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La linea della notte di Lorenzo Giroffi
Rizzoli

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario
di Robinson di Rapallo “Amici del libro”
coordinato da Mariabianca Barberis:
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Racconto alquanto tetro e brutale che narra di fatti di quotidiana cronaca come traffico di armi, droga, e clandestini e tutto ciò che appartiene all’illegalità e immoralità. I protagonisti sono privi di scrupoli e quella poca umanità residua sono pronti a metterla da parte per il proprio tornaconto e la propria salvezza. La fine del testo purtroppo ricalca la frequente realtà, in cui il criminale riesce a farla franca fuggendo dopo aver commesso terribili crimini.

Barbara Florida

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La linea della notte è quella della traversata dalla sponda pugliese a quella dei paesi ex Jugoslavia e viceversa, per traffici clandestini di ogni genere, purché molto redditizi, quelli insomma che hanno sostituito il vecchio contrabbando di sigarette. L’autore si ingolfa in queste nuove imprese con personaggi che vogliono sostituire o utilizzare le vecchie cosche. Purtroppo la tentazione della esaustività lo porta ad aspetti un po’ faticosi per il lettore, smarrito tra documentazione che non si fonde bene con la finzione. Aggiungi gli aspetti biografici dei troppo numerosi personaggi, inseriti spesso a sprazzi, utilizzando capitoli flashback in disordine temporale (anche se epoca e luogo sono indicati nel titolo del capitolo stesso), collocati spesso nell’est Europeo, che sbalestrano il lettore che vi ritrova un personaggio che nel precedente flash back era morto. Insomma troppo materiale, non ben gestito, troppa ripetitività di situazioni. Ci sarebbe anche altro ma sono alla decima riga.

Maria Grazia Bertora

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Dalla sua esperienza di giornalista d’inchiesta, Lorenzo Giroffi ha tratto spunto per questo suo romanzo di denuncia. I personaggi sono dei perdenti che cercano il riscatto attraverso il crimine.

Le vicende dei protagonisti sono ambientate nei territori della ex Jugoslavia dove Roberto, Gino e Anna (un trans) si sono trasferiti nella speranza di inserirsi fra i clan balcanici e iniziare un traffico di eroina con la Puglia. Giroffi denuncia i legami tra potere e clan criminali in tutto il mondo: dai poliziotti corrotti alle banche, ai politici. Chi conduce un’indagine per denunciare i legami fra insospettabili e mondo criminale, è Stevo, un giornalista Montenegrino, che collabora con la Procuratrice italiana Teresa Mineo. È l’unico che mostra un po’ di umanità. Salterà per aria nella sua auto, ucciso da Roberto. Tutti i personaggi sono contraddistinti da un senso di inadeguatezza, si dimostrano meschini, crudeli, incapaci di empatia, senza rispetto per sé stessi, compresa la Procuratrice Teresa Mineo, un’alcolista che nella Giustizia cerca la vendetta per la madre tossicodipendente. Nel 2023 (!) Roberto, dopo essersi macchiato di vari omicidi, troverà rifugio in Messico dove continuerà la sua vita criminale. Un romanzo di denuncia molto pessimista, che non lascia adito alla speranza.

Anna Signori

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Un romanzo/reportage tra finzione e realtà che descrive storie di squallida umanità, alla ricerca del riscatto dalla noia e di una terra promessa del crimine aldilà del mar Adriatico.

I tre protagonisti Anna, Roberto e Gino in cerca di rivalsa, si addentrano sempre più nei meandri della criminalità fino a rimanerne irrimediabilmente coinvolti e a pagarne lo scotto. Lo stile è asciutto, scarno, il linguaggio crudo, a volte omissivo, così come le coscienze dei personaggi descritti. L’autore descrive questo viaggio in un mondo noto a molti ma conosciuto da pochi, quasi in balia di una torbida corrente che lambisce ogni personaggio e ne svela a mano a mano i lati sempre più oscuri, soffermandosi e rimandando ripetutamente a finestre spazio/temporali che ne delineano il carattere e i misfatti. Alla fine la corrente li travolgerà, nessun salvagente è previsto. La misura di quanto mi è piaciuto un libro sta nelle volte in cui ci ripenso, quasi una piccola traslazione della realtà. A questo ho ripensato molto.

Sylvia Mezzera

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Giraffo, autore del libro “La Linea della Notte” è un affermato giornalista d’inchiesta. Autore di diversi libri, in questo romanzo di 272 pagine tratta un argomento a lui conosciuto come giornalista e di attualità, specie in Italia: mafia e diversità di genere. Di recente pubblicazione (2020) il racconto è ambientato tra le coste della Puglia e del Montenegro. I personaggi, Roberto, Gino e Anna (in realtà Antonio), fanno parte di una società dove la criminalità organizzata non ne è estranea. Strettamente locale, dove il traffico della droga emerge prepotentemente, senza ulteriori basi ideologiche o politiche, appena per fini economici, i protagonisti sono intrappolati nel sistema. Gino, zio di Roberto Flores, figura avido e soggetto a “tira a campare”. Il nipote, Roberto Flores, un trentaseienne, ex pugile, cinico, scaltro, corriere della droga. I due sono accompagnati, nel loro viaggio da Anna.Lei, cresciuta tra i quartieri della sua città dove il pizzo e l’usura imperano, in realtà è un trans, di nome Antonio. Figlio del BOSS locale è sopportato dalla malavita della città soltanto perché è il figlio del Boss Forcello. I tre sperano di un successo nelle vicine coste Jugoslave. Fare un salto nella malavita è il loro obbiettivo. Il finale, a sorpresa, stravolge le aspettative del lettore.

Graziella Tognetti

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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