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Il gruppo di Mary McCarthy
Minimum Fax

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Empoli “Biblioteca di Empoli”
coordinato da Antonella Bertini
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Questo romanzo è molto moderno per l’epoca in cui è stato scritto, le donne americane erano molto più evolute rispetto ai costumi italiani. È scritto in modo simpatico e divertente, ma è troppo lungo, specialmente quando si sofferma su alcune descrizioni. In certe parti mi ha un po’ annoiata.

Antonella Bertini

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Ho apprezzato la presentazione di uno spaccato sociologico al femminile nell’America degli anni ’40-’50 ma non sono stata coinvolta emotivamente dalle storie delle protagoniste di questo romanzo anche perché la loro amicizia sembra più formale che autentica nonostante i numerosi contatti e incontri. A mio parere gli ampi capitoli riportano particolari non essenziali all’episodio raccontato.

Giulia Peruzzi

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Il romanzo di Mary McCarthy, “Il gruppo”, racconta la vicenda individuale di otto ragazze subito dopo la conclusione del loro percorso di studio al prestigioso college “Vassar”.

Siamo negli anni Trenta del Novecento, negli Stati Uniti, e la narrazione delle vicende personali femminili, apparentemente secondarie e leggere, è un modo per rappresentare un’epoca, con le sue contraddizioni, tra l’apertura verso la modernità e il permanere di vecchi stereotipi.

Lo stile di scrittura di McCarthy inizialmente può sembrare un pochino ridondante, con periodi molto lunghi, abbondanza di descrizioni di oggetti e ambientazioni. Una volta che la storia decolla però è semplice lasciarsi trasportare dalla narrazione, accompagnata costantemente da una elegante ironia.

Chiara Landi

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Non avevo letto niente di questa scrittrice e mi sono divertita molto a seguire le storie di queste compagne di college nell’America della prima metà del ’900. Non mi aspettavo che le americane fossero così moderne nelle questioni di sesso. Se quello che racconta l’autrice è verosimile erano molto avanti rispetto al vecchio continente, all’Italia in particolare.
I caratteri delle amiche che compongono il gruppo vengo raccontati in modo coinvolgente e di volta in volta portano il lettore a immedesimarsi e a parteggiare per ognuna di loro. Gli uomini, al contrario, non ne escono tanto bene.
Non ho votato per questo romanzo delizioso solo perché si confrontava con uno fondamentale per chi, come me, ha la passione della lettura. 

Carla Benedetti

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Un romanzo da 8 marzo. Otto ragazze dell’alta borghesia americana si laureano al prestigioso college newyorkese di Vassar, nel 1933. Nel primo capitolo troviamo il gruppo di amiche riunite intorno a Kay, nel giorno del suo matrimonio a poche settimane dalla laurea. Poi le loro storie si dipanano in varie direzioni ed esse si trovano ad affrontare le classiche, eterne tematiche con cui devono confrontarsi le donne moderne: il rapporto con gli uomini, la famiglia, la maternità, i genitori, la conciliazione dei ruoli di figlia, moglie e madre con le proprie aspirazioni. L’ottica dissacrante e spigolosa adottata da Mc Carthy per l’analisi di queste situazioni è spesso quella delle questioni di sesso e proprio quando in Europa si affermano totalitarismi che hanno l’odore di dittature fallocratiche le nostre amiche affrontano la complessità delle relazioni, della vita e del rapporto con il proprio corpo con atteggiamento spregiudicato e anticonformista, ma sempre, in fondo, combattuto e sofferto. Un romanzo dallo stile brillante ed algido, la cui simmetrica costruzione si chiude con un capitolo che fa da perfetto contraltare al primo: le amiche, che hanno avuto più o meno successo con gli uomini, con la famiglia, con il lavoro, sono di nuovo attorno a Kay, ma in circostanze ben diverse da quelle del capitolo iniziale. Un gioiello di introspezione nelle psicologie femminili e un appello all’intelligenza delle donne perché trovino sempre il coraggio di non tradire se stesse.

Cristina Preti

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Il gruppo, grande opera di Mary McCarthy, racconta la storia di otto ragazze americane a cavallo tra la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale.
Dal loro diploma presso il prestigioso college Vassar, l’autrice segue il percorso e le vicende personali, familiari e lavorative di ciascuna di esse con un punto di vista talvolta pungente ma anche amichevole e compassionevole, trattando inoltre di temi tabù per l’epoca come l’omosessualità, la partecipazione femminile in politica e i primi accenni di femminismo.
Questo romanzo che non cattura il lettore sin dalle prime pagine, ma in un crescendo diventa sempre più interessante a mano a mano che si addentra nelle vite delle protagoniste, risulta essere ancora molto attuale nella rappresentazione della difficoltà di crescere in cui ogni nuova generazione inesorabilmente si imbatte, trovandosi combattuta tra l’educazione ricevuta e il cambiamento dei tempi.

Silvia Maggiorelli

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Onestà. Questa parola da sola basterebbe a descrivere il romanzo della McCarthy. Onestà perché è un piatto dal sapore agrodolce. Se servita una domenica in famiglia può salvarti, se su un piatto dorato tra luccichii e specchi può anche annientarti. Onestà perché travalica il tempo e le mode e rimane ancorata all’oggi inteso come momento infinito. Onestà perché racchiude in sé il poetico e il brutale e ne fa un unico sentimento diventando suo malgrado pura identificazione. Sì, perché questo succede alle lettrici e ai lettori de “Il gruppo”, non puoi non fare a meno di accogliere le sue protagoniste e di farle tue nonostante sia trascorso quasi un secolo. Tu lettrice, soprattutto, seguirai con trepidazione le loro vite, i loro amori, i successi e gli insuccessi, e piangerai e riderai con loro. Perché così è la vita. Onestamente.

Alessia Giraldi

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Questo romanzo non mi è piaciuto, non mi ha emozionata e non mi ha coinvolta.

 Ho avuto la sensazione di leggere un saggio di sociologia sulla condizione femminile della classe media americana al tempo di Roosevelt e del New Deal.

Sono riuscita a terminare di leggere il libro, anche se con molta fatica e impegno, cercando di pensare di vivere negli anni in cui il libro è stato scritto e poi pubblicato. Non posso non disconoscere il valore dirompente delle problematiche affrontate dalle protagoniste e il realismo con il quale vengono descritte che contribuiscono a comporre un quadro realistico di quella classe sociale nell’America degli anni trenta.

Ma nonostante tutto ciò non sono riuscita ad immedesimarmi o provare un sentimento di empatia con nessuna delle otto ragazze.

Alberta Cioni

 

 

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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