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La chimera di Vasari di MauroCaneschi
Arkadia

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Vicchio “Ghost readers”
coordinato da Serena Materassi
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Ho fatto fatica a leggere questa storia, forse perché non è un genere che apprezzo o forse perché ho trovato scontata la trama; l’autore ha voluto ricalcare un po’ il genere avventura/spy ma con poca originalità. La narrazione scorre bene perché elementare, poco articolata e semplice però non mi ha coinvolto, non mi ha inchiodato alle pagine come invece un libro così impostato dovrebbe fare. Probabilmente il motivo è proprio nell’avversione che ho nei confronti delle storie costruite sull’irrealtà e fantasia.

Silvana Cionfoli

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Un mistero che parte da lontano, dall’antica Aritim etrusca, che trova nel Vasari il suo custode nella città di Arezzo del Rinascimento e che nel presente coinvolge i fratelli Marco e Dario, la bella Sonia e una inaspettata intelligenza artificiale.

Dalle sponde del Lago di Garda i tre ragazzi partono per ricercare il padre di Sonia, eminente studioso di Vasari, scomparso nelle campagne di Sansepolcro. Le carte lasciate dal professore li conducono a indagare sulle tracce del ritrovamento della Chimera, il bronzo etrusco più celebre di origine etrusca, nel 1553 ad Arezzo. Un’ambientazione storica, con salti nel tempo fra epoca etrusca rinascimentale e un intrigo moderno, per un romanzo avvincente che ci fa immergere nella storia di Arezzo e nel mito della Chimera.

Cinzia Panichi

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Marco, Dario e la sua fidanzata Sonia stanno trascorrendo un tranquillo week end sul lago di Garda quando li raggiunge la notizia della scomparsa del padre della ragazza, un professore di filologia che ad Arezzo sta catalogando digitalmente antichi documenti rinascimentali.

Nel viaggio e poi durante il soggiorno nella città toscana i ragazzi si affidano per tutto a L.U.C.I.A. un’applicazione di intelligenza artificiale di cui sono venuti in possesso casualmente ma che sarà loro di grande aiuto nel districarsi in un mistero in cui si trovano coinvolti e le cui origini passano attraverso dei documenti lasciati dal Vasari riguardanti dei resti etruschi legati alla Chimera ed ancora da localizzare. Ho trovato il romanzi chiaro, piacevole nella lettura e dalla trama ben orchestrata. Mi è sembrato invece troppo semplice lasciar sciogliere completamente tutta l’intricata matassa a L.U.C.I.A. che li segue passo passo e che una volta risolto il mistero della Chimera sembra voler regolare addirittura la vita del mondo…

Monica Calamandrei

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È anche questo un buon racconto con personaggi molto vicini al pubblico e un concetto di fondo molto curioso, c’è però da considerare che non si tratta di una lettura impegnativa ma è un giallo più “leggero” - molto adatto, penso, a chi ha interesse per il genere ma teme letture più impegnate. È comunque anche questo un romanzo molto piacevole e d’intrattenimento, alternando indagini moderne a indagini antiche, e anche qui l’autore non si perde in descrizioni eccessivamente dettagliate. Può non piacere questa caratteristica, ma è un punto a favore per non rendere l’indagine ancora più difficile da seguire.

Buoni i personaggi e molto molto curioso il concetto di una delle “protagoniste”, sicuramente non la prima idea del genere ma non mi sarei aspettata di trovarlo in un romanzo investigativo - ed è stata forse una delle svolte più fresche nella sua storia.

Francesca Ferro

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Il libro si presenta con una idea originale e una trama articolata su più piani temporali. La protagonista è una intelligenza artificiale chiamata L.U.C.I.A. che si rivela fin dall’inizio all’altezza del compito e delle aspettative del lettore. Almeno delle mie. I protagonisti umani invece faticano nel ruolo, forse troppo coccolati e annoiati dal benessere non guadagnato ma ereditato. La storia è comunque interessante e la trama viene sviluppata con buona padronanza.

Se una pecca gli posso trovare è lo stile leggero, molto “fumettistico”, che potrebbe benissimo prestarsi a un adattamento da telefilm, ma che a paragone con lavori con personaggi più strutturati, risulta alla fine un po’ superficiale.

Ciro Ferro

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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