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Voci nel silenzio di Bruno Morchio

Garzanti

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Savona “La compagnia dei lettori”
coordinato da Alessandra Bruno
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L’investigatore Bacci Pagano, che vive e lavora a Genova, si trova a svolgere una indagine molto particolare. Questa volta siamo immersi in pieno nel primo lockdown, aprile 2020, con l’agghiacciante atmosfera e tutto il peso della solitudine e delle relazioni a distanza. In questa condizione sospesa, Bacci viene contattato dalla figlia di un ex brigatista, ben conosciuto dal nostro, poiché fu proprio grazie alle sue indagini che anni prima il brigatista venne scagionato da una accusa. La ragazza riesce a consegnare a Pagano una lettera sigillata che il padre, prima di morire, le ha chiesto di recapitare. E da lì inizia una indagine complessa condotta con molta fatica, proprio per l’impossibilità di muoversi da casa. E dal passato tornano, come incubi, anche elementi che coinvolgono Bacci in prima persona. Romanzo perfetto per tornare al passato recente e quello lontano degli anni di piombo.

Susanna Tarchini

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Ritorna l’investigatore Bacci Pagano in una indagine da lockdown condotta, in una Genova blindata dalla pandemia, in modalità smart working, tra una telefonata ed un incontro via Skype. Una indagine che riporta alla luce fantasmi di un passato personale e di una memoria collettiva dove la ferita mai chiusa del terrorismo e degli anni di piombo torna a farsi dolente. In un continuo spostarsi di piani temporali, Bacci Pagano ricostruisce la storia di Beppe Bortoli, ex brigatista che anni prima lo stesso investigatore aveva fatto scagionare da un’accusa di omicidio, arrivando ad una verità scomoda che lo porrà di fronte ad una difficile scelta.

Maura Fortunati

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“Le voci nel silenzio” di Bruno Morchio mi ha riportata nel periodo sessantottino, da me vissuto più dall’esterno e indirettamente, rispetto agli eventi descritti dall’autore, ma non senza poter ancora oggi riconoscere in essi una realtà storica inconfutabile e, d’altro canto, mai del tutto emersa, nonostante l’impegno di Bacci Pagano. Ne consegue una narrazione a tratti forzata e lacunosa, soprattutto laddove il protagonista si trasforma in un deus ex machina a ritroso, nella ricerca di un filo conduttore tra i troppi eventi cruenti ed i loro esecutori-fantasma.

Clara Taramasso

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La storia si svolge durante il periodo del lockdown del 2020 e la descrizione di questo periodo è asettica, senza alcun coinvolgimento emozionale.

Il protagonista, il detective Bacci Pagano effettua delle ricerche richieste in una lettera-testamenta su eventi avvenuti molti anni prima. Tali ricerche sono indirizzate principalmente sulla lotta armata delle Brigate Rosse, periodo così drammatico per il nostro paese, pregno di stragi ed omicidi allo scopo di sovvertire l’ordine democratico della Repubblica. Le indagini sono condotte in modo superficiale e approssimativo, tanto che il loro racconto non è toccante ed anche il finale è deludente in quanto il risultato delle investigazioni non viene riferito a nessuno, annullando così parte della verità su un passato tanto doloroso.

Marisa Petrella

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Romanzo in due tempi, passato e presente, che cambiano continuamente prospettiva.

Gli anni del terrorismo e del passato diventano ben presto lo sfondo ad una figura ambigua e doppiogiochista, infiltrato invisibile che si sposta fra Italia,America meridionale e Germania,per organizzare sparizioni dei vari personaggi,sempre protetto dai servizi segreti.

E tutti quelli che provano a restituire solidità e verità alle varie storie che si intrecciano, vengono invariabilmente bloccati.

E anche Bacci Pagano, che riesce a comprendere aspetti nascosti nei vari misteri, scegli di tacere.

I fantasmi del passato, restano tali.

Simonetta Zanini

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Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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