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Uccido chi voglio di Paolo Stassi
Sellerio

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Roma 1 “Biblioteche di Roma”
coordinato da Simona Cives
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Il protagonista Vince Corso vive delle vicende rocambolesche in cui è spettatore passivo di uccisioni truci e violente in una realtà quotidiana contemporanea dei nostri giorni. L’autore pone al centro l’importanza della lettura come momento di guarigione, di “salvezza dell’anima”, i personaggi interpreti di un realismo fatto di un luogo simbolo in un contesto romano multietnico e interculturale con il desiderio di offrire specifiche di profondità nel completare gli aspetti della narrazione. Le ombre che ci portiamo dietro sono sempre presenti, ci possiamo trovare vittime inavvertitamente di episodi così agghiaccianti come le vicende dell’attentato terroristico dell’ISIS che accadde a Nizza e l’albergo dove lavorava la madre al quale spediva le cartoline indirizzate al padre, poco presente durante la sua infanzia sia fisicamente che affettivamente, nel quale riscatta la sua modalità di scrittura con una lunga lettera molto sentita e profonda verso quest’ultimo. Ne consiglio la lettura.

Giuseppe Meffe

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È un libro che procede al contrario, una realtà capovolta segnalata anche dalle lettere dei capitoli che scorrono dalla Z alla A. Ricco di citazioni, riferimenti, coincidenze, simboli, allucinazioni, finzioni. Tanti i “personaggi”: i ciechi, i cani, le strade dell’Esquilino, i libri...

La costruzione del testo risulta forse troppo ambiziosa e il lettore ci si muove con una certa difficoltà. Bellissima la lunga lettera al padre.

Fulvia De Persiis

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Viaggio nelle pieghe oscure della mente, nelle castranti disillusioni della vita che si avvertono più amare quanto più immerse nel contesto solare carico di odori speziati che si respirano in quella parte di Roma in cui alle sontuose memorie dell’Urbe si mescolano i suoni e i colori di un multietnico suk.

Interessante fonte di richiami letterari, è un monito per noi lettori compulsivi a non cadere nell’errore di interpretare la realtà con occhi interiori e ci avverte: per quanto abbiamo conosciuto dell’animo umano attraverso i personaggi della letteratura, gli infiniti casi della vita reale ci troveranno impreparati e ci saranno momenti ineludibili in cui dovremo scegliere con dolorosa responsabilità che corso dare al nostro futuro.

Federica Taravacci

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Vince Corso si è inventato un lavoro: cura la gente coi libri. Gli stessi libri che lui consiglia come rimedio per i mali dell’anima diventano, tuttavia, strumento di morte: c’è una setta di ciechi, a Roma, che trae ispirazione proprio dai libri per compiere una serie di omicidi e affermare, così, l’insussistenza della realtà “visibile”. La catena di eventi che porterà il protagonista a diventare l’inconsapevole strumento del contorto disegno criminale si svolge nella zona di Piazza Vittorio, nel quartiere Esquilino, dove si mescolano molte culture e la linea di confine tra il bene e il male non è chiaramente tracciata. Nel libro si afferma la forza della parola scritta, capace di determinare gli eventi: la letteratura è l’unica realtà possibile, una realtà adimensionale nella quale il destino del lettore, il vero protagonista dei libri, è già segnato. È anche il racconto di un figlio, e del figlio che per essere felice deve “uccidere” il padre. Per “uscire dall’ombra”.

Mary Patella

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Lettura da approcciare su diversi livelli.

Un libro che si tinge di diversi colori, dal giallo iniziale sino alle tinte più fosche del noir.

Roma al centro di una struttura narrativa in cui si osserva un intreccio di fatti e persone, che possono essere reali o immaginati. Roma è protagonista con i suoi molteplici volti e con i suoi luoghi più noti e più nascosti.

I libri protagonisti con il loro mondo popolato di figure immaginarie che sconfinano nella realtà.

L’interrogativo se il mondo esista per davvero o sia soltanto un’allucinazione affiora nel dipanarsi delle vicende.

Il blackout delle fasi finali della narrazione che getta luce sui fatti è significativo. Il luogo dove si rivela il ribaltamento della realtà, che diventa rappresentazione dell’immaginario, è un cimitero che accoglie le spoglie di scrittori, che hanno costruito la lettura della realtà partendo dall’immaginazione.

Sicuramente originale con diversi punti di riflessione.

Palma Scolieri

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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