< Libri e lettori

Gorilla, amore mio di Toni Cade Bambara 
Big Sur

 

***
Circoli dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Badia Polesine “Un libro per amico”
coordinato da Luisana Ferrarese
***

 

Leggere questa raccolta di racconti è stato come diventare, almeno per un po’ , -afroamericana- come dicono i “politically corrects”, una donna di colore, una “Nera” come dico io, perché non bisogna aver paura delle parole e di usarle, se vengono usate nel modo giusto. Ed è stato bellissimo entrare in questo mondo che non è poi così diverso da quello di ogni altra parte del Pianeta, dove ci sono madri alle prese con i figli, i soldi che non bastano mai, ma soprattutto Donne che si reinventano ogni giorno per portare avanti la loro vita, la loro famiglia, i loro sogni. Ed è proprio la forte connotazione al femminile che mi ha fatto amare questo libro: le donne come “sale della Terra”. Le donne ostinatamente convinte delle loro idee, che affrontano qualunque cosa “con le unghie e con i denti” senza mai, nemmeno per un secondo, pensare che – non ce la faranno –.

Daniela Barboni

***

Questo libro ad episodi mi è piaciuto, ma non mi ha entusiasmato. Ci sono queste ragazzine un po’ sfacciate e spaccone, che prima picchiano e poi parlano, oltre a donne molto volitive, che parlano senza remore di uomini e sesso. Anche qui gli uomini non sono dei protagonisti, ma dei comprimari. L’episodio che mi ha sconvolta è stata quello dell’uomo che appende una falchetta femmina moribonda alla porta, per poter così uccidere anche il suo compagno a martellate....... straziante.

Emanuela Bassan

***

15 sono i racconti che compongono la raccolta “Gorilla, amore mio”, il cui titolo ricalca quello del secondo testo che il lettore incontra nel libro. L’opera, però, non parla assolutamente di gorilla, anzi, ogni racconto vede come protagonista una donna: dalla bambina illusa di poter sposare lo zio una volta cresciuta, alla ragazza che si accinge a partorire, o ancora la signora ritenuta troppo “vecchia” per comportarsi e vestirsi in un certo modo. Il background culturale che accompagna tutta l’opera è quello della popolazione afroamericana, anche se non vi si fa quasi mai apertamente menzione nel corso della lettura. Lo stile e i contenuti sono eterogenei; alcuni racconti sono al limite dell’assurdo altri più profondi e riflessivi, alcuni sono scritti “di getto”, quasi un flusso di coscienza, altri con uno stile più “tradizionale”. Sarà questo caleidoscopio di situazioni, personalità e stili narrativi che non mi ha fatto apprezzare in pieno l’opera.

Sofia Bozzolan

***

15 racconti, 15 istantanee di un’America Nera, ricca di vita e passioni.

Con un umorismo a volte sottile, Toni Cade Bambara fa parlare i suoi personaggi, ben tratteggiati attraverso i dialoghi, che ci conducono nelle loro vite, spesso complicate, dolorose, in cui però la Vita e i legami affettivi hanno il sopravvento. C’è tanto orgoglio e fierezza in queste donne, spesso protagoniste, fotografate nelle diverse fasi della vita. Combattono per sopravvivere, senza piangersi addosso. I bambini: energia e speranza!

Rilevante il linguaggio, originale nella sua struttura.

Per chi ama i colori vivaci della vita, con uno sguardo senza filtri!

Ilaria Campitelli

***

Il libro è una raccolta di 15 racconti. I primi 9, raccontati sempre in prima persona, rappresentano

maggiormente lo stile afro-americano; quasi sempre i protagonisti sono ragazzini vivaci ed

intraprendenti che si scontrano con la mentalità razzista e segregazionista degli anni e dei luoghi in

cui vivono.

Dal decimo racconto la narrazione e lo stile si fanno più intimisti, la comprensione non è più così

immediata.

Il contenuto dei racconti porta alla riflessione e alla ricerca del messaggio che l’autrice vuole

trasmettere ai lettori.

Maria Olimpia Fasolin

***

Un libro di racconti, non riscuote mai molta simpatia da parte mia, anche se so bene, quanta bravura è necessaria per catturare il lettore, e questi racconti ci sono riusciti.

Forse è la prefazione dell’autrice che dichiara “comunque dico un sacco di bugie” a creare subito empatia con questa scrittrice. Alcuni racconti hanno il pregio della leggerezza, ma mai della banalità

Sono tutte donne e bambine le protagoniste, a volte sfacciate e spavalde. Sono testimonianze della strada, della vita di quegli anni. Un linguaggio fortemente americano ci accompagna per tutte le pagine. Gli uomini non ci fanno una bella figura e penso al racconto di un femminicidio che diventa banale argomento da bar e qui subito si intuisce l’impegno femminista della scrittrice. La raccolta termina con un racconto più leggero, un gruppo di amiche si ritrovano per parlare di uomini per elaborare un “piano globale” e per convenire che gli uomini sono rospi e non principi.

In qualche racconto par di intuire che vi sia molto di autobiografico, e probabilmente quindi, non tutte sono bugie

Luisana Ferrarese

***

È un libro con diversi racconti dove la parte femminile di colore fa da padrona.
Tratta di bambine che difendono i fratelli più grandi; di donne che ballano e per questo redarguite dai figli perché imbarazzati ; di una bambina che corre perché cerca attenzioni nel giorno del suo compleanno, si parla delle diseguaglianze economiche e tanto altro.
La scrittrice cura molto il lato umano e i sentimenti dei personaggi ma malgrado ciò non mi ha coinvolta.

Donatella Martini

***

È un caleidoscopio vociante e colorato quello che si presenta al lettore di “Gorilla amore mio”, un universo in continuo fermento, che non esita a mettersi a nudo mostrando non solo vivacità, fantasia e creatività, ma soprattutto una forza che diviene talvolta sfrontatezza. Tutte le storie ruotano intorno a personaggi femminili di ogni età, ma le protagoniste principali sono le bambine che in questo contesto, fin da piccole, capiscono quanto è difficile essere femmina in quella società. Si trovano non solo a dover competere con i maschi, ma soprattutto a dover sostenere rapporti conflittuali e forti scontri solo perché il mondo si accorga di loro. Hazel, Ollie, Sylvia, Sugar, Violet, Jewel, Kit...e tutte le altre hanno conosciuto quanto costa raggiungere un obiettivo, quanto coraggio ci vuole per poterlo mantenere e quanta fatica per non perdere ciò che a dura forza si è conquistato. Ancora bambine, provano sulla propria pelle la scarsa considerazione a loro riservata, ma sarà proprio questa la molla verso la ricerca di riscatto: la giustizia sociale, i diritti, i doveri. Illuminante, a questo proposito, l’osservazione di Miss Hazel in Il mio amico Bovanne: “...bisogna occuparsi degli anziani...ricordargli che abbiamo ancora bisogno di loro...perché i vecchi sono il cuore della nazione.” E che dire degli obiettivi suggeriti della signorina Ruby, in Non si scherza con Punjab : portare un po’ di legalità tra “i padroni di casa, i poliziotti, i funzionari pelandroni e i negozianti con le bilance truccate”, e “convincere a finanziare un ambulatorio per curare i tossici come si deve”. Idee veramente rivoluzionarie per quegli anni e per quell’ambiente, che già raccoglieva consensi tra le donne afroamericane in attesa di riscatto.

Franca Rigobello

***

Solitamente non amo le raccolte di racconti. Mi sono dovuta ricredere con questo quadro corale di vita nera raccontato con il ritmo della musica soul e blues, con personaggi tratteggiati con precisione in grado di colpirti per il loro approccio pragmatico alla vita, per il loro venire descritti in una quotidianità fatta di conflitti razziali ed anche generazionali, di scene di vita cittadina e rurale. E poi le donne ... donne descritte per la loro forza, la loro capacità di riuscire a reagire davanti ad un destino non sempre benevolo o a scelte sbagliate. Donne che, come in tutte le società, anche in quella afroamericana rappresentano la forza della famiglia e il pilastro della società.

Mirka Tolini

 

***
Circoli dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Milano 3 “La banda del book”
coordinato da Moira Maggi
***

 

Serie di piccoli racconti.

La scrittura è semplice con frasi brevi e tanti discorsi diretti. Il tono è molto colloquiale. Interessante e sempre in primo piano, il problema razziale che, almeno nei primi racconti, rimane il vero centro di gravità del libro. Altro tema molto presente è l’estrema solitudine delle persone che sviluppano, come conseguenza, comportamenti aggressivi, in particolare le donne che devono in sovrappiù lottare contro la loro supposta debolezza.

Un mondo di emarginati ed alcolizzati emerge dalla trama dei racconti con qualche squarcio di umanità e di solidarietà.

Lo schema generale rimane, nel complesso, frammentato, anche per l’introduzione a metà volume, di racconti più onirici, in cui prevale il tema della follia, con schema più complesso rispetto ai precedenti.

Il tutto si legge senza passione e non affascina.

Anna Ciccarese

***

Raccolta di racconti brevi che, con semplice ma efficace ironia, mostra uno spaccato dell’America nera tra la fine degli Anni Cinquanta e l’inizio degli Anni Settanta.

I personaggi, anche quando sono antipatici, sono esilaranti nel loro essere stereotipici ma allo stesso tempo naturali e reali.

Le più simpatiche sono le bambine, sempre in lotta contro il mondo per questioni di età, di genere e di colore della pelle.

Chiara Iacono

***

Raccolta di quindici racconti ambientati nella comunità afroamericana dei miseri sobborghi cittadini del Nord degli Stati Uniti. Storie di vita quotidiana tra gli anni Quaranta e Sessanta di una attualità quasi disarmante. Una scrittura pulita e diretta, che racconta di quanto invece sia sporca e dura e degradante la vita per le minoranze di colore, soprattutto se donne, soprattutto se bambine. Voci femminili di diverse età e dal linguaggio crudo, che si fanno sentire con rabbia e malizia, a volte tenerezza e dolorosa rassegnazione, sempre con dignità e desiderio di riscatto. Si parla di rapporti in nuclei familiari disfunzionali, dove l’alcol annebbia le menti, gli uomini abusano o sono assenti, dove le donne cercano di difendersi come possono, faticano a tirare avanti e dove i bambini, disincantate voci narranti, hanno perso l’innocenza prima ancora di averla trovata. Meravigliosi i primi tre racconti, carichi di pathos e di tenerezza. Spiazzano nella loro immediatezza anche per il non detto. Alcuni racconti sono carichi di poesia, altri più difficili da cogliere, ma se ci si affida a una seconda lettura i diversi piani narrativi si fanno meno oscuri, fino a illuminare un significato che può sfuggire a una lettura superficiale. Nomi e dettagli, a volte oggetti di per sé insignificanti, ricorrono di racconto in racconto, come piccoli nodi che legano le storie l’una all’altra e nel riconoscerli il lettore ha la sensazione di avere davanti un tessuto narrativo (la raccolta stessa) che l’autrice ha lavorato affinché quei nodi intrecciati risuonino e svelino un’unica voce collettiva. Una lettura potente e edificante.

Cristina Casanova

***

15 brevi racconti, perlopiù di formazione, che ci parlano di un universo narrato in prima persona da una varietà di personaggi, in gran parte adolescenti e comunque tutti appartenenti alla stessa area sociale: un universo fatto di degrado e povertà, di disagio familiare, di criminalità, di tentativi falliti di riabilitazione, di disuguaglianza sociale, di sopraffazione di genere e discriminazione razziale. Non manca niente. Temi davvero interessanti che però vengono portati in superficie da una narrazione contorta, faticosa che distrae e non coinvolge. I personaggi, tantissimi, forse troppi, talvolta solo elencati, confondono e si confondono, facendo perdere al lettore l’orientamento e il filo del discorso, che di fatto a volte non c’è e a fatica si ritrova. In conclusione buone le idee, interessanti questi squarci di povere vite, che però creano delle aspettative che non si realizzano a causa di una fluenza narrativa non efficace.

Maria Grazia Giovannini

***

Confesso di non amare particolarmente i racconti. Questi li ho trovati confusi, con poca struttura. 

Forse la ragione sta proprio nel fatto che non mi aspettavo dei racconti. Ho anche trovato qualche analogia tra i primi personaggi e ho continuato a pensare fosse un romanzo, per poi arrivare in fondo e rendermi conto che erano racconti. Ma ormai era tardi per cambiare idea. 

Peccato perché era partita molto bene con quell’introduzione diretta e quasi parlata, che forse è la parte che ho apprezzato di più. 

Il mondo di degrado e povertà descritto è interessante nei primi racconti ma alla lunga diventa ripetitivo. Lo stile non mi ha colpita in modo particolare, non ho trovato frasi memorabili o d’effetto. Delle scene descritte mi rimane forse solo l’avventura a NYC in cui i ragazzini guardano le vetrine e commentano i prezzi dei prodotti di lusso. Una vera lezione. 

I temi dei racconti sono molto interessanti: rapporto genitori-figli, razzismo, disabilità, povertà, violenza e disuguaglianza economica dell’America anni sessanta. Peccato non vengano approfonditi abbastanza da descrivere appieno perché forniscono un ottimo spunto di analisi sociale. 

Moira Maggi

***

Gorilla, amore mio è una raccolta di racconti di Toni Cada Bambara ambientati perlopiù in degradati quartieri neri.  Protagonisti e voce narrante coincidono: principalmente giovani donne che devono fare i conti con solitudine, emarginazione e disuguaglianze sociali e razziali, anche se i rapporti familiari e il ruolo della donna appaiono come la vera tematica dei racconti.

L’autrice si schiera senza dubbio dalla parte delle donne nere, di cui mette in evidenza ricchezza interiore e combattività: può essere la madre de Il mio caro Bovanne, che deve fare i conti con i figli, politicamente rivoluzionari neri, ma duri censori dell’esuberanza e vitalità della madre; la giovane protagonista de La corsa di Raymond, pronta a farsi carico del fratello disabile e a difenderlo in qualsiasi situazione.

La narrazione segue lo stile non sempre fluido delle voci narranti popolari e anche l’intreccio risulta a volte complicato dal loro modo non lineare di raccontare.

Renato Mastro

***

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Per partecipare, registrati. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it