Cammello, nome attribuitogli durante la sua ascesa partenopea, che si scoprirà essere un uomo dalle mille sfaccettature, ahimè non sempre degne di un campione.

Un libro a tratti prolisso, che chiede al lettore di concentrarsi su temi, a mio avviso, non necessariamente pertinenti e utili al fine di comprendere la storia di questo controverso personaggio.

Michela Sormani

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Il testo ha come sottotitolo Vita, morti e miracolosi gol di Antonio Bacchetti partigiano-calciatore. Peccato che inizi a parlarne veramente solo a pagina 67, dopo excursus di introduzione, come quello sul ruolo che calciatori “irregolari” come Best e Maradona hanno avuto nella storia dello sport, note accademiche, citazioni, perifrasi e, subito prima di annunciare l’incipit sul personaggio, dichiarazioni di intenti metodologiche pleonastiche e forbite. Perdiamo spesso la narrazione su Bacchetti nei meandri delle trattazioni, autorevoli e puntigliose, sul contesto storico-politico-sportivo (compresa la Resistenza) e la cronaca anche giudiziaria.  L’autore è storico dello sport, e si vede. Se dovessi fare una tesi, dovrei prendere esempio. Ma io pensavo che avrei letto un libro su Bacchetti, e ho fatto fatica a trovarlo. Dopo poche righe ho continuato solo per dovere.  

Franca Pieroni

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Sicuramente una vita da narrare quella del partigiano-calciatore Antonio Bacchetti.

Sergio Giuntini in questo libro lo inserisce nell’elenco dei calciatori “irregolari”, anticonformisti,
anti-sistema le cui massime figure sono Maradona e George Best, calciatori che hanno sempre vissuto con uno spirito a volte troppo “libero” la loro professione.

Bacchetti risulta “irregolare due volte”, perché oltre che in campo, combatte durante la Resistenza nelle “bande di irregolari” come erano considerati i Partigiani.

Processato per due omicidi, uno per la Resistenza e l’altro per un evento alla fine della carriera calcistica.

Una vita interessante che l’autore però sommerge da continue carrellate di informazioni, citazioni, risultati, formazioni, che spesso annoiano e distolgono l’attenzione dalla vita di O’Cammello,

Solo dopo la metà del libro di Giuntini comincia a parlarci di questo partigiano-calciatore, indomabile e sognatore, “genio di sregolatezza e sfaccettature”, capace di offrire un cappotto ad un infreddolito barbone, come di uccidere a viso scoperto un uomo.

Miriam Casiraghi

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Fin dalle prime pagine O’ Cammello ci fa capire quel che ci aspetta: una lettura pesante. La storia del giocatore Antonio Bacchetti, come cita il sottotitolo <il calciatore-partigiano>, risulta di per sé molto interessante. il racconto tuttavia è estremamente didascalico, un elenco infinito di giocatori e delle rispettive vite, che seppur qua e là interessanti finiscono per annoiare chi non ama troppo lo sport. Personalmente ho trovato fastidioso il libro anche a livello lessicale e soprattutto sintattico, pieno di periodi lunghi e complessi dato anche l’elevato numero di frasi tra parentesi che interrompono la lettura. Il testo sembra in alcuni punti quasi un vero e proprio saggio calcistico che analizza meticolosamente le mille sfaccettature non solo della vita del calciatorenma anche del periodo storico dell’Italia del suo tempo. Questa è la vera grandezza del libro, l’estrema conoscenza dell’autore circa la materia e tutta la ricerca che sta dietro ogni singola nota a piè pagina. Grandezza che non tutti palati (me compreso) non penso sappiano apprezzare.

Giovanni Della Valle

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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