< Libri e lettori

Il grande sonno di Raymond Chandler
Feltrinelli

 

***
Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Savona “La Compagnia dei lettori”
coordinato da Alessandra Bruno
***

 

Credo uno dei più classici noi, guidati da un protagonista ingombrante, l’ispettore Philip Marlowe, chiamato ad indagare su un ricatto di cui è oggetto il riccone Sternwood, Marlowe capisce, dopo poco che ha accettato l’indagine, che questo ricatto è solo la punta dell’iceberg. Da lì infatti nasceranno complicazioni a non finire. È un classico del genere, e questo è innegabile, coinvolgente, ma per me è troppo: troppo ingarbugliato, troppo descrittivo, anche fin troppo realistico.

Susanna Tarchini

***

Mi piacciono di più i gialli deduttivi rispetto al noir. Quindi, l’autore non è tra i miei preferiti. Il detective Philip Marlowe, cinico e dalla battuta pronta, è un personaggio letterario che non si dimentica facilmente.

Victoria Lauri

***

È il giallo americano per eccellenza, con l’odore di tabacco, di sangue e di polvere da sparo che dalle pagine del libro arriva direttamente al lettore.

Eleonora Poggi

***

Il grande sonno Chandler è un grande, un mito, un capo e un capostipite. È stato il primo ma poi tanti lo hanno copiato. Ora, non per colpa sua, quelle storie così sono un déjà vu. Mi dispiace, rimane un grande ma qui il voto va al suo contendente. Fante.

Ho sempre amato Chandler e Fante non lo avevo mai letto. Ora che me li hai messi uno contro l’altro ho dovuto fare una scelta e la scelta l’ho fatta. Fante.

Livio Giraudo

***

Forse il libro più importante del genere noir/hard boiled (poliziesco – detective fiction), termine che significa duro, freddo, irriverente.

Trama ricca di colpi di scena, descrizioni fotografiche degli ambienti e soprattutto profonda caratterizzazione dei personaggi e quell’atmosfera fatta di fumo, disperazione e whisky.

Chandler racconta magistralmente certi ambienti loschi, alto borghesi, dove non c’è morale alcuna ma una sola verità: il potere. L’autore descrive l’America dagli anni trenta agli inizi dei ‘50 che dietro ad una facciata perbenista nasconde il marcio profondo che contraddistingue la classe dirigente.

Stile cinico e disincantato, ironico e amaramente divertente.

Una particolarità, nella versione letta, nella traduzione italiana, a pag. 38 viene utilizzato il termina ‘usma’, parola del dialetto veneziano che significa sentore, fiuto.

Patrizia Saracco

***

Caposaldo della letteratura hard boiled, Chandler dà vita a questo “privato” solitario e caustico, dalla battuta asciutta e pungente, facendolo muovere in una Los Angeles di fine anni trenta, in preda a crimini violenti, traffico di droga e prostituzione dove quasi nessuno sfugge alla decadenza morale. Nonostante l’evidente differenza con altri famosi investigatori della letteratura, paga gli anni e le molteplici rappresentazioni di detective duri e puri, sbirri corrotti e pericolose dark lady che hanno popolato romanzi e film. Si arriva anche a provare un minimo di simpatia per il detective Marlowe che, tutto sommato, riesce a mantenere un minimo di senso etico nella gestione del suo lavoro, ma tutto ciò non compensa un certo machismo che pervade l’intero romanzo, un libro in cui si descrive così l’entrata in scena di una donna: “Era sconcertata. Rifletteva. Non ci si conosceva da molto tempo, ma ero già sicuro che la riflessione non era esattamente il suo forte”.

Roberta Cospito

***

“Il grande sonno” non ha retto ad una rilettura recente e devo dire che mi ha proprio deluso. Lo ricordavo.... nei miei venti anni... come un piacevole noir, scritto da un personaggio come Raymond Chandler.... rileggendolo l’ho trovato un fumetto americano con personaggi finti e stereotipati ed una trama caotica e confusa. Ho capito anche la differenza tra un classico e un libro “vecchio”: se rileggo, ad esempio, Faulkner ogni nuova lettura me ne offre un’angolatura diversa e mi fa scoprire cose che non avevo visto nella precedente... un libro vecchio... sente solo il peso dei suoi anni....

Donatella Vigna

***

La narrazione si svolge negli anni 20 in una Los Angeles grigia e piovosa, il protagonista è il detective Marlowe al centro di numerosi personaggi dediti agli omicidi, alle bische clandestine, alla pornografia, al sesso, ai ricatti, in una trama intrecciata confusamente.

Chandler e Hammett sono stati i primi che hanno creato questo tipo di romanzi definiti Hardboiled, poi ripreso dagli autori successivi, ma oggi “Il grande sonno” dimostra tutti i suoi anni.

Marisa Chianura Petrella

***

L’azione che ha come ineluttabile destino la delusione. È questo che si percepisce fin dalle prime mosse dell’iconico investigatore Philip Marlowe. La trama, piuttosto complessa, è letteralmente inondata da cinismo e ironia di prima classe che rendono il suo dipanarsi un vero piacere per la lettura. Malgrado Marlowe sia il prototipo di centinaia di successivi detective della letteratura e del cinema mondiale, l’originale resta un personaggio formidabile e Il Grande sonno, assieme ad Addio, mia amata e a Il lungo addio, sono tra i migliori romanzi della loro epoca.

Paolo Schiavi

***

Un romanzo che potremmo descrivere con poche parole: La delicatezza del noir.

Quello di Philip Marlowe è un nome leggendario, probabilmente più conosciuto di quello del suo creatore. Interpretato da tantissimi divi del cinema (tra cui Humphrey Bogart, proprio nella trasposizione de “Il grande sonno”) è infatti un personaggio che ha soppiantato il nome di chi l’ha partorito. Tuttavia, un grande personaggio può uscir fuori solo dalla mente d’uno scrittore talentuoso, quale Raymond Chandler.

Senza dover ricorrere alla volgarità e alla truculenza che sembrano essere un must delle opere contemporanee, l’autore costruisce un noir di tutto rispetto, retto da un protagonista senza dubbio affascinante e arguto.

La storia ha inizio nell’ enorme casa d’un ricco generale, ormai vecchio e molto malato, che convoca Marlowe per indagare su una sorta di ricatto di cui è stato vittima, tramite delle cambiali recapitate al suo indirizzo e che denunciano presunti debiti di gioco. Fin dall’inizio Marlowe, col suo fiuto da vero segugio, intuisce che dietro questa storia ci sia ben che da un semplice ricatto; non è infatti che l’inizio di un percorso nello svelamento d’una losca storia, che coinvolgerà anche le due sregolate figlie del generale: donne avvenenti che nascondono non pochi segreti. Da un caso apparentemente semplice, dunque, partirà una sequela di strani traffici, omicidi, rapimenti. Nel bel mezzo di questi eventi ci sarà Marlowe, il suo sangue freddo coinvolge, ci tiene ancorati al racconto di cui è protagonista e ci permette di non soccombere insieme a lui a una situazione che avrebbe di certo annientato un’anima debole.

“Che importanza ha dove si giace, quando si è morti? In un pozzo nero o in una torre di marmo in cima a una collina, fa lo stesso. Quando si è morti si dorme il grande sonno, e a cose del genere non si bada. Petrolio e acqua sono vento e aria per i vivi”.

Alessandra Bruno

***

Intrigante affresco della L.A. che fu…, dove l’autore accompagna il lettore come in un viaggio attraverso il tempo. Ma i personaggi restano come immobili, fissi in un contesto fastidiosamente stereotipato, che diventa quasi insopportabile.

Alberto Taramasso

***

Un noir d’altri tempi, con trama descrittivamente complicata, che comunque non offusca il personaggio Marlowe, interessante ma irreale, che non è riuscito a coinvolgermi.

Clara Taramasso

***

Chandler ha insegnato a tutti gli scrittori di noir la brevità e i repentini cambi di scena, il cinismo e la disinvoltura degli investigatori, la complessità spiraliforme della trama con una straordinaria abilità nel creare metafore originali.

Lorenza Beltrame

***

In un’atmosfera attutita dal fumo si muovono personaggi a volte grotteschi. La trama aggrovigliata delle va loro storie ci riporta ad un’epoca in cui al sole molto sembrava proibito, ma all’ombra invece era parecchio concesso, e la moralità un’interpretazione molto personale.

Ada Gaggero

***

Il romanzo non ha la razionalità dei gialli classici e la trama non consente al lettore di seguire le indagini. Il detective Marlowe procede nelle indagini con intuizioni improvvise non motivate da un particolare evento.

Ho trovato lo stile letterario ormai un po’ datato anche se il personaggio di Marlowe, detective apparentemente cinico, è stato emulato in numerosi noir.

Paola Murialdo

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Per partecipare, registrati. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it