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Dante di Alessandro Barbero
Laterza

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Como “I ragazzi del Liceo Giovio”
coordinato da Nicola D’Antonio
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Pare quasi di vederlo: camicia sbottonata, una mano in tasca, l’altra gesticolante, mentre narra le peripezie del Sommo Poeta

Khevin Lorenz Algabre

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Questo libro mi è piaciuto tantissimo soprattutto perché è riuscito a mostrarmi un volto nuovo del Dante che ho sempre studiato sui banchi. Non si tratta più solo del grande scrittore che tutti conosciamo ma di un uomo come ogni altro, della sua vita di tutti i giorni oltre che della composizione delle opere che non tutti leggiamo. Altro aspetto che mi è piaciuto moltissimo e stata la capacità di Barbero di analizzare con attenzione la psicologia dei personaggi che ha reso il tutto ancora più interessante.

Greta Turati

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Il saggio intitolato “Dante”, il cui autore è Alessandro Barbero e pubblicato da Editori Laterza, propone un vero e proprio viaggio nella Firenze del XIII secolo e permette di immergersi completamente nella realtà che circonda il protagonista assoluto dell’opera di Barbero, il sommo poeta Dante Alighieri. Leggendo il libro, il lettore prova la sensazione di sfogliare tra quegli archivi tanto analizzati dai dantisti e sente il desiderio di scoprire di più, di indagare, di portare finalmente alla luce quei segreti e quei dati che vengono evocati nella narrazione di cui ad oggi si conosce ben poco. Inoltre, risulta interessante sottolineare come la figura alquanto misteriosa di Dante, sebbene si alluda al fatto che egli abbia rivoluzionato la storia della lingua e della letteratura italiana, nel libro di Barbero assuma le forme di un essere umano a 360 gradi, dunque ci si allontana da quella visione scolastica e distaccata che presenta Dante quasi come fosse un poeta di natura divina per focalizzarsi sulla sua biografia, sulla sua esistenza di uomo “qualunque”.

Arianna Moro

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Una dettagliata analisi storica che ci trasporta nella mente di Dante tra nobiltà, virtù e dubbi irrisolvibili.

Matilde Tarantino

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Il testo di Barbero è davvero appassionante. La lettura è semplice, scorrevole e molto piacevole. Sono presenti molti dettagli, che in base al tipo di lettore possono rendere il libro più geniale o più noioso.

Chiara Giulio

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Accurata, completa, sincera e affidabile è la biografia che Alessandro Barbero presenta di Dante, dal quale il libro stesso prende titolo. La vita di un personaggio così complesso ed eclettico necessita di grande studio e precisione storica, aspetti che l’autore mostra chiaramente più e più volte di non trascurare, considerando oltretutto il fatto che, come scrive lo stesso Barbero, abbiamo a disposizione ‘soltanto relitti casuali di una documentazione immensa’. A questo riguardo, infatti, lo scrittore è onestissimo, in quanto ricorre senza filtri a delle supposizioni, sempre tra le più logiche, qualora prove effettive a sostegno o a spiegazione di un dato fatto mancassero, non pretendendo, così, di sostituire un punto interrogativo con un semplice punto. Questo libro vuole scavare nelle profondità della vita di Dante, farci conoscere la sua epoca, le sue origini, la società in cui viveva e le persone che lo circondavano. É un viaggio passo a passo nella sua storia, con tanto di date, nomi, rimandi storiografici e aneddoti. Dunque, sebbene la meticolosità con cui vengono narrati i fatti talvolta potrebbe risultare eccessiva e ridondante, nel complesso il percorso è perfettamente riuscito.

Federica Bartolone

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Attraverso una descrizione dettagliata e una prosa curata, basata su fonti storiche, Barbero ci immerge nella vita di un Dante politico, oltre che poeta.

Chiara Gianoni

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Il saggio di Barbero analizza la vita e la contemporaneità storica di Dante con un linguaggio chiaro.

Davide Balestrini

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Libro che, per chi non sinceramente interessato, risulta scolastico, particolareggiato e dispersivo.

Francesca Roncari

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Il saggio si rivela un testo biografico di grande profondità, ricco di dettagli e valido nelle fonti, a tratti ridondante.

Pietro Grassotti

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Sebbene “Dante” di Alessandro Barbero sia una biografia scritta con rigore storico e la motivazione di ogni affermazione, lo stile è semplice e accattivante. Si nota come l’autore ci accompagni nell’analisi dei fatti più incerti della vita di Dante e della sua famiglia inducendoci a ragionare insieme a lui. Alcuni passaggi mi appaiono poco scorrevoli, come quelli dedicati alla questione del ceto sociale di Dante e alla sua storia familiare; ma nel complesso emerge un ritratto vivido di un uomo del Medioevo, alla luce dello stile di vita e delle convinzioni dell’epoca.

Costanza Catenacci

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Il saggio di Barbero analizza la vita di Dante sotto aspetti sia comuni e quotidiani che tecnici e specifici.

Andrea Manzione

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Libro interessante ma prevale l’aspetto storico con molti dati che appesantiscono la lettura.

Alice Ciceri

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Libro interessante e ricco di riferimenti.

Giulia Masieri

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Ricco di informazioni, lettura che richiede impegno.

Giacomo Ceruti

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Vicchio “Ghost readers”
coordinato da Serena Materassi
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Biografia minuziosissima eppure godibile, scritta per essere letta da un vasto pubblico. Attraverso le varie fasi della vita di Dante, l’autore ci mette in contatto con la quotidianità dell’epoca.

Bruno Confortini

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 Testo eccellente come tutta la copiosa produzione del professore piemontese, che giustamente ha tanto seguito, per le sue lezioni ed i suoi interventi su tantissimi aspetti della storia italiana ed europea, con particolare riguardo a quella medioevale. La vita di Dante e le sue vicende sono descritte con uno stile vivace e fluente, che peraltro caratterizza. tutti i suoi scritti. La ricerca di fonti, testi e documenti è enorme ed assolutamente esaustiva: molte documentazioni sono inedite e riportate con estrema precisione. Analizza anche documenti posteriori, non limitandosi a quelli coevi: ma sono confrontati e chiosati in modo impeccabile. Da questo testo, di conseguenza si possono desumere notizie ed interpretazioni anche nuove ed inedite, veramente preziose. La lettura è piacevole, anche se si tratta di un testo molto argomentato, e che richiede una attenzione particolare nella disamina. A mio parere, il miglior testo su dante, senza paragoni.

Donatella Cirri

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Il libro di Barbero è veramente ben scritto, piacevole e fluido, adatto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi a Dante. Ci offre uno spaccato storico che ci aiuta a capire meglio il Poeta, inserendolo nella società del suo tempo. Ci fornisce anche alcuni particolari curiosi, come il diritto di rappresaglia, che dimostra quanto noi italiani siamo sempre stai piuttosto fantasiosi, anche in merito alla giustizia … Non so se a chi non è fiorentino, o comunque toscano, faccia lo stesso effetto che fa a noi suoi conterranei. Certo è che per noi è intensa l’emozione conoscendo i luoghi in cui è nato, cresciuto e dove si sono svolti alcuni episodi che la storia ci ha tramandato. Senza contare Firenze, io abito vicino a San Godenzo, ho visitato più volte il castello di Gargonza e le cascate dell’Acqua Cheta, ed ho visitato la casa nata sulle rovine del castello di Pulicciano. Senza niente togliere alla grandezza del Poeta, il libro di Barbero mi ha fatto conoscere l’uomo Dante, con i suoi pregi e i suoi difetti, il suo talento e il suo impegno politico ma anche le sue incoerenze e le sue debolezze. Poterlo vedere per una volta senza la perenne corona d’alloro me lo ha reso senza dubbio più simpatico.

Serena Materassi

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Barbero racconta Dante con la consueta capacità dialettica. Si scopre così l’uomo, con i suoi limiti, le sue vicende familiari, le passioni. Un uomo che si muove nella sua epoca e che Barbero ci fa scoprire con numerosi aneddoti, resoconti e cronache, confermando che il Medio Evo era per nulla età buia. Un libro piacevole e scorrevole, adatto a tutti.

David Bianchi

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È sull’ uomo che si concentra Barbero quando scrive di Dante e ne ripercorre la vita. È il poeta, certo, ma anche uomo del suo tempo e del suo tempo ne vive tutte le contraddizioni. Ne viene fuori la biografia ed il travaglio di un grande letterato che è sempre fuori contesto e fuori tempo, sempre in viaggio, nonostante il suo grande senso di appartenenza ad una città, Firenze, e alla sua più alta rappresentanza politica e civile.

Barbero ci sorprende con un’apertura quasi cinematografica quando scrive della battaglia di Campaldino alla quale a Dante ha certamente partecipato e lo fa in maniera precisa puntuale, quasi fisica. Ci accompagna poi con una scrittura semplice, piacevole fino a ripercorrere gli aspetti meno noti della vita di Dante. Rallenta il ritmo della narrazione il capitolo, necessario, dedicato ai possedimenti ed alle eredità. Per il resto una buona edificante lettura.

Rossella Giovannini

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Una biografia bella e poderosa, scritta in modo impeccabile e rigoroso. Un ottimo strumento per lo studio, con ricche note di approfondimento che integrano l’opera. Un’opera indubbiamente interessante, ricca di particolareggiate informazioni e dettagli. Interessante ma in certe parti noiosa.

Stefania Banchi

 

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Si legge d’uno fiato. Merita per la completezza e per la chiarezza dell’informazione. Si parte dalla battaglia di Campaldino fra fiorentini e aretini, a cui partecipa il giovanissimo Dante e, via via, attraverso approfondite analisi sulla identità di familiari (padre, madre, fratelli) e amicizie del poeta e sulla consistenza patrimoniale degli Alighieri, si ripercorrono le tappe dei suoi studi, dell’impegno politico, dell’amore per Beatrice Portinari, sino al soggiorno veronese presso Cangrande della Scala e infine qli ultimi momenti trascorsi a Ravenna. Libro affascinante, persino quando ti fa sperdere nel bosco dei nomi (strampalati) e nelle parentele dell’epoca. Anche le notizie apprese e date per scontate al liceo appaiono sotto una luce nuova e suscitano il desiderio di rileggere e approfondire. L’autore con estrema semplicità, riesce a trasferire notizie ed aneddoti con uno stile accattivante e sobrio, ma mai accademico. Pagina dopo pagina il suo entusiasmo è contagioso e la lettura procede sempre spedita, abbinando al piacere della narrazione, la curiosità della scoperta di dettagli sempre rigorosamente accurati.

Ciro Ferro

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La vita al di là del poeta di cui ognuno sa qualcosa: famiglia, politica, viaggi, il tutto narrato in maniera minuziosa ed onesta. Un Dante ad di là della Divina Commedia e di Beatrice in un saggio scrupoloso, certamente per addetti ai lavori e lettori curiosi.

Isa Innocenti

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Barbero è semplicemente Divino.

Serena Pinzani

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Milano 2 “Lettori Temerari”
coordinato da Patrizia Ferragina
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Libro godibilissimo, come tutti i libri di Barbero, e di facile lettura anche se frutto di approfondite ricerche. Si scopre così che il vero nome di Dante è Durante e che la famiglia Alighieri probabilmente non si dedica all’usura, come spesso viene citato nei libri scolastici, ma a tanti affari e che il legame tra il divin poeta e la stessa famiglia è rimasto ben saldo nel corso degli anni. Le notizie vere e certificate sulla vita di Dante non sono molte nonostante le accurante indagini, soprattutto verso la fine della vita del poeta ma, leggendo il libro, si scopre che la politica del due-trecento non era molto differente da quella attuale: meno cruenta sicuramente, ma con grandi manovre, improvvisi e repentini ripensamenti nonché riposizionamenti. E così si hanno più certezze sulla vita politica di Dante, che fu causa di durissima condanna, che non di Dante poeta. Si scopre però al contempo che lo stesso Dante non era così cristallino: nei suoi scritti era capace di fustigare i potenti a cui poi si rivolgeva per un aiuto. Insomma, che dire: la destra non sa cosa fa la sinistra.

Maria Luisa Albizzati

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Nel settimo centenario dalla morte di Dante, Alessandro Barbero ci presenta un capolavoro imperdibile per ricordare l’illustre italiano che tutti conosciamo ma non come meriterebbe. Non viene trascurato nessun aspetto della vita  del poeta ricostruita con precisione di dati,  fonti e note di riferimento. Mi hanno entusiasmato le pagine che raccontano gli anni giovanili perché visualizzano le complicate lotte tra fazioni di quel lontano Medioevo che tanto ci spiegano del mondo di oggi.  Di tono diverso ma altrettanto dense di bellezza sono le pagine che raccontano la delusione degli ideali infranti per gli intrighi dei potenti e la violenza degli avversari per cui Dante è costretto a peregrinare di corte in corte e sperare, invano, di tornare a Firenze. Barbero ha raccontato questi ultimi anni del poeta con sentimento e umanità tali da rendere il Sommo Poeta vivo e vicino. Comunque un’opera per specialisti.

Paola Caterina Celani

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Amo Barbero “a prescindere”, perciò ho iniziato la lettura molto ben disposta e, come sempre, sono stata ricambiata dalla sua scrittura frizzante, colta e leggermente ironica nei confronti di un Dante studiato soprattutto sotto l’aspetto storico e umano. Ne è venuto fuori un racconto a tutto tondo sulle molteplici sfaccettature dell’Italia d’allora (purtroppo così simile a quella di oggi con i suoi conflitti provinciali, i cambi di casacca, i pasticci delle alleanze che si trasformano in inimicizie sanguinose) e di Dante stesso che nelle sue opere fustiga molte famiglie influenti a cui, successivamente, non si perita di chiedere aiuto e comprensione. Non ho mai dubitato che il Vate fosse grandissimo dal punto di vista letterario e culturale, un vero monumento, ma dal punto di vista umano lasciasse un poco a desiderare e Barbero me lo conferma. Con un sorriso e molta signorilità. Promosso.

Barbara Monteverdi

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Affascinante. Ipotesi e contro ipotesi e in mezzo diverse possibili verità. Una bella esperienza di lettura. Certo a volte magari ci si perde un po’. Ma Dante, come il suo Virgilio, torna a mostrarsi e a indicare la strada. Lui o la sua arte?

Perché di vero ed eterno emerge la sua opera: immortale e quindi assoluta tanto da nascondere l’autore stesso. Intrigante il modo di procedere: per indizi, come tessere da incastrare. Perché dell’uomo si sa poco o nulla. O forse solo quello che Dante ha voluto si sapesse di lui.

Non l’ho mai sentito pesante. Gratitudine: per avermi fatto appassionare a qualcosa che credevo di conoscere e che invece era molto di più.

“Negli anni in cui fa politica a Firenze Dante scrive la canzone Le dolci rime, che pochi anni dopo, già in esilio, commenta nel libro IV del Convivio. E qui dichiara che la nobiltà di sangue non esiste: essere nobili significa essere nati con la predisposizione alla virtù, alla pietà, alla misericordia, al valore, e questo è un dono che appartiene ai singoli individui, non alle famiglie”(p.21)

“Veramente io sono stato legno sanza vela e sanza governo, portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertade” (p.197)

Cinzia Morselli

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La mia preferenza per libro di Barbero si giustifica principalmente col fatto che esso è risultato piacevole alla lettura, rigoroso nell’impostazione ma non di un rigore fine a se stesso bensì necessario ai fini della ricostruzione storica, efficace nel restituire al lettore un mondo vivo e vero, nei suoi caratteri di fondo e nelle sue contraddizioni. L’abilità di Barbero consiste proprio in questo suo saper conciliare la necessaria puntigliosità dell’analisi storica con la vivacità del racconto. Confesso che inizialmente, a partire dai titoli, il suo libro mi si presentava come meno originale di quello di Ferroni, nel solco di una tradizione nobile ma non proprio sorprendente, come è quella della storiografia classica. Invece inoltrandomi nella lettura mi sono trovato di fronte a ricostruzioni ambientali e socio-economiche basate non solo su documenti, come deve essere nel lavoro dello storico, ma anche su descrizioni capaci di restituirci un’immagine del Medioevo ben più vitale e verosimile di quello che molti stereotipi correnti ci suggeriscono.

Salvatore Pennisi

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Napoli “Icisto”
coordinato da Gigi Agnano
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Non nascondo di aver acquistato il Dante di Barbero ancor prima del Torneo, nella speranza di colmare le immense lacune lasciatemi da un liceo finito ahimè da troppi anni. Confesso che me l’aspettavo diverso, meno “saggio storico” e più “opera divulgativa”, meno specialistico ma più adatto al grande pubblico; pubblico che comunque gli ha tributato un considerevole successo di vendite, attribuendo al libro – credo - le mie stesse aspettative.

In ogni caso, si tratta di una lettura interessante, meno appassionante nel dettaglio di alcune ricostruzioni (d’altronde uno storico è uno storico!), ma comunque col grande pregio di immergere il lettore nella vita del Sommo Poeta come di Firenze, facendo capire le dinamiche della politica dell’epoca, le contese e le guerre, gli aspetti commerciali.

Gigi Agnano

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Barbero è un medievalista d’indiscusso valore, ma il lettore “comune” lo conosce attraverso le trasmissioni televisive, per la leggerezza con la quale racconta argomenti apparentemente remoti, attualizzandoli, rendendoli materia “viva” che in qualche modo ci riguarda da vicino.

Per questi motivi mi aspettavo un libro su Dante per il grande pubblico, reso fruibile da un grande divulgatore. Barbero fa un’analisi ineccepibile, certosina, che però mi ha lasciata un po’ spiazzata. Diciamo che il dibattito sul cambio del fiorino o sull’atto notarile, la fideiussione, ecc… per quanto esposto semplicemente, non mi ha appassionato particolarmente.

Anna Di Rosa

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Il libro di Alessandro Barbero, ci immerge nelle atmosfere della Firenze degli anni del Comune popolare, all’indomani  della  rivolta  dei  Ciompi,  momento  drammatico  della  storia  fiorentina,  che  allontanò dall’esercizio della politica le più importanti famiglie aristocratiche del tempo, aprendola al cosiddetto “Popolo Grasso”. È in questo scenario che la famiglia di Dante fa la sua comparsa nella storia.

Barbero nel suo libro indaga sulle origini degli Alighieri. Della vita e delle origini di Dante sappiamo in fondo, solo ciò che il poeta ha voluto dirci attraverso le sue opere. Barbero, da storico appassionato, indaga minuziosamente  tutta  una  serie  di  documenti,  che  a  volte  confermano,  a  volte  clamorosamente smentiscono, ciò che per secoli abbiamo presunto di sapere sulla vita del Sommo poeta. Il libro cerca di fare chiarezza anche e soprattutto sul periodo più buio della vita del poeta, quello che lo vide ramingo tra le varie corti italiane. Un libro insomma adatto solo a un pubblico di amanti e conoscitori dell’opera e della vita di Dante Alighieri. Due soli momenti mi hanno dato sollievo in questa impegnativa lettura: quando Barbero, sempre con l’occhio attento ai documenti, cerca di indagare anche sui rapporti familiari, dal matrimonio ai figli , ai fratelli e addirittura ai cugini, queste pagine mi hanno riportato alla mente la scena del “fratello di Parascandolo” del film     

Così parlò Bellavista e quando ho scoperto che potevo consolarmi della lettura noiosissima con un bicchiere di Amarone della Valpolicella!

Annamaria Vargiù

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Potrebbe sembrare una biografia onesta del sommo poeta, di cui si tratteggia l’umanità prima ancora che il sapere, se non fosse per l’estrema cura dei dettagli storici che rendono, questo saggio, fin troppo puntiglioso, portando il lettore a una fatica nella lettura che non dovrebbe mai accadere.

Federica Flocco

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Nozionistico e forse troppo didascalico, il libro di Alessandro Barbero rileva una falla proprio nel suo essere così minuzioso in una ricerca che non sempre è soddisfazione.

La ricchezza, dunque, sembrerebbe non soddisfare il bisogno di sapere del lettore, specie se costretto a una continua visione delle note bibliografiche per un’interpretazione migliore del testo. Testo che, alla fine, concede ben pochi dettagli e troppe dispersioni.  

Sara Spiezia

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Attraverso uno stile narrativo scorrevole ed un testo ricco di riferimenti storici scientificamente rilevati da fonti certe come cronache dell’ epoca, atti notarili, sedute di Consigli, ecc., il lettore è portato a scoprire aspetti di Dante alquanto sconosciuti: Dante figlio, fratello, adolescente, marito, padre, cavaliere.

Un’ attenta lettura ci fa riflettere sulla reale vita quotidiana del trecento superando stereotipi e false

convinzioni  sul  periodo  medievale  argomento  molto  spesso  trattato  dal   Prof.Barbero  nei  suoi  vari interventi.

Interessante inoltre il confronto tra il trecento e l’epoca attuale in merito agli immigrati e il passo del

Boccaccio in cui il Sommo viene criticato perché sposandosi è diventato “marito” e come tale sottoposto alle esigenze della moglie.

Silvana Quadrino

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Libro di ricerca al tempo stesso rivolto ad un pubblico di non addetti ai lavori

Si vede che c’è un grosso lavoro attraverso la consultazione di un’ampia bibliografia

Incuriosendo, ci propone un profilo di Dante non solo di poeta grandioso come lo si conosce già, ma partecipativo della vita politica attraverso aneddoti che fanno comprendere a quale livello sociale la sua famiglia appartenesse. E altro ancora come dubitare delle contraddittorie motivazioni in cui morì.

Non sempre scorrevole

Gloria Vocaturo

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Testo per i curiosi. Minuziosa ricostruzione della vita del poeta. Peccato si perda, troppe volte, nella forzata ricerca di documenti storici che attesterebbero (ahinoi, il condizionale è d’obbligo) l’appartenenza del Sommo ad un certo ceto sociale. Questa ricostruzione viene fuori, mi ripeto, in maniera chiaramente forzata, da carteggi di varia natura. Si parte da documenti originali, da poco codificati, a carta dal dubbio valore storico da cui si vuol cavar fuori una certa ricostruzione. L’albero genealogico viene costruito su ipotesi che si basano su altre ipotesi che vengon fuori da altre ipotesi. Una matriosca di “cose probabili” mostrano un quadro tutt’altro che solido su cui soffermarsi. La domanda è: tutto questo lavoro di particolareggiata ricostruzione a cosa serve veramente se il risultato è un insieme di nuvole e fili intricati maggiori di quando la ricerca sia iniziata?

La necessità di collocare il giovane Dante Alighieri, passando per Alaghieri, Bilancione, Cacciaguida, Adamo. Insomma un pout pourri di nomi, luoghi, mestieri, per giungere con semicertezza ad un nonno e un dubbio padre. Abbastanza luce per chi vuole a tutti costi vedere, troppo buio per chi cerca incontrovertibili verità. Si snoda attraverso questa ricostruzione, il testo. Ed è qui che il lettore è ad un bivio di non piccola entità. Credere, chiudere un occhio e mezzo e andare avanti o lasciarsi prendere dalla smania di costruire laddove la malta non regge. Sono tra i secondi.

Libro pesante per chi come me s’è aggravato del peso dell’incredulità. Ogni pagina risultava più articolata e meno vera della precedente. Ci perdoni Dante ma oggi e proprio dalle sue parti, un libro così potrebbe essere definito un “mappassone”. Da tenere solo su mensole di legno massello. La pesantezza rischia di far cadere giù testi che non lo meriterebbero. Barbero, questa volta, non riesce a trasmettere emozioni ma ansia di ricerca. Forse l’unica nota positiva è proprio questa, troppo alta per essere fatta ad hoc. Quella che ti fa venir voglia di studiare, ricercare, confutare o confermare ipotesi. Un libro, fosse anche solo per questa ultima considerazione, è un alleato contro ogni pigrizia fisica e mentale. Il duello con Papini, lo vince esclusivamente per riflesso. Il “Dante” di Barbero lo poggi con enorme soddisfazione nello scaffale dopo averlo (faticosamente) letto ma mette in moto domande, curiosità e voglia di sapere.

Raffaele Trito

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Barbero è probabilmente lo storico contemporaneo più amato e anche più conosciuto. Scrive bene, è ironico, brillante e minuzioso. Le sue narrazioni sono precise, accurate. Eppure questa biografia su Dante manca di una certa autenticità da storico asettico, è più un romanzo, un’opera a tratti dalle sfumature “commerciali”. Non è un brutto libro, non contiene imprecisioni o falsi storici, ma sul sommo poeta di libelli graziosi e avvincenti ce ne sono ormai parecchi, e dallo storico più apprezzato del momento, onestamente ci si aspetta qualcosa di più corposo e aulico sull’inventore della moderna lingua italiana.

Antonia Del Sambro

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Lo storico Barbero ci offre con Dante una densa biografia costruita col rigore metodologico che contraddistingue la sua indagine storiografica. Non è solo la storia di un uomo, ma la storia delle sue vicende personali nel contesto del suo tempo: grazie alla figura di Dante Barbero indaga le peculiarità  di  un’epoca  della  quale  tutti  gli  aspetti  vengono  sviscerati,  sociale, istituzionale, economico e culturale. Per raccontare Dante, Barbero sceglie il principio dell’opera aperta: pone con chiarezza gli interrogativi e offre elementi per eventuali soluzioni, ma lascia al lettore il compito di trovare risposte. Vedo in questa dialettica tra autore, protagonista e lettore il carattere peculiare e vincente di Dante . Unica pecca, la ridondanza eccessiva nel descrivere alcuni eventi.

Promosso

Cinzia Martone

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Cercare di inquadrare la figura di Dante è un’operazione interessante ma nel caso del libro di Barbero non riuscita. Un testo noioso sin dalla prima pagina. Capisco che a scrivere sia uno storico, ma non per questo si deve proporre una lettura verbosa e inutilmente lunga, specie se ci si sofferma per pagine e pagine, per esempio, su una battaglia o sul significato di nobile. Se ne sentiva il bisogno di un testo del genere su Dante?

Viviana Calabria

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