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L’ultimo segreto di Paganini di Davide Lazzeri
Aliberti

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Civitanova Marche “Scriptorama”
coordinato da Luca Pantanetti:

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L’intreccio e le connessioni tra gli eventi e i diversi piani spaziali e temporali di questo romanzo danno vita a una storia ricca, narrata in modo chiaro e con dovizia di particolari, soprattutto tecnici e scientifici. Certamente è notevole la ricostruzione dei diversi piani narrativi, il loro parallelismo e i collegamenti che portano i fatti a essere connessi tra loro, ma ho trovato macchinosi alcuni passaggi e alcune soluzioni narrative. Molto è affascinante è il ritratto di Paganini, del suo genio, della sua stravaganza e sregolatezza, tanto da restare indimenticato portatore di rivoluzioni. Paganini costituisce l’indubbio fulcro della storia e dell’interesse del lettore.

Beatrice De Angelis

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Una vicenda che spazia tra musica mito e storia contemporanea. Il celebre paganini si intreccia con il folle piano di furnas con il segreto obiettivo del super soldato. La narrazione corre veloce come le note di uno spartito e   si alterna tra il dionisiaco intento di furnas e compagni con gli ultimi lasciti di paganini. Il poliziotto pierre in cerca di giustizia e riscatto personale sarà chiamato a ricomporre questo intricato   puzzle musicale di morte, incontrerà la melodiosa claire sulla strada che si rivelerà…….  Uno spartito letterario che ci lascia incantati e   stupiti fino all’ultima nota.

Marco Moretti

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Il romanzo, un giallo storico, come lo definisce l’autore, si ispira alla figura di Paganini, che ci trasmette in tutta la sua presunta diabolicità, per costruire una storia truculenta sul potere della musica di controllare e dominare la mente umana e di guidare quindi le masse. Tanti sono i personaggi e gli intrighi tra Italia, Cina, Francia, Stati Uniti  e si fa fatica a seguire la vicenda. Lampante la somiglianza con ‘I ragazzi venuti dal Brasile’, romanzo che ritengo noioso, ma di molto migliore.

La prosa è poco scorrevole  e l’autore scende spesso in lunghissime divagazioni scientifiche con un linguaggio da referto medico a cui probabilmente, essendo nella vita un chirurgo, è più avvezzo dello sprovveduto e povero lettore.

Tanti corpi mutilati ma poca suspense.

Forse, trarne una fiction o magari un film, come è stato fatto con il libro di Levin, potrebbe avere migliore fortuna.

Patrizia Lucarini

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Opera prima con l’intenzione di un thriller storico, in cui un progetto di eugenetica con radici nel passato nazista si sviluppa tra Svizzera, Stati Uniti, Francia, Italia e Germania ed è innescato da un inganno messo in atto con eccessiva superficialità. Apprezzabile il lavoro di ricerca, testimoniato anche dalla presenza di una postfazione, che soddisfa la curiosità del lettore circa le tematiche del libro (anche se sarebbe da ricordare all’autore che si tratta di un romanzo e non di un testo di divulgazione scientifica). Scrittura chiara ma ricercata, non sempre scorrevole a causa dei numerosi e voluti termini tecnici e delle lunghe inserzioni di natura scientifica e storica, che risultano spesso pesanti e rallentano decisamente il movimento della storia; superflui i capitoli dedicati a Paganini. Folla di personaggi, di cui non sempre è chiara la funzione e dotati di poca caratterizzazione.  Consigliato a chi apprezza una storia con rimandi storici e una scrittura dal sapore scientifico.

Monia Mancinelli

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Ottimo esordio per lo specialista in Chirurgia Plastica ed Estetica Davide Lazzeri, che per il suo primo libro decide di costruire la storia intorno al grande violinista Niccolò Paganini e al suo ultimo scritto in punto di morte. Le varie tematiche trattate dal Lazzeri spaziano dal potere persuasivo della musica alla psico neuro-biologia, al nazismo e altri elementi storici. In particolare, ho molto apprezzato la postfazione che approfondisce gli elementi storiografici del libro e ci dice cosa è finzione e cosa no. In generale si è rivelato un buon thriller storico; l’unica pecca è forse la presenza di troppi personaggi la cui personalità e caratterizzazione vengono un po’ tralasciati per far posto agli elementi storico-scientifici del thriller.

Francesca Carbonari

 

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Savona “La compagnia dei lettori”
coordinato da Alessandra Bruno
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Mi piacciono le storie che si svolgono in diverse epoche, nonostante questo, all’inizio ho fatto fatica ad entrare nella narrazione proprio a causa dei salti temporali spesso troppo lontani tra di loro. Ho trovato Genova poco descritta, nominata semplicemente perché città natale del musicista e luogo dei primi ritrovamenti di cadaveri. La trama è interessante ma al contempo complicata. Una volta che si riesce a trovare il giusto ritmo la storia ti coinvolge a pieno (anche grazie alla buona scrittura) portandoti alla fine senza neanche accorgertene. Lo consiglio!

Gabry Cominale

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Nel corso della lettura del libro, pagina dopo pagina, in sottofondo ci sembra di udire la musica prodigiosa e maledetta suonata da Niccolò Paganini con il suo violino, il “cannone”, in grado di riprodurre anche la voce umana.

L’autore, oltre ad avvincere la nostra fantasia con questa visione, riesce a stabilire connessioni tra medicina, musica, fisica quantistica, storia, riuscendo a fare spaziare la nostra mente su concetti stimolanti senza cadere mai nella retorica.

Se dovessimo trovare un solo aggettivo che accomuni il violino, definito il “principe” dell’orchestra sinfonica per il suo timbro ricco simultaneamente di mille sfumature ed articolazioni così particolari da essere chiamato “il suono dell’anima” e questo romanzo intessuto di molteplici spunti culturali e teorie affascinanti, potremmo dire: “UNICO”.

Marisa Petrella

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Romanzo storico che si basa sull’intreccio di diversi argomenti, forse troppi, che lo rendono complesso nel suo insieme. L’Autore unisce storia, musica, scienza, medicina, omicidi e colpi di scena.

Tutto è studiato nei minimi dettagli e negli ultimi capitoli tutti i nodi finalmente vengono al pettine con un finale che sorprende.

La scrittura è molto scorrevole, un po’ meno la parte medica e scientifica sulla base della quale è stata creata l’intera storia. Avrei alleggerito queste parti, troppi tecnicismi spezzano il filo della tensione, ma rimane un buon romanzo di esordio.

Lettura impegnativa ma creata con una precisione certosina.

Patrizia Saracco

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Sintesi: c’era un ebreo, un francese, un italiano e un tedesco che volevano fare il remake di Indiana Jones.

Libro con una quantità di morti da fare invidia al Trono di Spade.

Genova sullo sfondo, senza alcuna caratterizzazione.

In questo libro abbiamo un’associazione stile Big Pharma, che ha resistito a Norimberga, alla CIA, ai Russi, all’età (vi è gente tra i settant’anni e i novant’anni in perfetta forma fisica), col desiderio di instaurare il Terzo Reich con la musica di Paganini e l’uso di tecniche mediche proibite. Storie sullo stile di Indiana Jones alla ricerca dell’Arca perduta, con meno avventura. Intrigo internazionale dove muoiono decine di persone, spariscono dodici ragazzi, ne muoiono undici, e gli unici che si muovono per risolvere il caso sono un francese drogato di antidolorifici, un poliziotto invidioso italiano e la moglie di un ebreo scomparso. Francamente non credibile.

La ragazza, italiana, che cerca di fare la grande truffa e poi si pente, stucchevole e prevedibile.

Triste e fastidioso il copia incolla e le ripetizioni di alcuni punti (pazienza nelle note finali).

Approccio già utilizzato meglio da altri, ma simpatica la storia in parallelo di Paganini nel passato. Forse perché molto simile al vero e non ha usato la fantasia.

Ammetto un lieve piacere di leggere i nomi di posti amati come Parigi e posti lontani, che in lockdown parziale fa piacere almeno viaggiare con la fantasia.

Andrea Bruzzone

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Nel romanzo l’autore ti trascina con sé tra musica, scienza, medicina, omicidi e colpi di scena.

Tutto è studiato nei minimi dettagli e il lettore, soprattutto nei capitoli finali, è alle prese con tutti i nodi che finalmente vengono al pettine grazie ad un finale che sconvolge inaspettatamente. La relazione fra passato e presente è unita in un continuum che porta a un finale sorprendente.

Paolo Schiavi

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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