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Il Natale di Poirot di Agatha Christie
Mondadori

 

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Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Torino 3 “Fior di Giappone all'ora del tè”
coordinato da Lucia Palmeri
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Niente di più natalizio di una riunione di famiglia intorno all’anziano capofamiglia che vuole figli e nipoti, anche quelli che nessuno conosce o caduti in disgrazia. Qualcuno sospetta che la volontà del padrone di casa sia mettere zizzania tra i consanguinei e godersi lo spettacolo del loro sconcerto. L’inevitabile delitto è complicato da risolvere, ma per fortuna nei pressi si trova il famoso investigatore. Un Poirot più contenuto e meno debordante del solito e una trama “classica”, che prevede il “delitto in una stanza chiusa” fanno di questo libro un esemplare riuscitissimo di una serrata costruzione logica, inducono in tensione fino alla fine e a sorprendersi per la soluzione adottata.

Claudio Sasso

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Il Natale di Poirot è un giallo che appare semplice perché la trama si svolge in un lasso di tempo molto breve, ambientato quasi totalmente in una abitazione, ma in realtà pieno di colpi di scena che lo rendono avvincente e molto piacevole da leggere.

Fiorenza Bergamo

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 Christie in questo racconto mette in scena un vecchio miliardario e la sua famiglia nella quale non c’è armonia. Con la consueta maestria Christie descrive i preparativi della sera della vigilia.

Mentre sono in salone, s’ode un grido animalesco, agghiacciante e ognuno si precipita alla camera dell’anziano padre. Sarà Poirot col suo spirito d’osservazione ed acume a scovare l’assassino.

Il racconto è molto intrigante, sembra scritto per una pièce teatrale e mette in luce tutta l’ipocrisia delle persone, latente sotto una patina di educazione forzata.

A me ha ricordato i “Canti” di Dikenson sulla lotta fra il Bene e il Male. Comunque c’è un lieto fine.

Olga Paolilli

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Nella grande produzione dei giallisti nordici più o meno bravi Agatha
Christie l’ho letta ancora con piacere perché:
1)ha una scrittura scorrevole e sobria, mai truce
2)con poche frasi stigmatizza personaggi e rapporti di coppia magistralmente
3)concede pochi ma evidenti indizi per capire chi è il colpevole
4)Poirot è pieno di ironia e buona educazione, che non guasta.

Anna Laura Turitto

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Natale è un semplice pretesto, l’esca gettata da Simeon Lee - il tipico ottuagenario dei romanzi inglesi, ricco e insopportabile - per radunare nella sua tipica magione la sua tipica famiglia, variamente mantenuta e angheriata, cambiare il testamento e gettare nello sconforto i parenti serpenti danneggiati. E siccome l’anziano despota, in gioventù, sparse illegittima discendenza un po’ ovunque, si presentano pure un paio di figli imprevisti ed una graziosa ancorché falsa nipote spagnola in cerca di fortuna. Oltre al solito saccente Hercule Poirot, che scoverà l’assassino grazie a genetica e psicologia.

L’ambientazione è teatrale, opprimente come il potere, caratteriale e finanziario, esercitato dal patriarca sul parentado imbelle. L’andamento del racconto è quello che ci si aspetta: tutti hanno un movente e l’occasione di uccidere. Ciascuno mente per nascondere peccatucci assortiti, diventa per qualche pagina l’indiziato numero uno e poi cede lo scomodo ruolo al fratello o alla cognata di turno. Colpo di scena finale e risoluzione del caso assai telefonati (da Mendel).

Nota di plauso per le citazioni, bibliche e shakespeariane, e la metodica distruzione dell’istituzione familiare.

Nota di demerito per la fredda geometria dell’intreccio: passi per l’assassinio alla vigilia, può capitare nelle migliori famiglie, ma Natale senza un briciolo d’empatia proprio no.

 0 perché per nulla natalizio

Gian Piero Chieppa

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 “Il natale di Poirot di Agatha Christie, è un giallo ambientato in Inghilterra nel periodo natalizio, La storia coinvolge diversi personaggi, ma molti di questi li ho trovati un po messi a caso e inutili alla narrazione. I personaggi secondari sono forse un espediente per confondere il lettore nella ricerca del colpevole. Un personaggio che ho molto apprezzato è Pilar, la coraggiosa e astuta spagnola che sembra capire subito chi sia il colpevole e il ruolo che potrebbe avere per smascherarlo. Senza la sua presenza il libro sarebbe stato noioso e quasi senza pepe. Ho apprezzato molto lo stile, che grazie alla semplicità cattura il lettore dallinizio alla fine, e rende leggera e scorrevole la lettura.

Genesi Meza

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Come in un puzzle le scene si incastrano. Eccolo “Il Natale di Poirot”.
Gorston Hall, Longdale, campagna inglese. Anni trenta. 
Tutti membri della famiglia sono sospettabili. 
Io e i gialli? Un rapporto complicato.
Nessuno si offenda.
Please.

Sara Cancellara

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È un giallo molto piacevole da leggere, veloce e con personaggi tutti ben caratterizzati, ma non mi ha coinvolta molto. Quello che colpisce maggiormente sono le parole ciniche di Poirot per cui a Natale tutte le persone si sforzano di essere “amabili” che non è che uno spaccato della società.

Daniela Ferraris

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Dalla prima all’ultima pagina l’attenzione del lettore vaga nell’incertezza da una calda atmosfera natalizia alla sensazione ghiacciata di un giallo della camera chiusa. Trama ben strutturata. Finale non scontato.

Rita Cerimele

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Un romanzo tipico di Agatha Christie, facile da leggere, ben strutturato con una sapiente descrizione dei personaggi purtroppo però lo schema è sempre lo stesso. Un delitto, un piccolo gruppo di persone, tutte sospettate, un ambiente ristretto con tanti indizi...e il colpevole!

Daniela Vecchio

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A Natale tutti buoni? No: c’è molta ipocrisia!

La vigilia di Natale il capostipite di una numerosa famiglia viene ucciso misteriosamente nella sua villa. All’interno della casa ci sono solo i suoi familiari, tra cui alcuni dilaniati dal sospetto e dalla cupidigia e intenti a mascherare odio e rivalità nei confronti degli altri. In questo giallo è interessante la descrizione psicologica di ogni personaggio e il lettore viene guidato con maestria dalla scrittrice alla scoperta del colpevole. 

Maria Luisa Lupi

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I gialli di Agatha Christie non deludono mai. Si tratta di un delitto compiuto durante una cena

 natalizia. Anche in questo suo romanzo troviamo la presentazione dei diversi personaggi, tutti “parenti/serpenti” e sospettabili, e siamo messi nella possibilità di indagare insieme all’Ispettore Poirot, potendone seguire ogni mossa ed ogni ragionamento.

Si rimane incollati al libro e il finale è da colpo di scena. L’atmosfera natalizia è ben descritta e coinvolgente. 

Silvia Marini

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Mi è piaciuto molto e trovo che la descrizione dei rapporti familiari relativamente al Natale, sia estremamente realistica e sempre attuale.

Ho sempre sentito una nota stonata.... nelle cene della vigilia!

Mi sono piaciuti anche i personaggi molto ben delineati.

Antonella Vivaldelli

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Il libro di Agatha Christie mi è piaciuto, ma non troppo emozionato, tuttavia sono contenta di aver letto un giallo (anzi due). La cosa positiva è che mi ha portato indietro nel tempo a riconsiderare i tantissimi gialli di mio padre e devo dire probabilmente li riguarderò.

Bruna Gasparini

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Fluido, intrigante, intelligente, come sempre Christie è in grado di farsi leggere con interesse, regalando storie “noir” o “gialle” come si etichettano in Italia. Cambiano i colori e le sfumature sociali, interessante quindi calarsi nella psicologia comportamentale di esponenti inglesi di metà novecento: alto borghesi, ipocriti ed emotivamente ritrosi.

Potrebbe far bene leggerlo nei giorni in cui si svolge, dal 22 al 26 Dicembre, in famiglia. Per sdrammatizzare e riflettere un po’ sui nostri traballanti legami.

Fabiola Palmeri

 

 

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Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Bologna “Ratatuia metropolitana”
coordinato da Serena Caprara
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Mi piacciono i gialli, mi piace Agatha Christie, mi è piaciuto “Il Natale di Poirot”. La Christie, come sempre, “gioca” con dettagli che il lettore non può o è difficile che colga, ma questo già lo sappiamo e godiamo ugualmente delle sue letture. Tuttavia, questo libro non è riuscito a trasportarmi nell’atmosfera natalizia, l’ho letto con piacere e mi ha appassionato come tutti i libri di questa grandissima autrice ma il Natale non l’ho proprio sentito.

Francesca Ginelli

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È un giallo scritto bene, è scorrevole e ti lascia immaginare le scene. Mentre leggi il tuo film si crea in testa. La Christie riesce a muovere le pedine e fino alla fine non sai chi sia il colpevole.
Non smetterei mai di leggerla perché più la leggi e più hai voglia di andare avanti e di sapere che cosa succede. 

Grazie a questa grande autrice è nata la mia passione per la lettura!

Isella Gualdi

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Il Natale di Poirot: 'classico‘ giallo della Christie, con affascinanti personaggi, che si sviluppa secondo una tradizione che non delude mai. 

Anonimo

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Agatha Christie non delude mai. Qui usa l'espediente natalizio per avvincere i lettori nei suoi meccanismi perfetti e aggiunge una profonda riflessione sul significato di questo momento dell'anno. Un periodo di concordia forzata, in cui tutti si impegnano a volersi bene e a coltivare l'accettazione e l'armonia. Ma proprio il fatto che ci si sforzi in questa direzione è il motivo per cui si è più suscettibili a gesti e parole che fanno riemergere rancori e toccano nervi scoperti. Ancora una volta, l'autrice inglese si conferma ottima conoscitrice dell'animo umano.

Debora Ferrero

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La regina del giallo all'inglese non delude mai, nemmeno per Natale. Laddove ci si attenderebbe un'atmosfera e uno spirito natalizio, con tutti quei buoni sentimenti profusi a iosa, ecco comparire un delitto con tutto il suo affascinante rompicapo. Anche qui, come in tutti gli altri romanzi della Christie, l'intreccio è sapientemente studiato e la classica ansia di riuscire a fare come, e meglio, di Poirot non viene meno. Per questo esprimo la mia preferenza per questo piccolo gioiello letterario: anche a Natale, quando tutti dovremmo essere più buoni, l'animo umano si rivela per quello che è, senza inganni e la Christie ce l'ha mostrato appieno, ancora una volta.

Stefano Maffei

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Agatha Christie tutta la vita. Sarà perché leggo sempre thriller, gialli o comunque romanzi con un mistero di fondo da risolvere, resta il fatto che la Christie, in questo romanzo, articola molto bene la trama, rendendo difficile capire assassino e movente.

Sabrina Rota

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Quale momento migliore del Natale, periodo in cui tutti dovremmo essere più buoni e nel quale dovrebbero regnare la pace e l’armonia, per inscenare un delitto? È proprio durante questo momento, in cui le persone stanno insieme, brindano alla famiglia e al loro sodalizio, che la trama del giallo si dipana. Una grandissima scrittrice, abile a proporre gli elementi investigativi e gli indizi, in un’epoca in cui mancavano tanti supporti forniti alle indagini dalla tecnologia. Il personaggio di Poirot, maestro di cerimonia arguto e abile, si destreggia tra i personaggi cogliendo i punti di forza e di debolezza di ognuno. Questo è di certo un aspetto che sottolinea l’ottima conoscenza della mente umana da parte dell’autrice, una vera fuoriclasse del genere.

Serena Caprara

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Agatha Christie ci conduce con maestria a scoprire i personaggi e le atmosfere di un Natale diverso da quello che ci immaginiamo. Il sapiente Poirot, alter ego della scrittrice, riesce a sbrogliare l’enigma svelando il mistero solo alla fine, ed è questa la caratteristica distintiva della maestra del genere.

Anonimo

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È una scrittrice che tiene il lettore attaccato alle pagine, non si vorrebbe mai smettere perché il nostro brillante Poirot ci propone indizi e passaggi da osservare costantemente, solo così si è in grado (forse) di capire chi è l’assassino, anche se poi si può cambiare idea almeno dieci volte prima di arrivare alla fine.

Anonimo

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Il Natale, la festa dedicata alla famiglia, è l’occasione per l’anziano signor Lee di riunire i parenti che non vede da anni. Quale sarà il suo scopo? Come in molte delle situazioni descritte da Agatha Christie, l’ambientazione è un’antica casa che racchiude i ricordi di vite che si sono susseguite e che hanno lasciato segni, più o meno profondi. Il grande Hercule Poirot fa il suo ingresso in scena e con il suo aiuto i contorni dei personaggi del racconto andranno via via definendosi, lasciando intravedere vissuti molto più complessi di quanto non potesse emergere al loro primo incontro. Questa è l’abilità della grande scrittrice che ci porta ancora una volta in una storia in cui non possiamo mai essere certi di quanto ci appare e in cui spesso, ciò che sembra, semplicemente non è.

Fiona Guiducci

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Chi già conosce il modo di scrivere di Agatha Christie non rimarrà deluso da Il Natale di Poirot. Il testo, scritto magistralmente, è capace di unire le atmosfere natalizie con il mistero. Un classico della letteratura, originale, coinvolgente, con indizi disseminati in tutte le pagine, anche se è davvero difficile scorgerli tra tutte quelle parole. Nulla è scontato, anche quando il lettore sembra essere arrivato alla soluzione, entra in scena un nuovo elemento che rimette tutto in discussione. Tutti i partecipanti alla cena di Natale, se esaminati dal punto di vista psicologico, potrebbero essere dei legittimi assassini, Poirot con il suo saper leggere l’animo umano capisce molto velocemente chi è il colpevole ma a noi lettori tocca aspettare la fine per scoprirlo.

Novella Bentivoglio

 

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Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Aprilia “Le bucoliche”
coordinato da Antonella Proietto

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Perché a vinto a mani basse? Perché il tempo non scalfisce nemmeno un pochino la bellezza del racconto ma anche perché siamo cresciute tutte pranzando ogni giorno in compagnia de “La signora in giallo”.  Lo stile di Agatha Christie rende la lettura scorrevole ed estremamente piacevole. Non ci interessano i colpi di scena che ti lasciano fortemente turbati, tipici della tv, anzi il rassicurante procedere della narrazione è una gradevole compagnia che non stanca mai.  Sembra quasi che indovinare prima o dopo il colpevole non sia il fine ultimo. Il resoconto delle caratteristiche psicologiche dei vari personaggi, che affollano il testo, sono quelle la vera pietra preziosa che il testo ti lascia.

In fondo non potevamo far vincere nessun altro perché il giallo sta bene su “tutti”, è il regalo che non sbagli mai.

Antonella Proietto

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La storia scorre facilmente lasciando al lettore tante ipotesi aperte sull'esito dell'investigazione. fino alla fine tutto è possibile ma solo una è la verità. tutto dipende dalla psicologia dei protagonisti e Agatha Christie ha la capacità di entrare nella mente delle persone e farne una descrizione puntuale.

Sabrina Principi

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Agatha Christie non si smentisce mai.

Impostazione classica per un giallo avvincente e appassionante che mi ha tenuta incollata alle sue pagine in attesa di scoprire se le mie intuizioni erano corrette e sapere finalmente il nome dell’assassino. Descrizione dei personaggi impeccabile. Con poche parole ben scelte la Christie riesce a tratteggiare il carattere e la psicologia di ognuno di loro con straordinaria efficacia.

Ritengo non ci siano parole migliori per descrivere le feste natalizie: “...con le abbuffate, arrivano le indigestioni; e con le indigestioni, l’irritabilità...Persone che ‘non provano niente’ l’una per l’altra, si sforzano di ‘mostrarsi piene di affetto’...A Natale, per me, c’è solo una grande ‘ipocrisia’”. L’unico inconveniente è stato leggerlo a ottobre, sarebbe stato perfetto a dicembre, durante un temporale, seduti al calduccio davanti al caminetto.

 Claudia Rizzaro

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Il maggior merito de “Il Natale di Poirot”, è nei suoi personaggi credibili e ben descritti, l’autrice delinea, con sapiente capacità, il carattere dei protagonisti nella loro diversità psicologica, inseriti in un ambiente famigliare all’apparenza sereno, in un periodo pre-natalizio, dove il delitto del padrone di casa, mette ognuno di loro tra i sospettati potenziali assassini. La capacità di osservazione, riflessioni, ragionamenti dell’ispettore Poirot, non lascia niente di scontato e tutti i personaggi che vanno e vengono nella casa, non solo i parenti, sono tutti possibili colpevoli. Un finale che è un vero colpo di scena lascia il lettore soddisfatto.

Norma Perrone

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Ho sempre amato le opere di Agatha Christie, è una passione che ho ereditato da mia nonna che mi ha passato anche tutti i libri, in edizione originale "gialli" Mondadori".

Questo racconto mi mancava, non è sicuramente il più riuscito ma è sempre divertente leggere i suoi romanzi, gli indizi sono disseminati lungo tutta la narrazione ma non è poi così ovvio scoprire il colpevole, l'arguzia dell'autrice rende il finale quasi sempre sorprendente.

Il Natale non è protagonista in questo romanzo, è solo l'occasione che l'Autrice utilizza per far riunire tutti i protagonisti nello stesso luogo e creare i presupposti perchè si verifichi l'inevitabile delitto, non si può dunque considerare un vero e proprio racconto natalizio.

Stefania Momo

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Giallo ambientato durante un raduno familiare organizzato per festeggiare il Natale.

L’ investigatore Poirot viene coinvolto nella risoluzione del caso che sembra da subito piuttosto complesso a causa dei tanti personaggi coinvolti e delle loro vite più disparate. Ognuno sembra avere un movente valido. Vengono passati sotto la lente di Poirot tutti i dettagli: legami, professioni, caratteristiche fisiche, vecchi rancori, ecc. e tutto ciò è descritto in molto molto scorrevole e avvincente. Il lettore viene rapito dagli avvenimenti e si ritrova a fare continuamente nuove ipotesi sulla soluzione del caso.

Grade la capacità della scrittrice di ambientare tutto all’interno di una casa, senza risultare per questo mai noiosa. Lettura consigliatissima per essere trasportati in un altro luogo e per sentirsi un po’ investigatori.

Daniela Cecconato

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Agatha Christie è inequivocabilmente la regina del giallo, nei suoi romanzi tutto è perfetto; l’ambientazione, la costruzione del delitto, ma è nella descrizione dei personaggi che tutto il suo genio viene alla luce. Riesce sempre a definire in maniera quasi clinica tutte le sfaccettature dell’animo umano, sottolineando in particolare le bassezze e le meschinità che in “Il Natale di Poirot” vengono a galla proprio nel periodo dell’anno che di più rappresenta, nell’immaginario collettivo, l’unione della famiglia ed i buoni sentimenti.

È stato bello dopo tanto tempo rituffarsi nelle avventure di Monsieur Hercule, che nonostante i suoi anni, continua a mantenere intatta la sua eleganza, il suo spirito d’osservazione, la sua ammirazione per le donne e soprattutto i suoi intramontabili … baffetti.

Viviana Recchia

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Ho scelto il Natale di Poirot.
La lettura è stata coinvolgente. Il racconto mi ha fatto immaginare i personaggi in modo realistico sia fisicamente che caratterialmente. Ho apprezzato la descrizione delle donne così diverse tra loro e in qualche aspetto forti e affascinanti. Mi colpisce come Poirot ha condotto le indagini conversando informalmente con gli indiziati perché sentendosi liberi di parlare svelavano particolari che nell'interrogatorio non rivelavano. Inoltre la lettura è stata talmente piacevole che non vedevo l'ora di scoprire il colpevole.

Paola Parrella

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Il vecchio Simeon Lee, inglese, arricchitosi in gioventù, decide di trascorrere il Natale in compagnia dei suoi figli presso la sontuosa residenza che condivide assieme al figlio Alfred e alla nuora Lydia. Ben presto alla porta di casa bussano George, il figlio dedito alla carriera politica, assieme alla moglie Maude; David, il sognatore per eccellenza, assieme alla consorte Hilda; Harry, il figlio scapestrato; Pilar, la nipotina figlia della defunta Jennifer e, a sorpresa, un tale Stephen Farr, figlio di un ex socio di Simeon. La sera della Vigilia, dopo cena, un rumore di mobili rovesciati seguito da un forte grido attira l’attenzione dei presenti che si precipitano dinanzi alla porta della camera del capostipite, chiusa dall’interno. Dopo aver abbattuto la porta, una terribile scena si rivela ai loro occhi: il povero Simeon giace sul pavimento, sgozzato. Il tenente Sudgeon, assieme al colonnello Johnson e a Poirot, avrà il compito di risolvere l’intricato caso.

È proprio la psicologia a ricoprire un ruolo centrale nella vicenda. La vittima è un uomo arido, legato al denaro e all’idea di ricchezza, incapace di provare autentico affetto. Tutti i presenti, se osservati esclusivamente dal punto di vista psicologico, sarebbero potenziali assassini, poiché ognuno avrebbe agito sulla base di un valido movente. La testa e gli occhi rappresentano gli elementi cardini dell’indagine: ragionamenti, supposizioni, riflessioni e osservazioni non solo della scena del delitto ma soprattutto dei volti di quanti affollano la residenza. Nulla è scontato.

Carla Barbati

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Una storia intrigata ed affascinante, accompagnata dall’analisi e dall’intuito dell’ispettore Poirot. I personaggi della famiglia Lee e non solo sono accattivanti e la storia ricca di sorprese. Anche te lettore, leggendo, ti ritroverai ad ipotizzare il movente del delitto per ognuno dei personaggi quasi ad essere nella stessa stanza con Poirot a discutere della soluzione di questo giallo.

Luisa Scappaticcio

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Questa scrittrice non delude mai! Il racconto è ambientato in Inghilterra: è la vigilia di Natale ed un vecchio malato riunisce in casa tutta la sua famiglia per le feste…quale migliore scenario per un delitto perfetto! Il racconto è fluido ed interessante: fino alla fine non si riesce a scoprire chi sia l’assassino e, a posteriori, ci si rende conto che la scrittrice ha seminato qua e là piccoli indizi. In ogni caso, alla fine l’assassino risulta essere la persona più impensabile.  I protagonisti e la scena del delitto vengono descritti con dovizia di particolari e l’elemento della porta chiusa dall’interno.

Nicoletta Pisciaroli

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Il Natale di Poirot è un libro che si legge tutto di un fiato perché ti induce e coinvolge a ragionare sulla psicologia dei personaggi che è il punto focale dei romanzi della regina di questo genere che dopo tanti anni è ancora attuale e lo sarà sempre. Poirot è il detective per eccellenza che con ordine e metodo arriva sempre alla soluzione.

Luana Merler

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Si avvicina il Natale, e porta con sé l'occasione per riunire la famiglia. Una famiglia problematica come tante, con distanze sia fisiche che caratteriali evidenti e apparentemente con la voglia di ricucire rapporti logori e instaurarne di nuovi; tra i preparativi si nasconde, però, una grossa coltre di odio e di rivalità, che mette  presto in scena il dramma di questa riunione; a farne le spese è proprio il vecchio patriarca, misteriosamente assassinato alla vigilia di Natale in una stanza chiusa dall'interno. Ma chi sarà l'assassino? Tutti avrebbero un movente, ma nessun criminale può sperare di ingannare il grande Poirot.

Giallo che si legge d’un fiato, magistralmente scritto, scorrevole e facile da seguire ma come sempre intricato nella ricerca della risoluzione. La sua atmosfera natalizia e i colpi di scena ben strutturati lo rendono perfetto per vivere il clima delle feste con suspense.

Giacinta Di Bari

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Come ogni libro di Agatha Christie. non ho nessuna critica da muovere, anzi, la sua genialità emergere sempre come la varietà dei personaggi, gli intrighi, la suspense ma questo come gli altri è il solito giallo, ben costruito, ma di natalizio ha solo il titolo, l’ambientazione anche se rimane sempre un giallo, ben scritto ma un giallo.

Pietrina Sassu

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Agatha Christie è una garanzia che non delude mai. Giallo avvincente. Colpevole insospettabile, solo l'arguzia di Hercule Poirot poteva risolvere il caso.

Silvia Montauti

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Recensioni del Circolo dei lettori
del torneo letterario di Robinson
di Bassano del Grappa “Palazzo Roberti”
coordinato da Veronica Manfrotto

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Il Natale di Poirot presenta una prosa scorrevole ma poco ricercata, nella quale abbondano i punti esclamativi e le domande retoriche. Non avendo letto l'originale, non so quanto questo rispecchi la scrittura della Christie, ma l'effetto - perlomeno in lingua italiana - è di un espressionismo farsesco. La lingua in realtà ben si adatta alla trama di questo romanzo, che trasuda escapismo puro. L'intreccio segue binari ben noti (innumerevoli film, il gioco da tavola Cluedo...) ma va riconosciuto il fatto che questi binari sono ben noti proprio per il carattere seminale delle opere della Christie

Giorgio Bertolin

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Agatha Christie riesce a coinvolgerti nella vita di ogni personaggio facendotelo conoscere in ogni sua sfaccettatura, arrivando così a farti vivere intensamente la storia.

Michela Montieni

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Tre giorni prima di Natale Simeon Lee, un ricco anziano inglese, decide di invitare figli con rispettive consorti e l’unica nipote per festeggiare il Natale assieme. Quando in casa ci sono tutti gli invitati decide di fare una riunione dove comunica di voler cambiare il testamento. Nel frattempo arriva pure il tenente di polizia Sudgen per una raccolta fondi. Dopo cena si sente provenire dal piano superiore il rumore di una colluttazione, con mobili rovesciati e un grido raccapricciante. La porta viene sfondata, poiché è chiusa dall’interno, e trovano Simeon morto in una pozza di sangue.

Da qui inizia da parte del tenente di polizia Sudgen, con l’aiuto di Poirot, l’indagine sul delitto.

Lo schema della storia è un classico di Agatha Christie. C’è la presentazione dei personaggi (singolarmente), la riunione di tutti nello stesso luogo, l’interrogatorio singolo dei personaggi, la scoperta di alcuni elementi che muovono l’indagine, tipo dei diamanti grezzi che spariscono e la spiegazione finale da parte di Poirot dove tutti avrebbero potuto avere avuto interesse ad uccidere Simeon Lee.  

Non sono amante dei libri gialli, preferisco andare al cinema a gustarmi la storia. In ogni caso, quello che esce fuori alla fine è che l’omicida è sempre la persona che meno ci si aspetta di trovare

Angelo Orsingher

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Classico romanzo di Agatha dal fiato sospeso fino alle ultime pagine.

Lettura molto scorrevole e sono ben riuscita a memorizzare tutti i protagonisti, mi è piaciuta molto la famiglia Lee.

Poirot inconfondibile dalle doti investigative-psicologiche, molto bravo a tracciare il profilo dell’omicida, mai avrei pensato al sovraintendente di polizia.

Elisabetta Bontorin

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Questa scrittrice è insuperabile: non ha bisogno di grandi ambientazioni, tutto avviene in una casa, i personaggi sono presentati in maniera magistrale, nel fisico, nella loro personalità e nei rapporti che hanno con gli altri familiari. Il ritmo è incalzante e non ti consente di abbandonare la lettura. L'incredibilità è che, a tratti, credi di aver intuito qualcosa che poi non è vera. Alla fine, però, quando l'arcano viene svelato da quella affascinante intelligenza deduttiva di Poirot, ti sembra tutto così logico e quasi ti stupisci di non esserci arrivata da sola. L'abilità della scrittrice, credo stia proprio in questo: non ci sono "rivelazioni" dell'ultimo momento che ti cambiano la storia e quindi ti senti quasi "imbrogliata" perché ti sei impegnata ma non ti erano stati dati i mezzi per arrivare alla soluzione. Al contrario, ti dice tutto, magari portandoti a dare rilievo a cose che non lo meritano e, al contrario, a sorvolare su qualcosa che poi è la chiave di volta. Una chicca, veramente! 

Roberta Bolzonella



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