< Libri e lettori

Il ritorno dello sciacallo di Robert Ludlum
Bur    

 

***
Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Livorno “L’avventura di un lettore”
coordinato da Valeria Cioni
***

 

Spy-story dalla trama intricata e complessa da seguire, è molto avvincente anche se un po’surreale e riesce a tenere col fiato sospeso fino all’ultima pagina. La storia personale e la rivalità del tutto “privata” dei due protagonisti, che affondano nei volumi precedenti della trilogia, si intrecciano con vicende di spionaggio internazionali negli ultimi anni della guerra fredda e con interessi economici di associazioni clandestine che toccano i più alti vertici dei governi coinvolti. Un thriller portato su più livelli proprio dai protagonisti che però ne verranno coinvolti e perderanno il controllo del loro stesso gioco.

Giulia Bertolini

***

L’autore, pur realizzando una trama comprensibile, mette in scena fatti inverosimilmente rocamboleschi e al limite della credibilità. Si riconoscono e si distinguono i singoli personaggi mentre le rispettive storie trovano una propria soluzione all’interno della trama principale di questo romanzo “sul filo del rasoio”; essi seguono il proprio destino, spinti da motivazioni quali amicizia, senso di colpa o dovere, tutti incredibilmente disposti a qualunque cosa per Jason, eroe determinato e al tempo stesso “caricatura”. È l’abilità scenografica e surreale, insomma, a divenire colonna portante e fine a se stessa del romanzo.

Paola Palumbo

***

Non posso che bocciare l ‘opera sotto tutti i punti di vista: una trama lunghissima, non scorrevole, con personaggi caricaturali, tra tutti il protagonista Jason Bourne, poi lo psicologo, Alex, passando per generali corrotti, doppiogiochisti degni di un film di azione tipo Commando o Die hard dove non si percepisce lo spazio e il tempo tra esplosioni attentati agguati e veri o presunti colpi di scena. In buona sostanza l’ho visto come un’americanata, con un ritmo di scrittura troppo lento per appassionarmi (si ripetono sempre le stesse frasi) e dove il protagonista è un duro, che a mio avviso non ne azzecca una. Le azioni si spostano su molteplici fronti dai caraibi all’America del nord, ma a me non hanno appassionato. Uno dei pochi libri che ho faticato a leggere, del quale non riesco a trovare qualcosa di salvabile.

Stefano Franceschi

***

Ho riscontrato una grande difficoltà a leggere questo romanzo. Questo è l’ultimo capitolo di una trilogia e non avendo letto i precedenti libri risulta complicato entrare a pieno nella storia.

La narrazione, seppur scorrevole, non è coinvolgente, i personaggi sono poco caratterizzati e difficili da ricordare. Personalmente non sono un’amante del genere di questo romanzo e quindi con più remore di altri lo apprezzo. La lettura non mi ha neanche spinta a vedere la trasposizione cinematografica della saga.

Giulia Campi

***

L’autore descrive l’ambientazione e i personaggi in modo dettagliato e preciso, questo consente ai lettori di appassionarsi alla storia e di essere emotivamente partecipi alle vicende del protagonista. I difetti più marcati del romanzo sono la lunghezza e l’eccessiva tecnicità dei vocaboli usati, non sempre comprensibili a chi legge. Interessante e efficace l’impossibilità di cambiare vita del protagonista e la sua predestinazione alla sua missione, che deve compiere di nuovo per salvare chi ama e la sua vera identità.

Barbara Migliacci

***

Libro di azione e di spionaggio, nella classica tradizione americana.

Trama complessa, con intrecci e numerosi personaggi, condotta con maestria dall’autore, anche se forse nella trilogia di Jason Bourne forse questo è il romanzo meno efficace.

Il libro è forse un po’troppo lungo, e la storia risente forse di questa lunghezza, essendo in alcuni tratti leggermente “appesantita”.

Nel suo genere, comunque, un ottimo prodotto.

Michele Vitale

***

Pur scritto in un linguaggio accattivante per il lessico colorito tipico del mondo che rappresenta, il libro si è reso difficilmente percorribile alla mia lettura a causa di un inizio contorto e maggiormente comprensibile a lettori avvezzi al genere o alla serie stessa più di quanto non lo sia la sottoscritta .L’impianto narrativo ripete uno schema fisso, fatto di iniziali descrizioni circostanziate del setting, seguite da dialoghi coloriti e quindi da complicazioni, talora inverosimili, dell’intreccio che insorgono così da protrarre enormemente la soluzione del racconto, la cui eccessiva, scontata serialità e lunghezza scoraggiano il lettore.

Paola Bosio

***

Premesso che non sono amante del genere, gli avvenimenti raccontati nel libro non solo sono inverosimili, ma talvolta anche un po’ridicoli. Personaggi assurdi: Carlos il cattivo che combatte contro tutto e tutti, che riesce a mettere in scacco le più grandi agenzie investigative esistenti, che ha adepti in tutto il mondo non si sa bene a quale titolo. Dall’altro lato Bourne / Webb che, al contrario del rivale, ha inspiegabilmente appoggi incredibili. Gli altri personaggi banali e talvolta superflui. Dialoghi scontati. Avvenimenti che si svolgono da un continente all’altro, spesso senza un nesso logico. Inoltre lunghissimo, poteva fermarsi tranquillamente a metà.

Patrizia Belcari

***

In un parco di divertimenti a Baltimora avviene, nella ressa della folla, un delitto assurdo e agghiacciante. È una vendetta personale di Carlos, detto “lo Sciacallo”, un terrorista spietato e inafferrabile. Il professor Webb deve assumere di nuovo la sua seconda identità quella di Jason Bourne e il suo ruolo segreto di killer.

Trattasi del terzo libro della serie di Jason Bourne. La lettura è avvincente poiché la trama è solida e ben congegnata, ma per meglio gustare il romanzo è consigliabile aver letto prima i due precedenti libri.

Gabriella Merchianti

***

Un libro avvincente, uscito per la prima volta nel 1990 come terzo capitolo della saga di Jason Bourne, con un ritmo che dovrebbe essere denso e con colpi di scena. Un libro che talvolta annoia e fa fatica a tenere l’attenzione del lettore fin dalle pagine iniziali, quasi avesse troppa voglia di essere avvincente e avventuroso. Ludlum conferma il suo talento nella caratterizzazione dei personaggi, ma talvolta cade nell’ovvio, nel già visto e impiega troppe pagine per raccontare una trama non troppo originale. Il merito della storia è di aver ridato nuova vitalità al genere, grazie anche all’adattamento cinematografico, cui sicuramente il testo si presta meglio: la resa in immagini rende più fresca la trama e più avvincente il ritmo narrativo.

Silvia Cilliano

***

Il romanzo conclusivo della trilogia dedicata a Jason Bourne, seconda identità del professore universitario Webb, ha una trama complicata e intricata (ed è molto lungo!) ma l’autore, Robert Ludlum, riesce ugualmente a tirar le fila dei destini di tutti i personaggi che compaiono. Al centro ancora una volta lo scontro tra i due protagonisti Webb/Bourne, spia voluta e costruita dal governo americano, sempre un po’in bilico tra le due personalità che si trova a vivere, e lo Sciacallo/Carlos, terrorista di fama internazionale. Libro consigliato a chi ama le spy story, a chi ama i lunghi dialoghi e a chi ama le serie. Sicuramente la scrittura di Ludlum cattura, ma a volte si dilunga un po’troppo con le parole e l’effetto risulta stancante.

Cecilia Caleo

***

Un bel libro di azione e spionaggio. La trama è complicata e intricata, ma l’autore riesce a renderla abbastanza chiara e comprensibile, i numerosi personaggi sono riconoscibili, identificabili e riconducibili nelle molte sotto trame. Tutte le varie storie aperte all’interno della trama sono portate a soluzione e di ogni personaggio si conosce o intuisce il destino. Il romanzo è un po’troppo lungo, e la tensione così prolungata rischia di affaticare la lettura.

Michela Carlotti

***

Ludlum rivela un degno finale della trilogia di Jason Bourne con “Il ritorno dello sciacallo”,

tessendo abilmente e con controllo le fila di una trama piuttosto intricata nell’abbondanza di

azione e cambi di scenario, seppur godibile. Tornano i personaggi ormai ben conosciuti:

Webb/Bourne, forse sin troppo prevedibile e quasi caricaturale nell’insistito impegno dell’autore a portarne avanti il binomio “schizofrenico”, e la sua nemesi, Carlos/Sciacallo, con cui arriverà a scontrarsi in un epico, quanto agognato vista l’eccessiva lunghezza del romanzo, scontro finale.

Camilla Del Corona

***

Invero un finale sbagliato: un’opera ridondante, intrisa di eccessive ripetizioni e sorretta da dialoghi a volte troppo intricati. L’atto conclusivo della trilogia di Bourne in alcuni momenti perde di concretezza, i passaggi si fanno farraginosi e si fatica ad apprezzare lo stile narrativo. Il motivo principale grazie al quale si può decidere di rimanere a leggere il libro lo si può giustificare solo per vedere se, giunti alla conclusione, il protagonista riuscirà nella realizzazione dei suoi intenti. Per intere sezioni la fatica di Ludlum si mostra fin troppo didascalica, priva del giusto ritmo.

Claudio Fedele

***

Il ritorno dello sciacallo, di Robert Ludlum, è un romanzo di spionaggio, ultima puntata della trilogia dedicata al personaggio di Jason Bourne. Spia e assassino, costruito attraverso un programma segretissimo della Cia, il protagonista subisce gli effetti di un’amnesia, in seguito alla quale, diventa una scheggia impazzita che cerca di uscire dal giro e ricostruirsi una vita. Il genere non mi piace molto e ho trovato la scrittura un po’sui generis, ciò non toglie valore alla storia che è ben congegnata, e tiene il lettore in sospeso fino alla fine. Una lettura interessante ma che non mi spinge ad approfondire l’autore

Silvia Motroni

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
L'iniziativa è riservata agli utenti maggiorenni. Per partecipare, registrati. Questo sito non usa cookies.
Dubbi, problemi: torneoletterariodirobinson@giorgiodellarti.com
Vedi anche Il Blog di Giorgio Dell'Arti su Repubblica.it