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Il padrino di Mario Puzo
Corbaccio

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Foggia “Biblioteca La Magna Capitana, Viaggi tra le righe”
coordinato da Gabriella Berardi e Mara Mundi
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Il romanzo è un autentico “documentario” sui delicati intrecci e labili equilibri, fra le principali famiglie italo americane che esercitano il loro potere nella mafia newyorchese degli anni ‘60. Il protagonista assoluto è Don Vito Corleone, il “Padrino”, uomo che sa essere generoso e spietato al tempo stesso, capo di una famiglia patriarcale e di vertice fra le concorrenti organizzazioni criminali, ma guidato ancora da un preciso codice di malinteso onore. La storia del Padrino è animata da continui colpi di scena, da immagini crude nei rituali punitivi dei sicari, ma anche da momenti di riflessione, che Mario Puzo ha saputo intrecciare con grande maestria, elevando il romanzo al rango di vero e proprio classico della letteratura americana e soggetto di una saga cinematografica.

Raffaele Addivinelo

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Nel libro si narra la storia di Don Vito Corleone. Trama ricca di colpi di scena, l’autore descrive in modo crudo ed autentico, torture ed omicidi, classici della malavita organizzata. Tutto questo giustificato in nome dell’onore della “Famiglia”.

Romanzo chiaramente ispirato alla realtà delle “famiglie” mafiose dedite ad imporre le proprie leggi. Romanzo appassionante e di grande impatto.

Patrizia Borreca

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Appassionante romanzo che si concentra sulla vita di Don Vito Corleone siciliano d’origine che si trasferisce a New York dove crea un impero malavitoso. Ricco di tensione e scandito da colpi di scena ricostruisce i legami della famiglia, gli intrecci tra potere politico e malavita, l’organizzazione degli affari illeciti, gli amori, i tradimenti e le vendette. È un romanzo di grande impatto.

Angela De Angelis

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È un libro diventato sicuramente un classico anche grazie alla consacrazione cinematografica del film diretto da F. F .Coppola e interpretato da attori di grande carisma.

Il Padrino ha fatto conoscere al grande pubblico una realtà al tempo poco conosciuta: quella della mafia e degli intrecci tra criminalità, politica e giustizia con una non celata ammirazione per il personaggio principale: Don Vito Corleone.

L’intreccio è sicuramente avvincente tuttavia la scrittura è prolissa, con un eccesso di digressioni non necessarie e di particolari che appesantiscono il racconto.

Mara De Felici

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Indubbiamente influenzata dalla filmografia realizzata a riguardo, è fuori discussione la ricchezza di particolari che come sempre compare nei libri. Probabilmente, pur apprezzando l’indiscusso capolavoro, con sincerità affermo che non sarebbe stato un libro che avrei letto ma che ho apprezzato per la conferma datami sulle idee che avevo. Tre i capisaldi: il senso di famiglia, l’onore e la passione. Ambientato all’interno di contesti criminali, sottolinea come sempre il senso di religiosità che appartiene a tali ambienti (aprire con la celebrazione di un matrimonio sottolinea l’attaccamento alle tradizioni e alla religione). Il senso di famiglia e di appartenenza ad esso collegato, il rispetto e l’onore nel nome del quale viene sacrificato tutto, anche il non sacrificabile. La passione che rende vive e forti le personalità di ogni personaggio, non solo quella del protagonista. Tali storie vanno raccontate con la speranza che ci sia da parte di chi legge, soprattutto dei giovanissimi, la consapevolezza che non si tratta di eroi da emulare ma di errori da non reincarnare.

Valeria Marra

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“Il Padrino” di Mario Puzo è un romanzo che, nonostante la sua lunghezza, avvince il lettore. Le intricate vicende di Vito Corleone avvolgono chi legge in una spirale densa da cui sembra non si possa uscire più e la storia diventa paradigmatica di tutto il fenomeno mafioso. Sembra che non si riesca ad individuare un reale filo conduttore e tutto il plot diventa sempre più labirintico. Al termine della lettura si prova un senso di straniamento mescolato , tuttavia, ad una consapevolezza certamente più acuta della pervasività del male.

Anna Mastrolitto

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La penna di Puzo tratteggia, con un rigoroso linguaggio, il tragico mondo della mafia newyorchese, capitanata dal protagonista, il Padrino Don Vito Corleone, nome scelto per non dimenticare i legami con la propria terra natìa, la Sicilia.

Codice d’onore, legami della “famiglia”, intrecci tra potere politico e malavita, regolamenti di conti, vita quotidiana dei capi e dei loro esecutori, ruolo dei consiglieri, organizzazione degli affari illeciti, ricatti, omicidi, torture, vendette, funerali, amori, matrimoni, tradimenti: questi i capisaldi del romanzo Il Padrino. Don Vito e le cinque famiglie che, guidate da lui, esercitano il loro nefasto potere, si muovono sulla scena, imponendo le proprie leggi sulla società americana mafiosa, senza alcuna possibilità di un potere salvifico. Il lettore partecipa a tutto ciò, emozionandosi, grazie allo stile di Puzo e ai più piccoli particolari da lui inseriti.

Incoronata Merlino

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A ben rifletterci, Il Padrino è una delle poche storie, tra quelle che ha prodotto la letteratura degli ultimi secoli, che più si avvicina alla tragedia greca classica. Il destino, la famiglia, la lealtà, il dominio, la sopraffazione. L’intercettare l’evento storico come occasione per realizzare il potenziale distruttivo e auto-distruttivo presente nel filo del proprio destino. Oltre a ciò, Puzo conosce le ouverture scaltre del romanzo del Novecento, da perfetto romanziere del Novecento sa che anche la sessualità è una sua cifra irrinunciabile. Possiede e domina le descrizioni, fisiche e memoriali, di un Proust. È e rimane un capolavoro letterario, un monumento dell’identità. Ho tuttavia scelto di dare il mio voto alla Morrison perché spero che possa avere, come è accaduto al fortunato Puzo, la sua occasione di dire ciò che ha dire all’America di oggi.

Annalisa Molfetta

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Il carisma e la saggezza di don Vito Corleone ci accompagnano in questo viaggio nel mondo della mafia italo americana. Siamo nella new york del dopoguerra e una serie di eventi sanguinosi si succedono durante quella che sarà chiamata la guerra delle cinque famiglie.   

Tradizione, sangue, onore, fedeltà alla famiglia sono i temi ricorrenti in questo classico della letteratura del crimine.

Romanzo che tiene col fiato sospeso e personaggi caratterizzati magistralmente.

Anna Rita Purgante

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Il libro Il padrino di Mario Puzo esordisce con la frase "Dietro ad ogni grande fortuna c’è un crimine", può darsi ma non sempre necessariamente. Lo scrittore narra la storia di Vito Corleone soprannominato il Padrino, il Don, il boss, ecc... All’età di 12 anni ha dovuto lasciare la sua Sicilia per emigrare in America per non essere ammazzato dalla mafia e salvarsi, è stato cresciuto inizialmente nella legalità ma avendo un temperamento caratteriale irruento non ha voluto riconoscere al potere americano nessun merito e si è fatto strada ammazzando, derubando, si è arricchito. Di buono nella sua vita ha avuto sua moglie e i suoi figli molto devoti, ha subito lutti, ha inflitto pene severe, ha salvato parecchi dal fallimento, ha avuto appoggi dappertutto, cosa rara è morto a casa sua e non in carcere, gli sono succeduti molti personaggi. A me come personaggio è piaciuto Kay la moglie del figlio Michael, una delle poche non infiltrate nel malaffare e mi è dispiaciuta la morte di Apollonia.

Rosalba Savino

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Il romanzo del Padrino (che non avevo mai letto prima di ora), racconta la storia di Don Vito Corleone da tutti conosciuto appunto sotto il nome del “Padrino”, uomo di origini siciliane che in America conosce la fortuna e il potere.

Dopo tanti film visti penso che il libro sia appassionante, ricco di particolari che nei tanti film messi in onda non si sono mai visti, le descrizioni dei personaggi e le loro vicende sono fenomenali. A volte mentre scorrono le pagine sembra di star vivendo con i diretti interessati, i momenti di angoscia, di silenzio, i tradimenti.

Il Padrino che in sé è anche la storia di una emancipazione, una vittoria, un cambiamento.

Valentina Schiralli

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“Il nuovo mondo dà sempre una seconda opportunità”… qualunque essa sia, anche se è il proseguimento della prima. Così è per il protagonista Don Vito Corleone. La saga malavitosa descritta nel romanzo non è certamente da annoverare tra i capolavori della letteratura mafiosa - “Il giorno della civetta” di Sciascia, “Gomorra” di Saviano, “Cose di casa nostra” di Padovani, “Il capo dei capi” di Bolzoni-D’Avanzo hanno certamente qualcosa o molto di più - ma di sicuro è tra quelli che meglio descrivono l’intreccio indissolubile e allo stesso tempo parallelo delle vite e delle attività, criminose o integre, secondo i canoni altrimenti irrazionali propri della “cultura mafiosa”. Senz’altro miglior fortuna ha avuto il film che F.F. Coppola ha tratto dal romanzo la cui complicità con giganti quali Marlon Brando e Al Pacino ha contribuito alla nascita di una serie infinita di altre opere, letterarie e cinematografiche, tutte figlie del mito generato dalla creatura di Mario Puzo.

Stefano Starace

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Nel libro Il padrino si descrivono le dinamiche psicosociali di una famiglia mafiosa italiana, trapiantata in America nei primi anni Venti. Qui la figura maschile è intrisa di “machismo” al fine di ottenere un “rispetto sociale” da parte della comunità italiana di appartenenza, e la donna riveste il classico ruolo stereotipato tradizionalista e subalterno all’uomo, tanto che la donna di tipo americano, risultando intelligente dai modi indipendenti, viene rifiutata da questo tipo di famiglie mafiose. La mafia è una corporazione di “amici” con codici di onore, ovvero regole stabilite da rispettare, ordinati per gerarchie, tipicamente maschiliste e machiste, dove chi tradisce viene ucciso.

Maria Tortorella

 

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Circolo dei lettori del torneo letterario
di Robinson di Roma 20 “Fata Morgana”
coordinato da Marianna Guidi
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Purtroppo non sono arrivate recensioni per questo libro

 

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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