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La fine del tempo di Guido Maria   Brera
La Nave di Teseo

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Lanciano “Ex Libris”
coordinato da Maria Rosaria La Morgia:

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Suspense, intrighi politici ed economici, globalizzazione dell'economia, delocalizzazione delle aziende, deindustrializzazione e poi la grande crisi economica del duemilaeotto, gli intrecci inconfessabili tra Roma, Londra, Stati Uniti, la disoccupazione crescente, la Brexit e, su tutto, il protagonismo di forze oscure impegnate a determinare il futuro del pianeta. Le forze progressiste e i governi democratici non capiscono le trasformazioni in atto e "sono tanto incapaci quanto scollati da coloro che li eleggono". Per Philipe Wade, docente al Birkbeck College di Londra, il socialismo europeo ha perso la sua battaglia, è diventato il migliore alfiere del libero mercato, non ha dato seguito agli insegnamenti di Federico Caffè, non ha ascoltato l'urlo dei quadri di Francis Bacon, con il loro carico di dolore e angoscia. La morte di Eleonor, l'allieva prediletta, nel rogo della Greenfell Tower, a Londra, è un omicidio perché le vite non hanno più valore e il suo ragazzo, Alex Grimaldi, sbaglia nel credere che la tecnologia libererà gli uomini dai nuovi padroni del vapore. Il codice di Hammurabi, la cancellazione del debito, le politiche economiche della Banca nazionale del Giappone, l'Italia terra di conquista tra Cina e America: tornano i temi economici cari all'autore. La visione negativa e l'assenza di ogni speranza contribuiscono a dare carattere, forza, incisività ad una narrazione capace di "rapire" anche chi non ne condivida gli espliciti assunti economici.

Luigina De Santis

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Senz’altro alla base del mio giudizio su questo libro c’è una sorta di idiosincrasia che nutro per gli intrighi finanziari : Questo libro, indubbiamente ben strutturato, si presenta a volte contorto come un enorme puzzle della mente e, in definitiva, lascia una sensazione di impotenza e inadeguatezza che disturba non poco.

Luisa Carinci

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Libro sul Tempo, il tempo perduto del protagonista, che brancola nei luoghi oscuri della sua memoria perduta, il ‘tempo’ come variabile principale del mondo finanziario.

Narrazione però troppo spesso molto ‘ tecnica’ e poco comprensibile per chi non è addentrato nel mondo dell’economia e della finanza, risultando quindi un po’ monotona e noiosa.

M. Rosaria cesarone

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Un anziano professore di storia, con un passato nel mondo della finanza, dopo un incidente si ritrova a fare i conti con un vuoto di memoria che cerca di combattere frugando in quel suo passato che sembra sfuggirgli. Un appunto 11 novembre: consegnare About the End of Time” segna l’inizio di un viaggio nel labirinto della propria mente e nella storia più recente dove a dominare è il potere finanziario. Racconto complesso, carico di tensione, un po’ troppo “pieno” di tecnicismi da pagina economica che rendono faticosa la lettura di alcune pagine. L’autore riesce comunque a tenere viva l’attenzione intrecciando storia individuale e collettiva. Le tessere della vita di Philipe Wade ricomponendosi ci restituiscono la cronaca drammatica di un mondo in crisi non solo dal punto di vista economico.

Maria Rosaria La Morgia

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Si sveglia ogni mattina con la paura di svanire nel labirinto della propria mente, dove i ricordi si perdono e la memoria pare sempre più labile. Sono così le mattine di Philip Wadw, stimato professionista di storia contemporanea che dopo essere stato colpito da una forma di amnesia non ha ricordi recenti. Le sue giornate si consumano alla ricerca di ogni più piccolo dettaglio che possa aiutarlo a ricostruire i pezzi della sua vita. Sa che un tempo ha lavorato per una grande banca d’affari della City, con un ruolo di prestigio, in grado di determinare investimenti e le loro direzioni. Ricorda vagamente che stava scrivendo un saggio di particolare importanza, che forse avrebbe destabilizzato l’ordine che governa il dominio economico delle grandi corporation. Ma di questo lavoro non c’è traccia, sparito nel nulla. Eppure non si arrende e prova a riannodare i fili della memoria aggrappandosi anche al ricordo più sfocato, scavando nei meandri della propria mente, cercando aiuto in capi e collaboratori. Un libro che potrebbe essere definito un giallo, gli ingredienti ci sono tutti e non si può non lasciarsi catturare dalla storia di Philip, sentirne quasi la sofferenza, la disperazione per non riuscire a ricordare, il timore di sprofondare nel buio. Il tempo e la memoria sono punti cardine di questa opera che disegna scenari economici, politici e sociali che fanno riflettere sul ruolo e sulle dinamiche di un mondo che appare distante, lontano e che invece muove i destini di molti. Peccato qualche tecnicismo di troppo, difficile da comprendere per chi non conosce il linguaggio.

Pina De Felice

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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