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Mercato nero di Gian Mauro Costa
Sellerio

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Palermo 1 “Gli amici del Venerdì”
coordinato da Paola Ardizzone:
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La storia è raccontata con diligente attenzione linguistica, arricchita da descrizioni emozionali dei protagonisti, attingendo ai quotidiani eventi che apparentemente scontati stimolano e incuriosiscono il lettore.

La storia ha un intrigo ben costruito e, per la tempestività dell’azione, emoziona!

Augusta Troccoli

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Il romanzo giallo di Gian Mauro Costa non ha riscosso in me entusiasmo. Fatto salva la scrittura fluida e, quindi, l’agilità della lettura, mi è totalmente venuto a mancare il coinvolgimento emotivo, l’immedesimazione, la condivisione dei moti dell’anima dei personaggi, “falsamente” reali. Un solo flebile accenno alla maledizione dostoevskijana nel personaggio dell’architetto, subito tralasciato perché poco consono al carattere superficiale dell’uomo.

Poteva essere volutamente la “presa in giro” di un cliché, ma non mi pare sia questa la scelta. Forse si inserisce in un genere (fiction?) che non sono capace di apprezzare oppure è l’oerta di una lettura di svago che non ho mai capito cosa significhi.

                                                                                                                                                                                 Silvia Parlagreco

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Non sono palermitana ma vivo qui da qualche anno e leggendo il libro ho colto le due dimensioni di Palermo, la sua accoglienza ma al contempo una trama nascosta delle vicende storiche e sociali e quindi anche criminose, non leggibile, ma percepibile.

Il libro ha il merito di far trasparire la bellezza inimitabile di questa città ma al contempo la sua disperazione che si evince dalle dinamiche che si ripetono costantemente tra le genti che la popolano, tutto in chiave noir.

Ha anche il merito di aver usato come sfondo, certamente senza pretese, fenomeno dei cult e delle organizzazioni nigeriane forse troppo poco conosciuto.

Alessia Giampietro

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Uno dei cardini del genere poliziesco è la capacità di mantenere la suspense fino alle ultime pagine del libro, e in effetti leggendo “Mercato nero” il lettore rimane agganciato alla storia fino alla fine. La soluzione non è banale ed è anche sufficientemente articolata. La narrazione non si limita alla soluzione di un omicidio, ma ha un più ampio respiro perché lo inserisce nella realtà sociale, a Palermo così come a Torino, che vede affermarsi altre organizzazioni criminali, come quella nigeriana. L’autore inoltre, prendendo spunto dal patrimonio familiare della vittima, dà spazio anche ad interessanti notazioni di storia dell’arte. La nostra poliziotta è un personaggio coinvolgente, forse anche lei destinata ai serial televisivi, ma in alcuni passaggi, anche sentimentali, si avvertono delle note un po’ troppo maschili; forse perché è difficile creare un personaggio del sesso opposto senza qualche commistione? Lo stile di scrittura è un po’ ridondante. Un romanzo completo, quindi, sulla scia di Camilleri.

Francesca Messina

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Protagonista assoluto è Ballarò, storico quartiere popolare di Palermo, uno dei mercati più antichi del mondo. È lui il “mercato nero” di cui scrive Gian Mauro Costa. Nero perché multietnico, nero perché controllato dalla mafia nigeriana, nero perché ci scappa il morto, un bianco dell’upper class. La storia è ben congegnata e Costa scrive bene. Il risultato è un piacevole intrattenimento non privo di approfondimenti. L’unica cosa che mi resta sullo stomaco è la solita poliziotta dura e pura che scimmiotta i peggiori atteggiamenti dello “sbirro” maschio. Ormai è diventato un cliché!

Paola Ardizzone

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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