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Ben-Hur di Lew Wallace
Newton Compton

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Novara “Pagine al Darjeeling”
coordinato da Laura Di Gianfrancesco
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Ben Hur e’ un romanzo storico che narra la vita di un giovane principe ebreo caduto in disgrazia a seguito di un’ingiustizia. E’ un libro ricco di descrizioni ma scorrevole, con una trama che cattura e tanti temi che invitano alla riflessione. Personalmente l’ho trovato un romanzo che necessita tempo e rilettura per poter essere apprezzato appieno. Per questo motivo non l’avrei incluso in un torneo, o non l’avrei fatto competere con una lettura per ragazzi come Tom Sawyer. Resta comunque un romanzo molto bello che merita di essere letto.

Sabina Santoro

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Il Romano Messala e l’ebreo Ben Hur. Un’amicizia antica che, a un certo punto, la storia rende impossibile, si trasforma in una vicenda di potere, schiavitù e riscatto. Un romanzo storico intenso in cui la vicenda vera non è tra Messala e Ben Hur, ma tra quest’ultimo e la figura di Gesù Cristo. Ben Hur è un’opera senza tempo, totale, monumentale. Un romanzo coinvolgente che racconta un’epoca storica che continua ad affascinarmi. Dopo aver visto il film, Ben Hur non può più non essere Charlton Heston, ma il libro è mille volte più bello del film.

Il bello di questi romanzi è la capacità di coinvolgere il lettore in ciò che raccontano, anche quando si sa come va a finire.

Cecilia Mattioli

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In un libro può accadere che l’eccesso di parole, digressioni e descrizioni minuziose distragga dal succo della storia ed invece di creare suspense, crei noia e desiderio di andare oltre. È quello che capita in alcune sezioni di questo romanzo nonostante si riconosca il fascino della storia e degli eventi religiosi narrati oltreché dei luoghi visitati.

Ben Hur incarna l’eroe positivo che tutti vorrebbero incontrare nella vita: giovane, bello, ricco, forte, leale, umile però nel porsi nei confronti degli altri. Anche la sua sete di vendetta nei confronti del romano Messala rientra in un quadro di giustizia perché “la vendetta è un diritto per l’ebreo: è la Legge”. Romano d’adozione, ritornerà nella città non per godere del suo prestigio personale ma per mettere le sue ricchezze a disposizione dei cristiani perseguitati da Nerone.

Un romanzo di tal fatta oggi non può più essere annoverato nella sezione della letteratura giovanile, per lo meno nella sua versione integrale, per questo la mia preferenza è andata a Tom Sawyer.

Franca Sacco

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Su Ben Hur che dire, ho sempre pensato che esistesse solo il film... e sarei rimasto volentieri con questa convinzione.

Flavio Pivari

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Ben Hur è un romanzo del 1880 e il peso dei suoi anni si sente tutto: la storia è un classico che ha travolto anche il cinema grazie alla versione del 1959 che ha fatto incetta di Oscar. Eppure questo romanzo colossale, che intreccia storia e religione, formazione e spiritualità, mi è parso privo di quella forza narrativa, della profondità psicologica, della cura stilistica che appartengono ai veri grandi classici, capaci di coinvolgere, ispirare e accompagnare le generazioni dei secoli successivi.

Paola Turchelli

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Opera certamente colossale con minuziose descrizioni, a tratti prolisse, di luoghi e personaggi. Romanzo storico, ricco di spiritualità, che dona innumerevoli spunti di riflessione. Una scrittura ottocentesca che catapulta il lettore in quel preciso periodo storico e che, attraverso svariate avventure del protagonista, regala un romanzo incalzante e ricco di colpi di scena.

Laura Paracchini

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Romanzo storico, molto corposo, che racconta la vita di Ben Hur, ebreo di nobili origini, ma finito schiavo per avere accidentalmente colpito con una tegola un nobile romano e per questo condannato a remare sulle galee di Roma, pena di fatto equivalente ad una condanna a morte. La sua forza fisica e d'animo gli avevano invece consentito di resistere alla fatica ed addirittura di porre in salvo, durante un attacco bellico, un nobile romano da cui poi era stato adottato come figlio. La storia di Ben Hur si va a mano a mano intrecciando con quella di Gesù, entrambi viventi nello stesso periodo in Palestina, e la sua conseguente conversione alla religione cristiana.

Il romanzo, molto documentato, è scritto con notevole proprietà di linguaggio, anche se a tratti risuona un po'aulico ed arricchito da descrizioni molto molto particolareggiate di ambienti, usanze, costumi che hanno il potere di trasportarci anche visivamente dentro la scena, quasi stessimo anche noi partecipandovi.

L'Autore, evidentemente molto religioso, ci presenta un mondo manicheo, privo di sfumature, dove i personaggi sono chiaramente suddivisi in buoni e cattivi: buoni tutti coloro che credono in Cristo, crudeli e cattivi e da ultimo anche puniti tutti gli altri.

Anna Brusati

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Romanzo storico che si svolge prevalentemente in Palestina dopo la nascita di Gesù fino alla sua morte, ma anche romanzo psicologico imperniato dapprima sulla vendetta, poi sul cammino interiore che induce il protagonista alla conversione al cristianesimo. Risente pesantemente degli anni in cui è stato ideato (1880) nel senso di una scrittura a tratti molto “verbosa” e “didascalica” ( “lettore ora” ecc…) con un eccesso di citazioni di Sacri Testi e di descrizioni minuziose fino a divenire pedanti. Inoltre i personaggi, in modo sempre paradigmatico, sono costantemente o troppo buoni o troppo cattivi. Ho trovato tuttavia mirabili alcune pagine come quelle dell’affresco descrittivo della vita dei galeotti all’interno delle galere , quella della gara con le quadrighe ed infine quelle della visione del mondo completamente trasformata dall’amore di Ben Hur verso l’egiziana. Ho infine apprezzato l’idea di una storia nella storia rappresentata dal mito egiziano di Iside ed Osiride

Emanuela Terazzi

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Ben Hur; uno dei più conosciuti romanzi storici della letteratura mondiale, in cui si intrecciano vicende storiche e favolistiche e da cui sono state tratte celebri pièce teatrali e film indimenticabili. Personalmente non adoro un granché il Romanzo Storico, quanto piuttosto prediligo le storie collocate in un preciso e dettagliato periodo, ma che facciano della diegesi non la premessa per raccontare la storia in sé, quanto piuttosto un fulcro incastonato nella pietra del periodo che raccontano.

Stefano Carsen

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Da bambina non mi interessava guardare il film di Ben Hur che mio padre ci costringeva a seguire.

Leggendo il romanzo di Wallace ho scoperto che può essere così vicino a noi per la sua esperienza di essere testimone di tempi storici eccezionali, come noi, e il suo interrogarsi sul senso delle proprie convinzioni, e il metterle in discussione alla luce di nuovi interrogativi lo rende un eroe che sa affrontare mille difficoltà, in cammino verso la speranza.

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Lettura coinvolgente non solo per la trama, ma soprattutto per quel cammino di fede che l’autore compie attraverso la narrazione delle vicende dei suoi personaggi. I dialoghi sono un continuo interrogarsi dell’autore stesso sul mistero di Dio, ed hanno una forza emotiva incomparabile. Le descrizioni dei luoghi così precise e puntuali proiettano il lettore in quella realtà e diventa lui stesso un compagno di viaggio. È un libro moderno anche nella scrittura.  Consiglio di leggere la versione integrale.

Luisa Arcuri

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Se dovessi usare solo una parola per descrivere Ben Hur userei l’aggettivo: “poderoso”. Tutto, dall’entità del volume alla maestosità delle scene descritte, dallo stile dell’autore alla ricerca storica che sta alla base dell’impianto narrativo, ha un che di colossale e grandioso. Narra di Cristo, ma solo sullo sfondo, è ambientato in Palestina ai tempi della sua predicazione, però invita a guardare da un’altra parte, in un altro tempo, quello cioè che ci appartiene e nel quale siamo chiamati a vivere.

Perché sì, Ben Hur ha la capacità di interpellarci ancora e di dialogare con noi, come solo i grandi romanzi sanno fare.

Paola Gaiani

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Ci sono libri che mi sono piaciuti molto più dei film che ne sono derivati: di solito capita così; in alcuni rari casi è avvenuto il contrario e il film è riuscito a rendere coinvolgente una storia che invece il libro aveva raccontato in modo piatto e debole.

Nel caso di “Ben Hur” sia libro sia film sono stati pessimi per me: troppo prolisso e pedante il libro, troppo ridondante il film.

Non è un romanzo che consiglierei.

Valeria Di Tano

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È difficile dare una definizione univoca a questo romanzo storico. La vicenda narrata e l’avventura di Giuda Ben Hur, che cerca vendetta e riscatto, sono costantemente affiancate da uno sfondo storico che indica una direzione ben precisa e per questo dona intensità.

Così la storia di Gesù Cristo attenua le imprese di Ben Hur, rendendo il romanzo coinvolgente ma serio e profondo.

È un romanzo che presenta nel suo complesso una scrittura avvincente che allo stesso tempo si dilunga in descrizioni di luoghi e personaggi: questo fa trasparire l’intensità e la spiritualità del tempo storico considerato, e suscita quindi molti spunti di riflessione (soprattutto nei dialoghi).

È una storia che corre veloce, come una corsa delle quadrighe, ma che impone di fermarsi qualche istante: per questo è un libro completo.

Francesca Sciortino

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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