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Il rosso & il nero di Lirio Abbate e  Marco Tullio Giordana

Solferino

 

Una fiction a due mani che si muove tra criminalità, politica e intrighi orditi dai corpi deviati dello Stato, con allusioni alle vicende della banda della Magliana. Una cinica rivisitazione della teoria degli opposti estremismi e del falso mito dei duri e puri che si riconoscono e si rispettano. Lo sfondo è la storia italiana degli ultimi trent’anni del Novecento, costellata di fatti dolorosi rimasti avvolti nel mistero. Il protagonista, Tito, ragazzo della periferia romana con una grande ammirazione per il padre comunista, dopo un omicidio finisce in un carcere di sicurezza dove si laurea in filosofia. Si guadagna anche il rispetto di Achillle, spietato killer dell’ultradestra al servizio di un orditore di nere trame dell’ufficio affari riservati del Viminale. Tra i due le divisioni politiche perdono senso e la solidarietà che nasce è frutto della lealtà ad una ambigua ‘moralità’ superiore. Una trama intricata con numerosi colpi di scena, cliché di genere e azioni a volte ispirate dal James Bond di Goldfinger, ma anche da I soliti Ignoti. La struttura del racconto è infatti più filmica che letteraria e riproduce il carattere simultaneo degli eventi, ma il linguaggio cronachistico non sostiene lo sforzo narrativo e gli approfondimenti psicologici. Siamo d’altra parte dentro una variante del pulp, pronta per la versione cinematografica del lato oscuro della ‘meglio gioventù’, cui allude il sottotitolo.

Alfredo Menichelli

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Il rosso e il nero risulta più immediato come lettura.

Paolo Caimi

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Tito Satri appartiene alla classe del proletariato, per la sua ideologia politica è il rosso, mentre Tessaro Achille ha partecipato a diversi reati: banda armata, rapina ed è il nero.

Nel carcere di Sant'Eufemia si ritroveranno. Tito ha ucciso una nobildonna e Achille è un brigadista dedito alla microcriminalità, ne nascerà un'amicizia schietta.

Il racconto prende forma intorno a queste due figure e si dipana intorno alla più grande rapina del secolo, progettata da Achille al Forte Braschi, dove è presente un caveau, ma soprattutto sono contenuti tutti i segreti di stato.

Altri personaggi di rilievo sono il Reclutatore, Anka spia sovietica, il prefetto Paciulli, Valentina compagna universitaria, Birro guardia penitenziaria senza scrupoli, il Professore, Thaila giornalista spregiudicata.

Daniela Roviezzo

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La Confusione Morale 1

Il Rosso e il Nero 0

Sono entrambi impegnativi e appassionanti, ho scelto il primo perché ho vissuto quel periodo "caldo", "intenso" nell'età giusta, ho votato nel '75, avevo compiuto 18anni, quindi il coinvolgimento politico era d'obbligo, molti i nomi noti che mi hanno riportato ad una specie di "amarcord", più personale che

storico.

Linda La Monica

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Il titolo stendhaliano si riferisce alle opposte provenienze politiche dei due personaggi principali, Tito ed Achille, che si fronteggiano a partire dagli anni del terrorismo di destra e di sinistra. La loro è una storia di criminali – da qui il sottotitolo “la peggio gioventù” – in un intreccio dinamico da film d’azione, con i numerosi personaggi della storia cui si affiancano la Storia, la politica, i servizi segreti: «Due sole imprese funzionano in Italia: la politica e il crimine! Economie parallele, che qualche volta si toccano, più spesso fingono di non conoscersi.» Poi concluse: «Quelli con le palle fanno i criminali» (p. 254).

Leggendo questo libro ho ripensato a Romanzo Criminale (quanto l’ho amato!), e forse è questa la ragione per cui confesso di aver faticato a finirlo.

Elisa

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