< Libri e lettori

Quel delitto del ’56 di Mario Quattrucci
Oltre

 

 

***
Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Roma 1 “Biblioteche di Roma”
coordinato da Simona Cives

***

Storia interessante che ripercorre le vicende politiche dal 1943/45 fino al delitto di cui scrive l’autore per rivivere fatti politici salienti dell’Italia di quegli anni. Sembra volerci dire di non dimenticare. (voto 8).

Paola Cisternino

***

Il commissario Marè deve risolvere un piccolo-grande giallo: un morto, sepolto dalla neve, viene trovato vicino a una sezione del P.C.I. Le sezioni racchiudevano le storie dei quartieri, delle persone, i drammi, gli amori, gli odi, gli incontri, i sogni, i contrasti. Erano luoghi pieni di vita che l'autore conosce bene e li fa rivivere. Ha il merito di raccontare una storia complessa con un linguaggio accattivante, con una spruzzata di “romanesco”. Si legge tutto d'un fiato.

Fulvia De Persiis

***

Dopo aver letto questo romanzo Poliziesco? Storico? Filosofico? Mi sono divertita a immaginare il profilo dell’autore e a confrontarlo con le note biografiche che sono riuscita a trovare in rete. Tutto spiegava tutto. L’infanzia vissuta durante la guerra e il dopo guerra, una visione severa della vita formatasi alla scuola del P.C., la disciplina di partito, l’invasione dell’Ungheria nel Cinquantasei e la conseguente perdita dell’innocenza. Per chi non è uno storico di professione la storia è quella legata al proprio vissuto e ognuno sente il bisogno di giustificare le proprie scelte in base all’idea che si è fatto sulla verità. Tutto questo ho trovato in questo libro secondo me troppo ambizioso per raggiungere il suo scopo. Mi ha commosso invece come trapeli l’immagine di un uomo anziano che rimpiange di non aver potuto dedicare la vita alla letteratura e agli studi come forse gli era congeniale.

Enrica Taras

***

La storia di questo libro si svolge nel 1956, quando imperversano mafia, terrorismo e guerra fredda. Roma è imbiancata di neve e proprio sotto la neve, su un cavalcavia, vicino ad una sezione del Partito Comunista, viene trovato un cadavere. Quest’omicidio viene etichettato come suicidio e neppure i giornali prestano molta attenzione a questo fatto. L’Autore, impegnato politicamente nel P.C. e con la passione, gli ideali e i tormenti di quegli anni, non ha dimenticato il delitto e cerca di fare chiarezza. Il testo è ben documentato e il linguaggio è quasi giornalistico, scorrevole e con frasi brevi ed incisive. Dice l’Autore: “Si, è vero: fu la vita nostra di un gruppo... e la storia di un’epoca”. La storia di un’epoca che è importante perché ci ha portato alla storia dei nostri giorni.

RosellaTappi

***

“Quel delitto del ‘56” mi ha fatto pensare a “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, quasi come se fosse, per certi versi, una sua continuazione, un secondo atto, ambientato nei primi anni dopo la Seconda Guerra Mondiale. Sicuramente ha contribuito a lasciarmi quest’impressione l’utilizzo pressoché smodato dei dialettalismi che rendono la narrazione colorita, ma al contempo meno fruibile alla comprensione di chi, come me, non è nativo di Roma. Inoltre, gli stessi dialettalismi, utilizzati senza una soluzione di continuità, un po’ qua e un po’ là, come anche le varie sigle, a volte trascritte correttamente e altre “traslitterate”, stridono, a mio avviso, con l’effettivo tema del volume. Non è un romanzo: tirando le somme il delitto di cui narra l’autore è soltanto un pretesto per ripercorrere la ingarbugliata situazione politica in Italia del Secondo Dopoguerra. Difficile nella fruizione, dunque, sia per lo stile adottato, sia per l’argomento che si presterebbe di più a un saggio, anche se di saggi su questo periodo se ne sono scritti già numerosi. Prezioso per chi vuole capire meglio l’Italia di oggi, perché ricco di spunti che, se approfonditi, non dai singoli lettori “illuminati”, ma dai politici, permetterebbero a questo Paese di fare definitivamente i conti con il passato: “fu (...) la storia di un’epoca. Non c’è più (...). Ma senza conoscerla non comprenderemmo niente di ciò che viene dopo, di ciò che oggi è il mondo e la nostra vita.”.

Magdalena Agata Jedrusik

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it